Domenica, 7 Marzo 2021
Il mini lockdown

Nuove restrizioni da venerdì in Emilia Romagna, Veneto e Friuli

Il governo spegne l'ipotesi di lockdown totale. Niente "cambi di colore" ma spazio ai governatori per imporre nuove restrizioni nelle regioni. I primi ad applicarle saranno - all'unisono - Bonaccini, Zaia e Fedriga

Non ci sarà, almeno per il momento, alcun lockdown generalizzato. Lo confermano fonti dell'esecutivo che è impegnato col disbrigo della manovra economica: domani alle 10:00 il premier Conte e il ministro Gualtieri vedranno i capi delegazione di maggioranza per fare il punto sulla legge di bilancio attesa in Parlamento e sulle misure economiche necessarie per far fronte all'emergenza. "Quel tipo di lockdown di marzo non ce lo avremo - spiega il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, intervenendo a Porta a porta - non possiamo permettercelo. Non reggerebbe il Paese". 

Quanto ai "cambi di colore" come ribadito anche dal sottosegretario alla Salute Sandra Zampa intervenuta a OttoeMezzo, il ministero deciderà in base ai dati forniti dalle Regioni. "Dove avevamo dei problemi, come in Campania, abbiamo mandato gli ispettori, che lunedì faranno un puntuale report. Sulla base di questi dati, decideremo come agire". Si allarga quindi a lunedì l'orizzonte temporale per la decisione di nuove strette, salvo un repentino e ad oggi - non pronosticabile - deterioramento della situazione. Per tamponare la situazione venutasi a creare a Napoli, con gli ospedali al collasso, si starebbe inoltre pensando ad ospedali da campo e Covid hotel. 

Pertanto non sono attese a breve nuove ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza per imporre maggiori restrizioni, fermo restando la possibilità per i governatori di varare nuove strette sui loro territori. È quello che faranno Bonaccini, Zaia e Fedriga.

La nuova ordinanza per Emilia, Veneto e Friuli

Slitta a domani l'ordinanza con le nuove restrizioni che il governatore dell'Emilia Romagna sta preparando di concerto ai colleghi di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Le tre regioni rimaste una goccia gialla nel Nord Italia sono alle prese con numeri in peggioramento. Secondo il bollettino di oggi è pesante il bilancio delle vittime in Veneto che conta anche oltre 3mila nuovi casi, 31 le vittime in Emilia Romagna, 13 in FVG. Proprio il presidente del Friuli Massimiliano Fedriga è stato lapidario: "Non rischiamo la zona arancione, ma rischiamo direttamente la zona rossa". 

Ma quali saranno le restrizioni a cui andranno incontro veneti, friulani e emilianoromagnoli secondo quella che appare una ordinanza coerente per i territori contigui? Una ipotesi anticipata da Fedriga è quella di imporre l'obbligo di consumazione al tavolo nei bar e per i ristoranti limiti al numero dei convitati in modo più stringete rispetto al Dpcm.

Tra gli obiettivi quello di ridurre gli assembramenti nei fine settimana - dopo le foto di piazze e spiagge piene di gente - senza cercare di danneggiare troppo le attività economiche. A Bologna il sindaco Merola ha già provveduto a vietare l’utilizzo di piazze e strade del centro storico per ogni tipo di manifestazione. Tra le nuove misure è previsto il ritorno dell'ingresso contingentato ai mercati, e una probabile chiusura dei centri commerciali nel fine settimana come già previsto per le aree rosse, così come per il weekend sarebbe allo studio il divieto di spostamento tra Comuni.

L'ordinanza, secondo quanto già annunciato, entrerà in vigore giovedì a mezzanotte. 

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