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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cosa cambia

No green pass: perché il Viminale ha deciso la stretta sui cortei

Il motivo è duplice: da un lato tutelare le attività commerciali, dall'altro evitare un aumento dei contagi (facendo rispettare le regole). Ma gli attivisti non ci stanno

Le nuove regole dovrebbero debuttare già nel prossimo week end. È attesa per oggi la circolare con cui il Viminale limiterà le manifestazioni contro il green pass, ma le direttive sono già note: i manifestanti dovranno stare lontani dai centri storici (o quantomeno dalle vie dello shopping) e da obiettivi sensibili. Non solo: gli attivisti saranno chiamati a osservare le norme anti-contagio che prevedono l'obbligo di mascherina all'aperto in caso di assembramenti.

L'obiettivo del ministero dell'Interno è duplice: da una parte tutelare il lavoro dei commercianti (il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha parlato di una perdita del 30% del fatturato), dall'altra evitare un'escalation di contagi come è già accaduto nelle scorse settimane a Trieste. Ovviamente andrà tutelata anche la possibilità di manifestare garantita dalla Costituzione: d'ora in poi tuttavia gli organizzatori dovranno concordare con i Prefetti luoghi e modalità delle proteste. Insomma, dal prossimo fine settimana si cambia.

Una stretta duramente contestata dall'Unione Sindacale di Base (USB) che definisce "grave, gravissima la decisione del Governo di impedire i cortei nei centri città su ordine delle associazioni dei commercianti che lamentano perdite ingenti e paventano un Natale senza shopping". "Il pianto dei commercianti - prosegue il sindacato -, di cui sarebbe istruttivo andare a vedere le dichiarazioni dei redditi, viene utilizzato per giustificare una palese violazione costituzionale già messa in atto dal Prefetto e dal Questore di Roma che, utilizzando i decreti anti-assembramento, stanno già da qualche settimana espellendo le manifestazioni, anche quelle statiche, dalle piazze centrali della città che ospita tutti i palazzi istituzionali, diventati così totalmente off limits". 

A Milano si scioglie il comitato no-green pass

Intanto ieri pomeriggio il comitato 'No Green Pass' di Milano, tramite il proprio canale Telegram, ha diffuso quello che viene definito "l'ultimo" comunicato stampa. "Dopo questo sabato - si legge -, per noi è diventato impossibile sederci al tavolo delle trattative con chi ha rinchiuso centinaia di manifestanti pacifici in una via e li ha trattati peggio dei criminali" e per questo "abbiamo deciso di sciogliere il Comitato che era nato proprio in previsione di un rapporto costruttivo con le autorità". Da oggi dunque non ci sarà più il coordinamento di manifestanti che si presentava in Questura per stabilire un percorso per i cortei del sabato.

"Ancora non era terminato il 16esimo corteo di sabato che è ripartita immediatamente la canea di media e istituzioni contro la manifestazione 'No Pass'", spiegano ancora su Telegram i contrari alla certificazione verde. "In particolare- proseguono- ci accusano di far parte di una raffinata strategia per far saltare i piani della Questura". Ma i 'No Pass' invece si affrettano a precisare che "avendo revocato il preavviso, nessuno dei membri del Comitato ha partecipato al corteo di sabato né può essere ritenuto responsabile della deviazione del percorso prescritto".

La maggioranza difende ovviamente la decisione del Viminale. Per Carlo Sibilia, sottosegretario agli Interni ed esponente M5S, non si può "continuare così ogni fine settimana, dopo 15 fine settimana, con le città che vengono messe in ginocchio da ogni tipo di protesta. Va bene manifestare ma quando assistiamo a scene come alcune di quelle che abbiamo visto...". E se non si rispettassero le regole e si facesse il corteo? "Si interromperà la manifestazione perché si contravverrebbe alla legge. In quel caso ci sono le forze dell'ordine". 

Cortei no-green pass: la maggioranza appoggia il Viminale

Per la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini,  "applicare ai cortei no vax il metodo "G20" - sperimentato con successo a Roma per consentire le manifestazioni scongiurando incidenti e disagi - è la scelta giusta da parte del governo. Il dissenso è legittimo ma la deriva delle ultime settimane si è troppo avvicinata al format dei Gilet gialli francesi, con una intollerabile escalation di intimidazioni e violenze. La libertà di non vaccinarsi non può mai coincidere con quella di mettere a rischio salute pubblica, ripresa economica ed ordine pubblico". 

Anche molti sindaci e governatori plaudono alla stretta. Per il presidente della Liguria Giovanni Toti "la sacrosanta libertà no vax di manifestare finisce quando inizia il diritto alla salute, al lavoro e alla vita", mentre  il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, ha spiegato ieri che "c'è una componente importante che è l'irresponsabilità di coloro che partecipano a dei cortei, con gente prevalentemente non vaccinata, che urla senza distanziamento, senza mascherine".

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