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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Il caso

No-vax nel panico: "Vogliono toglierci i figli a Natale". Ma è falso

Sui social e nelle chat si discute delle modifiche all'articolo 403 del codice civile sull'allontanamento forzato dei minori. Ma si tratta di un timore infondato

A Natale potranno portare via i figli ai genitori contrari al vaccino? Una modifica all'articolo 403 del codice civile, contenuta nella legge delega n. 206 del 26 novembre, sta facendo discutere sui social e nelle chat telegram in odore di complottismo. La tesi è che la nuova formulazione dell'articolo autorizzi l'allontanamento forzato dei minori dalle famiglie no-vax o scettiche sulla vaccinazione ai bambini. Facendo una rapida ricerca su Twitter e Facebook compaiono decine di messaggi di questo tenore: "Dal 24 dicembre potranno toglierci i figli in quanto genitori pericolosi", oppure: "Vogliono spaventare a morte le famiglie". Cosa c'è di vero? Poco. Anzi, ben poco. Proviamo a capirci qualcosa. 

Per il momento non cambia nulla

La prima premessa da fare è che stiamo parlando di una legge delega che per avere effetti necessita di un decreto legislativo del governo. Quest'ultimo, come viene specificato anche nel provvedimento, è chiamato a esercitare la funzione legislativa "entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge". L'iter dunque dovrebbe concludersi entro il 24 dicembre del 2022, e non alla vigilia di Natale di quest'anno come pure è stato da molti paventato. In ogni caso non c'è nulla di definitivo: se l'esecutivo non dovesse intervenire, tutto rimarrebbe com'è.

Cosa prevede il testo della legge sull'articolo 403

Chiarito ciò veniamo alla sostanza del provvedimento. Il testo dell'articolo 403 ad oggi è così formulato:

"Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o è allevato in locali insalubri o pericolosi, oppure da persone per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi incapaci di provvedere all'educazione di lui, la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell'infanzia, lo colloca in luogo sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione".

Nella legge delega questo passaggio viene sostituito con il seguente:

"Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o si trova esposto, nell'ambiente familiare, a grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psicofisica e vi è dunque emergenza di provvedere di lui, la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell'infanzia, lo colloca in luogo sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione". 

Cosa non torna nelle tesi no vax

A far drizzare le antenne ai no vax è stato il passaggio sul "grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psicofisica" che non compariva nella precedente formulazione. Un giudice potrà ritenere motivo di pericolo per il bambino rifiuto dei genitori di vaccinarlo? In tanti hanno fatto notare anche la coincidenza: le regole cambiano proprio ora che le autorità sanitarie spingono per vaccinare i più piccoli? Vediamo di fare chiarezza. Iniziamo col dire che ad oggi non risultano casi di bambini allontanati dalle famiglie perché non vaccinati, nonostante la legge Lorenzin preveda espressamente l'obbligo per i minori. A ciò si aggiunge il fatto che il vaccino contro il Covid non è allo stato attuale neppure obbligatorio. E dunque a maggior ragione un provvedimento in tal senso sarebbe sproporzionato. 

È vero, dicono gli scettici, "ma con le modifiche all'articolo 403 tutto potrebbe cambiare". Il punto è che sebbene la formulazione sia leggermente diversa, già oggi l'intervento delle autorità è limitato alle situazioni di effettivo pericolo per l'integrità fisico-psichica del minore. Insomma, questo tipo di tutela è già previsto. E d'altra parte: perché una legge non dovrebbe proteggere i minori quando viene minacciata la loro salute, sia fisica che psicologica?

La proposta di legge del 2017 (quando il Covid non c'era)

Il passaggio "incriminato" della legge delega è peraltro molto simile a quello contenuto in una proposta di legge datata 2017 e firmata da un drappello di deputati del M5s. Anche in quel caso si parlava di "grave pericolo" per il "benessere fisico e psichico" dei bambini in relazione all'uso della forza pubblica. E all'epoca non solo non c'era il Covid, ma sui vaccini i 5 Stelle erano dall'altra parte della barricata tanto da contestare furiosamente la legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale. Insomma, l'ipotesi di un complotto a orologeria non regge.

"Mai più casi come Bibbiano": così cambia la procedura

Con la legge delega viene anche ridimensionato il ruolo degli assistenti sociali (ricordate le polemiche su Bibbiano?) e al contempo vengono fissati tempi certi per l'allontanamento del minore. In particolare il tribunale per i minorenni dovrà convalidare o revocare l'atto amministrativo entro 48 ore. Un punto, anche questo, che ha messo in allarme le famiglie. Va però sottolineato che l'intento del legislatore è evitare che (eventuali) lungaggini burocratiche finiscano per avere conseguenze negative sulla salute dei minori. 

Al di là dell'articolo contestato la riforma è molto ambiziosa, tant'è che l'associazione Cammino (camera nazionale per la persona, le relazioni familiari e i  minorenni) l'ha definita una "svolta epocale" e un "traguardo di giustizia". "Proprio per evitare nuovi casi come Bibbiano" spiega la deputata leghista Laura Cavandoli, "si è profondamente modificata la procedura: sono stati tolti poteri al servizio sociale e la decisione è stata affidata al giudice in contraddittorio". Più in generale se "prima bastava una decisione amministrativa senza ascoltare nessuno", ora "è necessario un procedimento davanti al tribunale". In ogni caso per ora tutto resta com'è. Se ne riparlerà a tempo debito.  

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