rotate-mobile
Venerdì, 24 Maggio 2024
la situazione / Russia

Nord Stream, Gazprom annuncia lo stop totale al gas dalla Russia: cosa succede ora per l'Italia

L'azienda di stato russa ha annunciato altri guasti, senza specificare una data di riapertura: la situazione delle forniture e da dove arriva ora il gas in Italia

L'Italia avrà abbastanza gas in inverno?

Gazprom ha annunciato lo stop al gas russo verso l'Europa chiudendo il Nord Stream 1, il gasdotto che trasporta gas verso la Germania e il resto d'Europa, tra cui anche l'Italia. L'azienda di stato russa ha comunicato che le attività di pompaggio presso lo stabilimento di gas liquefatto di Portovaya, a Nord-Ovest di San Pietroburgo, sono state interrotte. In una nota si legge che è stata rilevata una perdita alla turbina Nord della stazione di Portovaya e che quindi non può operare in sicurezza a causa del danno subito. Per questo, prosegue il testo senza indicare una data di riapertura, la stazione resterà chiusa fino a quando verranno effettuate le riparazioni necessarie. Vediamo come sono cambiate le forniture in Italia: ora da dove arriva il gas?

Non è il primo "guasto" annunciato da Gazprom

Gazprom aveva già sospeso il flusso di gas verso l'Europa annunciando che sarebbe ripreso il 4 settembre. Tuttavia, è arrivata la comunicazione di un ulteriore stop a causa di uno sversamento che ha danneggiato una turbina. La stessa Gazprom ha mostrato sul proprio canale Telegram la foto del guasto. La Russia sostiene che le sanzioni impediscono la restituzione di una turbina Siemens che era stata inviata in Canada per la riparazione, mentre la Germania, dove si trova la turbina, assicura che sia proprio Mosca a bloccare la restituzione di questo pezzo chiave.

Quant'è importante il Nord Stream: cosa sta succedendo al gasdotto

Nord Stream, Gazprom annuncia lo stop totale al gas: l'immagine del guasto alla turbina

L'interruzione del Nord Stream 1 è l'ultima di una lunga serie di problemi. L'infrastruttura era già rimasta ferma per manutenzione programmata a una turbina dall'11 al 21 luglio per poi ripartire, ma a una capacità ridotta di circa il 40 per cento rispetto alla portata normale. A fine mese il flusso era stato ulteriormente ridotto al 20 per cento, a circa 38 milioni di metri cubi al giorno, rispetto ai 66 delle settimane precedenti alla manutenzione.

Ancora prima, a metà giugno, il colosso energetico russo aveva comunicato che le forniture di gas potevano essere garantite solo fino a un volume di 100 milioni di metri cubi al giorno, invece dei 167 milioni di metri cubi previsti. Tra fine aprile e metà maggio invece erano stati chiusi i rubinetti a Bulgaria, Polonia, Paesi Bassi, Danimarca e Finlandia, per mancati pagamenti in rubli come richiesto dalle autorità russe.

La nuova situazione delle forniture di gas per l'Italia

Le consegne ridotte tramite il Nord Stream insieme alla diminuzione dei flussi di gas attraverso l'Ucraina stanno mettendo in seria difficoltà l'Italia e gli altri stati europei. La sfida è quella di riempire i serbatoi di stoccaggio per l'inverno, il periodo dell'anno in cui si consuma più gas, con diversi governi che hanno approntato piani di emergenza che prevedono anche il razionamento, in caso di estremo bisogno. Su questo fronte, la buona notizia è che la media degli stoccaggi dei paesi dell'Unione Europea è arrivata a circa l'80 per cento della loro capacità.

stoccaggio gas italia-2

Secondo i dati Agsi elaborati da Today, attualmente l'Italia è all'83,7 per cento della capacità di stoccaggio, in linea con le previsioni del governo di raggiungere almeno l'80 per cento entro novembre. In generale, le forniture di gas dalla Russia verso l'Europa sono in picchiata: secondo i dati Entsog, l'Associazione europea degli operatori del trasporto gas, ad agosto è arrivato il 63,2 per cento di gas in meno rispetto a ottobre 2021. 

forniture gas russia europa-2

E in Italia? Dopo che il governo ha avviato una politica di emancipazione dalle forniture russe, insieme ai tagli decisi da Gazprom, il nostro paese ha di fatto cambiato partner energetici, sostituendo il gas dalla Russia con quello di altri paesi. Se nel 2021 la Russia era il paese da cui l'Italia dipendeva di più per il gas ora non è più così: siamo passati dal 40 per cento delle forniture totali dell'anno scorso all'attuale 23,6 per cento, secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Transizione ecologica elaborati da Today e relativi al periodo tra gennaio e luglio 2022. Ora, il paese da cui l'Italia importa più gas è l'Algeria con il 29,6 per cento delle forniture che arrivano dal gasdotto di Mazara del Vallo, il Transmed

Clicca qui se non vedi il grafico con le nuove forniture di gas per l'Italia

La differenza tra il periodo gennaioluglio del 2021 e gennaio-luglio 2022 è evidente: l'Italia ha importato il 38,2 per cento di gas in meno dalla Russia tramite il gasdotto di Tarvisio, compensando con l'aumento delle forniture da Algeria (+ 3,3 per cento), Norvegia e Paesi Bassi (355,9 per cento), Azerbaigian (73,2 per cento) e dal Gas naturale liquefatto (Gnl), aumentato del 27,8 per cento. Man mano che i dati verrano aggiornati la percentuale russa sul totale delle forniture italiane diminuirà ancora, magari arrivando definitivamente ad azzerarsi.

Clicca qui se non vedi il grafico

Quanto gas abbiamo per l'inverno

Dove sono i gasdotti e da dove arriva il gas in Italia: la mappa

La distribuzione del gas in Italia è gestita da Snam grazie a una rete di gasdotti che copre in modo capillare il paese. Da dove arriva il gas in Italia? Il gas arriva dall'estero in 5 punti principali di ingresso sul territorio nazionale, in corrispondenza dei gasdotti di: 

  • Tarvisio, Friuli Venezia Giulia: qui arriva la totalità del gas russo, tramite il TAG (Trans Austria Gas) che porta in Italia il gas dalla Russia passando attraverso Ucraina, Slovacchia e Austria. Ha un secondo "ramo" che entra in Italia a Gorizia passando dalla Slovenia;
  • Passo Gries, Piemonte: da qui passa il gas che arriva dai giacimenti del Mare del Nord tramite Transitgas, il gasdotto proveniente da Norvegia e Olanda;
  • Mazara del Vallo, Sicilia: qui arriva il Transmed che collega l'Algeria all'Italia tramite la Tunisia fino al punto di ingresso di Mazara del Vallo. Ad oggi l'Algeria è il primo paese per esportazioni di gas in Italia;
  • Gela, Sicilia: a Gela arriva l'altro gasdotto proveniente dall'Africa, il Greenstream, proveniente dalla Libia. Si tratta del gasdotto più lungo del Mar Mediterraneo;
  • Melendugno, Puglia: in Puglia c'è il Tap (Trans Adriatic Pipeline) che trasporta il gas dell'Azerbaijan verso il Nord Europa.

Clicca qui se non vedi la mappa

Continua a leggere su Today

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nord Stream, Gazprom annuncia lo stop totale al gas dalla Russia: cosa succede ora per l'Italia

Today è in caricamento