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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cosa dicono i dati

I no-vax preferiscono il tampone: l'effetto green pass sta svanendo

Se il numero dei certificati da test negativo resta stabile, cala invece quello dei nuovi vaccinati. Ma l'obiettivo del 90% è sempre più vicino

Le persone disposte a vaccinarsi sono finite? I dati sulle prime dosi (che continuano a scendere) e il numero dei green pass scaricati (che resta stabile rispetto alla scorsa settimana) suggeriscono che sia proprio così. Andando nel dettaglio, si scopre che i nuovi vaccinati nella settimana che va dal 15 al 21 ottobre sono stati circa 334mila, contro i 390mila delle due settimane precedenti.

Negli ultimi giorni però le prime dosi sono scese ancora: ieri (26 ottobre) sono state appena 20.676, il giorno prima poco più di 23mila e sabato addirittura 10.625. Insomma, la campagna vaccinale va avanti col contagocce. Va tuttavia sottolineato che ad oggi ha ricevuto almeno una dose di vaccino circa il 75% della popolazione totale, percentuale che però tra i 'vaccinabili', cioè le persone con più di 12 anni, sale all'86% di cui circa l'83% con doppia dose.

All'appello dunque mancano quasi soltanto i no-vax duri e puri che del resto non sembra abbiano alcuna intenzione di farsi convincere. Neppure dall'obbligo di green pass sul luogo di lavoro.

nuovi vaccinati in italia ottobre-3

I dati sul certificato verde da test negativo

Stando ai dati sui certificati verdi da test negativo (elaborati dal fisico Francesco Luchetta), il trend di questa settimana è del tutto simile alla precedente. Lunedì 25 ottobre ad esempio sono stati scaricati circa 908mila 'lasciapassare' contro i 915mila del lunedì precedente. E ancora: domenica i green pass da test negativo sono stati 261mila contro i 262mila della settimana prima (grafico in basso).

green pass da test negativo-2

Le differenze sono minime. Il che lascia presupporre che esiste una certa percentuale di italiani che preferisce sottoporsi al tampone anche due o tre volte a settimana anziché fare il vaccino. Insomma, la campagna vaccinale questa volta sembra davvero alle battute finali (almeno limitatamente alle prime dosi). Il green pass dunque potrebbe restare solo come misura sanitaria, anche se nel governo - non è un segreto - sperano comunque che alla lunga anche i più scettici si convincano.

Fino a quando resterà in vigore il green pass?

Secondo le ipotesi più plausibili la carta verde resterà in vigore fino alla prossima primavera sebbene ad oggi la 'scadenza' sia fissata al 31 dicembre. Il sottosegretario al Ministero della Salute Pierpaolo Sileri ha fatto sapere ieri che "bisogna procedere per gradi". Il green pass obbligatorio verrà dunque abolito, presto o tardi, "ma non ora". "Prima toglieremo l'obbligo del distanziamento, poi le mascherine e infine il green pass. Il vaccino obbligatorio non servirebbe, non convincerà i no vax a vaccinarsi".

Una posizione ribadita anche questa mattina: "Sul certificato verde non facciamo passi indietro" ha detto il sottosegretario, aggiungendo che è in corso una valutazione per stabilire se il "green pass dovrà essere allungato o meno dopo la terza dose". E ancora: "Dobbiamo finire di mettere in sicurezza il Paese, riaprire tutto perché gli stadi e le discoteche ancora non sono del tutto aperti, poi toglieremo la distanza, poi la mascherina e infine il green pass".

Insomma, si procede con cautela. Del resto l'inverno non è ancora iniziato. E l'esecutivo ha già fatto capire che a differenza di altri Paesi l'Italia intende seguire la linea della prudenza. Nei giorni scorsi il commissario generale all'emergenza Figliuolo ha detto che "la possibilità di allentare le misure si presenterà solo quando verrà raggiunto il 90% della popolazione vaccinata". Come abbiamo visto l'obiettivo è vicino, ma con il calo delle prime dosi degli ultimi giorni non verrà probabilmente raggiunto prima della fine del 2021. Ammesso che si riesca a centrare il target.

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