Martedì, 26 Gennaio 2021
La previsione / Stati Uniti d'America

“Un'altra pandemia dopo la Covid”: l'annuncio del nuovo esperto del presidente Usa

“Colpirà i giovani tra i 18 e i 30 anni”. Lo chiamano “bad news Mike” ma purtroppo non sbaglia una previsione. Michael T. Osterholm è uno dei nuovi consulenti di Joe Biden

Non a caso lo chiamano “bad news Mike”. Eppure le sue previsioni, purtroppo, si avverano sempre e anche per questo viene tenuto in estrema considerazione anche quando parla di cose catastrofiche. Come potrebbe essere una nuova pandemia, peggiore addirittura della Covid. A parlarne è stato l'epidemiologo statunitense Michael T. Osterholm, uno dei massimi esperti mondiali del tema. Per capirne la caratura, il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden l'ha già scelto come esperto della sua squadra contro il Covid. Secondo Osterholm, dopo la Covid potrebbe arrivare una nuova, letale pandemia. Potrebbe essere come la spagnola e colpire i giovani, tra i 18 e i 30 anni. Il direttore del Center for Infectious Disease Research and Policy (Cidrap) dell'Università del Minnesota ha spiegato in un'intervista a Repubblica quali potrebbero essere i nuovi rischi dopo aver superato la Covid.

Le parole di Osterholm

"Non posso dire con certezza che la prossima pandemia sarà più grave di questa, ma certamente prima o poi ne arriverà una peggiore. Se dovesse essere simile a quella del 1918, per esempio, colpirebbe persone tra i 18 e i 30 anni, e quindi sarebbe tutto molto diverso”. Un allarme durissimo lanciato dall'esperto che però spiega anche come dovremo fronteggiarla e cosa abbiamo imparato dall'arrivo della Covid che ci ha presi alla sprovvista. “Spero veramente che la prossima pandemia non ci colga alla sprovvista, ma abbiamo bisogno di un livello molto più elevato di preparedness: al prossimo virus dobbiamo sapere in anticipo che tipo di vaccini dobbiamo sviluppare e come produrne rapidamente di migliori. E lo stesso vale per quanto riguarda la supply chain: dovremo distribuire farmaci e dispositivi di protezione in modo assai più efficiente di quanto abbiamo fatto oggi. Questo vorrebbe dire che abbiamo imparato tanto da questa pandemia. Tutto quello che stiamo sperimentando oggi deve essere registrato per poterci essere utile in futuro. Quando tutto questo sarà finito dobbiamo essere certi di avere imparato la lezione, così da essere più preparati in futuro”.

L'arrivo del vaccino 

Il futuro adesso è riuscire a trovare prima possibile il vaccino per il Coronavirus e in questo senso le parole di Osterholm sono rinfrancanti. “Il lavoro sui vaccini sta procedendo molto rapidamente, molto più di quanto immaginassimo. Ora dobbiamo aspettare l’iter di approvazione, dobbiamo lavorare sui processi produttivi e di distribuzione e poi potremo somministrarlo alle persone, e sono certo che questo avrà un grande impatto sull’epidemia”. Le sue previsioni rispetto ai tempi di distribuzione ricalcano quelle di coloro che sono sempre stati cauti rispetto alla possibilità di una distribuzione su larga scala. “Non penso che vedremo vaccini prima del secondo o terzo trimestre del 2021. Questo è il periodo peggiore per la sanità pubblica dai tempi della pandemia di Spagnola, e questo è fonte di grandissima preoccupazione”, ha concluso l'esperto.

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