Domenica, 13 Giugno 2021
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La nuova variante del coronavirus e i primi casi in Italia: cosa sappiamo e quali pericoli ci sono

La mutazione M501Y conta già due positivi a Roma in Italia e secondo la Gran Bretagna potrebbe essere più contagiosa. È in espansione da settembre e potrebbe sfuggire ai test del tampone ma ci sono buone notizie su vaccini e letalità

La nuova variante del coronavirus individuata in Gran Bretagna è già arrivata in Italia: la prima contagiata è una donna italiana rientrata nei giorni scorsi dal Regno Unito. La paziente - che è in isolamento con il suo convivente rientrato giorni fa dal Regno Unito - ha una forte carica virale. La donna - che secondo alcune fonti si trova nella zona di Roma - ha fatto il tampone nei giorni scorsi, probabilmente in un drive through. È positivo anche il suo convivente, in isolamento anche gli altri familiari e i loro contatti stretti. L'uomo si trovava a Londra per lavoro. 

La nuova variante del coronavirus e i primi casi in Italia: cosa sappiamo e quali pericoli ci sono

Il primo a dare l'allarme era stato il premier britannico Boris Johnson, il quale aveva avvertito che la variante mutata del coronavirus ha una trasmissibilità molto maggiore, del 70% in più. Ma a terrorizzare è stato sopratttutto il ministro della Sanità Matt Hancock, il quale ha sostenuto che la nuova variante è "fuori controllo". Invece il capo dell'Autorità Sanitaria britannica Chris Witty aveva spiegato due cose molte molto importante: la prima è che non è provato che la nuova variante sia più letale e non esiste ad oggi nessun elemento che faccia pensare che sia più resistente ai vaccini di cui in Gran Bretagna inizia in questi giorni la somministrazione. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la nuova variante Covid "potrebbe incidere sull'efficacia di alcuni metodi diagnostici". Ovvero che potrebbe sfuggire ai test del tampone. Non è la prima volta che il virus muta: "È già accaduto – spiega il virologo Andrea Crisanti – con la variante di Shanghai che ha soppiantato quella di Whuan. Adesso la priorità è dare risorse adeguate ai laboratori per fare i sequenziamenti".

La variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna è stata tra l'altro già rintracciata anche in Olanda, Danimarca, Australia e forse Sudafrica. I governi europei hanno chiuso i collegamenti con la Gran Bretagna. La stretta, come spesso accade in ambito Ue, è avvenuta in ordine sparso. Ha iniziato l'Olanda, sospendendo i voli con Londra fino al primo gennaio. Poi è stato il turno del Belgio (anche i treni) e dell'Italia. L'ordinanza, annunciata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e firmata dal titolare della Salute Roberto Speranza, è già entrata in vigore, fino al 6 gennaio. E l'ultimo volo della British da Londra è atterrato nel pomeriggio a Fiumicino. Una decisione preso dopo un "confronto con gli scienziati", ha spiegato Speranza.

Lo stop ai voli è stato deciso anche dalla Germania che, come presidente di turno dell'Ue, si è attivata per fare il punto della situazione con i partner. Convocando una videoconferenza a cui hanno partecipato Angela Merkel, Emmanuel Macron, Ursula von der Leyen e Charles Michel (assente l'Italia) nel tentativo di trovare una risposta comune a questa nuova emergenza. Nel frattempo – in attesa del vertice urgente convocato questa mattina dal Consiglio europeo per il coordinamento dell ’Ue sulla risposta alla nuova variante del Covid-19 – l’Italia (come Belgio, Olanda e Austria) ha sospeso i voli con la Gran Bretagna fino al 6 gennaio. Per i passeggeri atterrati ieri è stato reintrodotto l’obbligo di tampone, che era stato sospeso in seguito al Dpcm del 3 dicembre.

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M501Y: la nuova variante di Covid-19 arrivata in Italia, i test del tampone e i vaccini

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ieri ha dichiarato che la nuova variante di Covid-19 "può aumentare l'indice di trasmissibilità Rt dello 0,5%", ma in un videomessaggio il Direttore Generare della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza ha nel frattempo spiegato che "La variante di Sars-CoV2 che sta circolando in questo momento a Londra e nel sud est dell'Inghilterra, presenta delle mutazioni sulla proteina di superficie del virus, la cosiddetta Spike. Nonostante si ipotizzi che queste mutazioni possano aumentare la trasmissibilità del virus, non sembrano alterare nè l'aggressività clinica nè la risposta ai vaccini". Della stessa opinione è il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli: "Anche se ci sono mutazioni come quelle segnalate prima in Gb poi in altre aeree è altamente improbabile che si perde l'efficacia del vaccino. Davvero la risposta per uscire da questa situazione è il vaccino sia per il profilo di sicurezza che per l'efficacia". 

Va però ricordato che è in espansione da settembre in Gran Bretagna un ceppo virale che porta anche la delezione 69/70 (una delle mutazioni a suo tempo trovate espanse nei visoni danesi, ma già nota da tempo). Per ora non c'è è nessuna evidenza che cambi "trasmissibilità, infettività, immunogenicità o pericolosità del virus", come hanno spiegato gli scienziati. La mutazione del Sars-Cov-2 è la M501Y, spiega oggi al Fatto Quotidiano Federico Giorgi, genetista all’Università di Bologna: la mutazione è la quarta attualmente più diffusa nella proteina Spike. È stata scoperta a settembre dal consorzio britannico Covid-19 Genomics UK (COG-UK), che ha all’attivo 140 mila sequenze del virus campionato da persone positive al tampone: "Si trova proprio nella regione della proteina Spike (quella che il virus utilizza per entrare nelle cellule) che interagisce con il recettore Ace2 delle cellule umane. La spike è come una lunga chiave. La mutazione si trova laddove interagisce con la serratura, cioè il recettore. La mutazione rende la chiave molto più affine alla serratura. Il virus così diventa più efficiente nell’ag ganciarsi alle cellule". 

Ma per il genetista i vaccini continueranno ad essere efficaci: "La proteina spike è costituita da 1.250 mattoncini, gli amminoacidi. E la mutazione M501Y rappresenta un solo mattoncino. In genere non basta a renderlo inefficace". Altro discorso invece quello dei tamponi: "Il test molecolare si basa sul riconoscimento del Rna del virus. Quindi una singola mutazione può cambiare l’esito del test. Per questo bisogna aggiornarli continuamente in base alle mutazioni individuate". Walter Ricciardi invece è perentorio: il consigliere del ministro Speranza sostiene che per arginare la nuova variante ora serve il lockdown.

VUI202012/01: il nuovo ceppo di SarsCoV-2

Il Corriere della Sera spiega oggi con Massimo Galli, primario di Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, e Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che il nuovo ceppo di SarsCoV-2, chiamato «VUI202012/01» (variant under investigation) "è stato identificato per la prima volta a metà settembreaLondra e nel Kent, contea a Sudest della capitale. In queste aree, da minoritario, è diventato predominante in poco più di due mesi. Presenta diverse mutazioni, tra cui la principale (N501Y) a livello della proteina spike, che il virus utilizza per legarsi alle cellule umane tramite il recettore ACE2". 

Ma l’iter dei vaccini va avanti come previsto. "Il virus muta di più quando replica molto. Ecco perché la comparsa del ceppo inglese dovrebbe portareaun’accelerazione delle campagne vaccinali, accompagnate da indagini sull’effettiva produzione di anticorpi — sostiene Perno  —. È possibile studiare l’efficacia dei vaccini sulla variante anche in laboratorio, ma credo che in questo momento sia più utile concentrarsi sui programmi di immunizzazione, dato che non ci sono evidenze che il virus modificato sia meno sensibile al vaccino. Certo, se i soggetti vaccinati dovessero venire infettati dal nuovo ceppo di Sars-CoV-2 saremmo di fronte a una brutta notizia, ma oggi non c’è ragione di ritenere che questo accadrà". 

Repubblica invece racconta che in Inghilterra è caccia al paziente zero e gli occhi sono puntati sul Kent, come ha detto Tom Clarke, il responsabile scientifico della rete nazionale Itv, citando uno studio di esperti delle Università di Cambridge, Oxford, Edimburgo e Imperial College: la caratteristica di questo nuovo ceppo di Sars-CoV-2 è che unisce un gran numero di mutazioni già viste, ma solo separatamente, in altre varianti del virus:

Una possibilità è che questo nuovo ceppo si sia sviluppato in Inghilterra all’interno di pazienti, o forse — dice Clarke — «sfortunatamente uno solo di essi», con malattie croniche e/o terminali come il cancro e quindi impossibilitati a combattere il virus. Il quale potrebbe essere rimasto a lungo nei loro corpi, creando così un “effetto laboratorio” per “prosperare” e mutare. 

Oggi l’Isola di Elmley ha le sue tre prigioni tutte con un esplosivo tasso di contagi, mentre il vicino distretto di Swale dieci giorni fa faceva segnare 624 casi su 100mila abitanti: il tasso di infezione più alto d’Inghilterra.

Walter Ricciardi: "Ora serve il lockdown"

"Le varianti sono numerose, questa non è certo la prima. Questa è la più preoccupante perché Boris Johnson lo ha evidenziato: bisogna vedere se c'é una connessione effettiva tra la variante inglese e quel balzo del 100% degli infettati in Inghilterra. C'è bisogno di qualche ora di tempo per capire cosa sta succedendo con più attenzione", dice intanto ad Agorà il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo.  "E' altamente improbabile" che la nuova variante Gb di coronavirus Sars-CoV-2 che si sta diffondendo in altri Paesi europei ed è arrivata anche in Italia mostri "resistenza in termini di formazione di un'immunità" e quindi risulti 'invulnerabile' ai vaccini in anti-Covid-in arrivo, sostiene Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), intervenuto a 'Buongiorno' su SkyTg24. 

 ''Ciò che mi fa arrabbiare è che gli inglesi sapevano già da settembre che era in circolazione" questa variante di Covid. Hanno taciuto, non ci hanno avvertito. Ora serve il lockdown. O comunque misure molto severe. La nuova variante di Sars-CoV-2 non è più letale, ma circola con una velocità più alta anche del 70-80 per cento. Dai primi dati inglesi sappiamo che ha tre mutazioni che sono state trasmesse di penetrare meglio nella mucosa nasale. Sono vicine alla proteina spike, ma non sembrano alterare la capacità protettiva del vaccino'', dice invece in un'intervista al Messaggero Walter Ricciardi, consigliere di Speranza. 

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