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Domenica, 29 Gennaio 2023
Blitz in tutta Italia

Perquisizioni contro i No Vax: cosa scrivevano nella chat dei "guerrieri"

Controlli in tutta Italia: su un gruppo Telegram pianificavano  intenti violenti da porre in essere in occasione di pubbliche manifestazioni. Indagate otto persone

Blitz contro i No Vax in tutta Italia: all'alba di oggi, giovedì 9 settembre, sono scattate in diverse città italiane le perquisizioni domiciliari e informatiche della Polizia di Stato a carico di appartenenti al mondo 'No-Vax' che tramite un gruppo Telegram hanno manifestato intenti violenti da porre in essere in occasione di pubbliche manifestazioni.  

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano che ha delegato la locale Digos e il Compartimento di Polizia Postale, sono rivolte nei confronti di soggetti residenti nelle città di Milano, Roma, Bergamo, Reggio Emilia, Venezia e Padova.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i partecipanti alle chat Telegram ipotizzavano violenze, anche tramite l'utilizzo di armi, durante un raduno No Vax che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni a Roma. Sotto controllo pc e cellulari di diversi indagati coinvolti nell'operazione condotta dalla Polizia di Stato contro le frange più attive dei No Vax in diverse città d'Italia.

Blitz contro i No Vax: otto indagati

Sono otto le persone indadate con l'accusa di istagazione a delinquere aggravata nell'ambito dell'inchiesta della polizia e della Procura di Milano in merito ad un gruppo di 'No-Vax' pericolosi. Gli accertamenti sono coordinati dal capo della sezione distrettuale antiterrorismo milanese, Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone.

Oltre al capoluogo lombardo le verifiche in case ed uffici sono state eseguite dalla Digos e dalla Polizia Postale di Milano innsieme con i colleghi di Roma, Venezia, Padova, Bergamo e Reggio Emilia. Gli indagati - si aggiunge - sono membri attivi di un gruppo Telegram denominato "I guerrieri" nel quale vengono progettate azioni violente da realizzare - anche con l'uso di armi ed esplosivi fai da te - in occasione delle manifestazioni "no green pass" organizzate su tutto il territorio nazionale, in particolare quella in programma nella Capitale per le giornate dell`11 e 12 settembre prossimo.

Cosa scrivevano i No Vax sulla chat "Guerrieri" (Foto Ansa)

Cosa scrivevano in chat

''Radere al suolo il Parlamento con tutti dentro''. Era il proposito degli attivisti no green pass indagati dalla Procura di Milano per istigazione a delinquere aggravata. Nel gruppo Telegram definito ''i guerrieri'' illustravano così il loro piano contro la Camera: ''Basta un piccolo drone… pilotato a distanza da uno dei tetti di Roma… un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta… non resterà nessuna prova e farà il suo effetto".

Nel gruppo Telegram ''i guerrieri'' gli attivisti no green pass si scambiavano anche informazioni sul luogo di abitazione del presidente del Consiglio Mario Draghi.+: ''L'appartamento di Mario Draghi è situato al numero di… quartiere di… questa fonte è sicura'', si legge nello screenshot di una chat, in cui l'utente no vax tuttavia chiedeva agli altri membri del gruppo di verificare che il presunto indirizzo del premier fosse quello giusto. Nel mirino dei ''guerrieri'' anche le antenne del 5G: ''Dobbiamo bruciare, sono ben esposte…. Basta avere la mira giusta dalla distanza. Se ne può mettere fuori uso tanti contemporaneamente così che diventeranno matti nel correre dietro a ripararle''.

"Si tratta di persone normali, comuni cittadini, di un livello culturale basso"

Nella chat chiusa di Telegram denominata "I guerrieri"  erano iscritte circa 200 persone. Gli otto, perquisiti questa mattina, sono cinque uomini e tre donne nati tra il 1965 e il 1988, residenti a Milano (due), Roma (due), Bergamo, Reggio Emilia, Venezia e Padova. "Si tratta di persone normali, comuni cittadini, di un livello culturale basso, incensurate, senza alcuna significativa militanza politica alle spalle e mai scesi in piazza prima, nemmeno in occasione di recenti iniziative No-Vax e no Green-pass" hanno spiegato il dirigente della Digos di Milano, Guido D'onofrio, e quella della Polizia Postale, Tiziana Liguori, che hanno sottolineato i propositi violenti e i toni particolarmente aggressivi con i quali gli indagati avrebbero tentato di sobillare che altri partecipanti alla chat, affinché si portasse la violenza nei cortei no-vax. Il tutto in un legale ma delirante, florilegio di teorie negazioniste. "I primi che dobbiamo colpire sono i giornalisti, li dobbiamo fare fuori, ci sono le molotov per fare saltare i furgoni delle televisioni" si sarebbero detti, tra gli altri, gli otto, uno dei quali (milanese) aveva acquistato sul Web due tirapugni dopo aver provato invano a comperarli in tre armerie.

Gli otto indagati, sette dei quali tra i 45 e i 55 anni e uno 33enne, non si erano mai incontrati ma si erano sentiti via telefono in vista della trasferta per la manifestazione nella quale (sempre secondo l'accusa) avrebbero voluto provare ad innescare una spirale di violenza. Uno dei due milanesi perquisiti questa mattina, non potendo partecipare per motivi di lavoro al corteo, avrebbe "promesso" in chat che avrebbe agito in una futura manifestazione nel capoluogo lombardo. Tra l'altro, la polizia ha spiegato che più di un "guerriero" aveva suggerito di spostare la chat da Telegram a un sistema di messaggistica "più sicuro".

Per il "guerriero" di Bergamo la polizia proporrà la revoca del porto d'armi per uso sportivo e al momento gli sono state sequestrate due pistole di cui era regolarmente in possesso, e lui stesso ha ammesso che stava cercando di acquistarne altre. Anche la sua "collega" di Venezia, che in passato aveva avuto simpatie per gli indipendentisti veneti (i famosi Serenissimi), si era vista ritirare il porto d'armi sportivo nel 2019, in quel caso per problemi psichici. Al "guerriero" di Reggio Emilia sono stati invece sequestrati una katana, uno sfollagente e una pistola spray al peperoncino. Ora la posizione degli otto è al vaglio degli inquirenti che li stanno ascoltando in queste ore, mentre gli specialisti della polizia postale stanno analizzando tutto il materiale informatico.

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