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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Il caso

Dalle cure domiciliari ai "vaccini sperimentali": i medici no pass in Senato

In commissione affari costituzionali i camici bianchi che contestano le conclusioni della comunità scientifica. L'obiettivo era raccogliere pareri sul nuovo decreto, ne è uscito fuori un gran calderone

Dal virus che "non è mai stato isolato" alle cure domiciliari che azzerano i ricoveri per Covid. Si è sentito un po' di tutto nel corso delle audizioni in Senato (commissione affari costituzionali) sul decreto che introduce il super green pass ed estende l'obbligo vaccinale a docenti e forze dell'ordine. A prendere parola sono stati (tra gli altri) medici ed esperti ben conosciuti nell'universo no pass e no-vax. Tutto normale? Sembra di sì. "Visto che si parla di scienza e non di fede dovrebbe essere tutelata anche la libertà di informarsi" ha puntualizzato il senatore di Fratelli d'Italia Lucio Malan. Anche perché "se in medicina non fosse stata consentita l'opinione dissenziente, saremmo ancora qui a fare salassi e ammazzare la gente senza mai guarirla".

"I vaccini sono sperimentali": i medici 'eretici' nelle stanze del Senato

"I dati scientifici non sono opinioni" è stata la premessa dell'endocrinologo Giovanni Frajese, e dunque "possono essere mostrati per quello che sono" senza che si arrivi a definirli "eretici o non conformi alla narrativa ufficiale". I vaccini sono sperimentali? "La risposta è semplice: sì" dice Frajese. "I trial in corso non sono ancora completati, finiranno nel 2022-2023". Una tesi, come sappiamo, già smentita dalla maggior parte degli scienziati.

L'endocrinologo continua a battere sullo stesso tasto. "La protezione naturale" data da una precedente infezione "è molto migliore di quella garantita dai vaccini" per questo "non c'è nessun senso nel vaccinare le persone che sono guarite" dice il camice bianco. Che poi cita uno studio olandese da cui "sembrerebbe che la vaccinazione" può "predisporre a una maggiore infezione con alcune varianti".

Anche Marco Cosentino, ordinario di farmacologia all'Università dell'Insubria, esprime le sue riserve sulla campagna vaccinale. "I rischi della vaccinazione sono solo parzialmente noti", avverte, e "sono paragonabili o superiori ai benefici per molte categorie come i soggetti giovani sani". E poi: "Se la vaccinazione viene intesa come strumento per bloccare il contagio è lo strumento peggiore, lo strumento migliore è quello del tampone. Sono i test, anche rapidi, ripetuti".  Per queste motivazioni il green pass e l'obbligo vaccinale non sono "solo inconsistenti" ma perfino "due strumenti rischiosi per la salute e la sicurezza collettiva e individuale".

Le cure domiciliari

Nel corso dell'audizione c'è spazio anche per Domenico Mastrangelo, presentato come "medico specialista in ematologia, oncologia, farmacologia clinica e oftalmologia". La letalità del Covid, mette in chiaro, "è del 2%, che spalmata nei due anni" di pandemia "corrisponde all'1%". (Un ragionamento non proprio convincente: la letalità non scende automaticamente con il passare degli anni). "Se questi sono dati da pandemia dobbiamo riformare al più presto tutta la medicina".

L'esperto cita poi i dati di un gruppo di scienziati francesi secondo cui, in piena epidemia, su 3.380 campioni respiratori il Sars-Cov-2 "non è mai stato isolato".  Non è tutto. Mastrangelo è anche convinto che ci siano "delle cure per questa patologia". E tra "le terapie specifiche" menziona "l'idrossiclorochina, la clorochina, l'azitromicina, i corticosteroidi e il plasma immune" che sarebbe "la vera panacea" ma "è stato seppellito sotto una coltre di silenzio e di ignavia pur essendo una terapia, quella sì, adatta ad un'emergenza".  

Tra i partecipanti c'è anche Erich Grimaldi, presidente del comitato per le cure domiciliari precoci covid-19, anche lui convinto (non da oggi) che il covid si possa curare a casa. "È in fase di pubblicazione - annuncia - uno studio" dove "dimostreremo che prendendo i pazienti nei primi 3 giorni dall'insorgenza dei sintomi" (anche se "cardiopatici e obesi") l'ospedalizzazione scende "allo 0%". Nientemeno. 

Questo e molto altro è stato detto nel corso dell'audizione. L'obiettivo era raccogliere pareri sul nuovo decreto, ne è uscito fuori un gran calderone in cui hanno trovato cittadinanza le teorie più disparate. Studi e dati spesso non validati dalla comunità scientifica (e spesso anzi già smentiti) ma sui quali, evidentemente, chi siede a Palazzo Madama conta di fare affidamento. Non è stata la prima audizione di questo tenore. E probabilmente non sarà l'ultima. 

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