Lunedì, 1 Marzo 2021

La nuova variante del coronavirus scoperta a Napoli

Si chiama B.1.525: finora ne sono stati individuati 32 casi. Non si conoscono il potere d'infezione né le altre sue caratteristiche. Intanto le regioni concludono gli studi sulla variante inglese

Una nuova variante del coronavirus è stata scoperta dall'Istituto Pascale e dall'Università Federico II di Napoli: si chiama B. 1. 525 e finora ne sono stati individuati 32 casi in Gran Bretagna e altri in Nigeria, Danimarca e Stati Uniti. "Di questa variante al momento non si conoscono il potere di infezione, né altre sue caratteristiche come accade per molte varianti rare del virus", precisa la nota diffusa dalla Regione Campania.

La nuova variante del coronavirus scoperta a Napoli

La storia è cominciata con un professionista di ritorno da un viaggio in Africa è risultato positivo al tampone. Grazie alla collaborazione tra i laboratori dell'università Federico II di Napoli e dell'istituto Pascale, Giuseppe Portella della Federico II ha individuato il caso altamente sospetto e l'équipe di Nicola Normanno del Pascale ha scoperto una variante Covid mai descritta sinora in Italia. La nuova mutazione è simile alla variante inglese B117 e contiene una serie di mutazioni che destano allarme tra gli esperti, compresa la mutazione E484K sulla proteina Spike, che si trova all'esterno del virus e che gioca un ruolo importante per l'ingresso del virus nelle cellule. Questa mutazione è stata anche trovata nelle varianti sudafricane e brasiliane. Sono allo studio eventuali risposte negative all'azione anticorpale dei vaccini. "La sequenza del campione giunta a noi dal policlinico federiciano - spiega il ricercatore dell'istituto dei tumori di Napoli Normanno - ci ha subito insospettiti perché non presentava analogie con altri campioni provenienti dalla nostra regione. Dopo un confronto con il gruppo del reparto Zoonosi Emergenti dell'istituto superiore di Sanità abbiamo avuto la conferma che si tratta di una variante descritta finora in un centinaio di casi in alcuni paesi europei ed africani, ma anche negli Stati Uniti. Abbiamo immediatamente depositato la sequenza nel database internazionale Gisaid ed avvertito le autorità sanitarie". 

Intanto da stamattina alle ore 8 fino alle ore 24 di sabato sono stati limitati gli spostamenti da e per la provincia di Ancona, salvi quelli per comprovate esigenze lavorative, per motivi di salute e di studio e per il rientro nella propria residenza, domicilio o abitazione. Per spostarsi sarà necessaria l'autocertificazione", ha fatto sapere il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dopo il confronto con l'Istituto Superiore di Sanità e d'accordo con il ministero della Salute. L'Emilia-Romagna ha concluso ieri il primo studio sulla diffusione della variante inglese: dei 204 campioni su cui è stata effettuata l'analisi, raccolti da Piacenza a Rimini il 4 e 5 febbraio, ne risultano effettivamente positivi alla variante 57, pari al 27,9%. Il Pescarese e il Chietino sono in zona rossa da domenica 14. Situazione allarmante nell'area metropolitana, dove il 65% dei casi è riconducibile alla variante inglese. I 493 nuovi casi sono emersi dall'analisi di 5.765 tamponi molecolari: è risultato positivo l'8,55% dei campioni. La percentuale per la Puglia di variante inglese del Sars Cov-2 risulta essere del 38,6%.

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Cosa sono le varianti?

Ma cosa sono le varianti? Si tratta dell codice genetico del Sars-CoV-2 che ha acquisito una o più mutazioni, che a loro volta sono le variazioni che cambiano le caratteristiche del virus stesso. Attualmente la variante inglese, ovvero VOC 202012/01, lineage B.1.1.7, è stata trovata come responsabile di alcuni focolai in Abruzzo, dove ha il 50% di prevalenza, Lombardia (30%), Veneto (20%) e Puglia.  A Pescara la variante inglese sta causando il 65% dei contagi, percentuale in aumento rispetto ai giorni scorsi e questo perché le mutazioni che ha accumulato sulla proteina spike la rendono sicuramente più trasmissibile, nell’ordine di almeno il 50% in più. Un documento citato ieri dai giornali e proveniente da uno studio sulla Gran Bretagna dove la prevalenza è arrivata quasi al 90%, suggeriva  anche un’associazione tra variante inglese e aumentato rischio di ospedalizzazione e morte (maggior letalità), nell’ordine del 40-60% in più. 

La buona notizia è che l'efficacia dei vaccini attualmente in uso in Europa (Pfizer, Moderna, AstraZeneca) non sembra essere stata toccata dalla nuova variante. Ma tutti gli esperti concordano sul fatto che la variante inglese è destinata a diventare prevalente anche in Italia se non si pongono da subito contromisure per delimitare i focolai e fermare la trasmissibilità. Ma secondo i dati disponibili all'Ecdc, la variante B.1.1.7 è attualmente molto più diffusa e abbondante nell'Ue rispetto alle varianti brasiliana e sudafricana. "Raccomandiamo agli Stati membri di continuare a sviluppare o aumentare le loro capacità di sequenziamento insieme a misure complementari come test, ricerca dei contatti, isolamento dei casi e messa in quarantena dei loro contatti", ha detto la direttrice dell'Ecdc Andrea Ammon. La chiusura delle scuole, ricorda l'Agenzia, dovrebbe rimanere una misura di ultima istanza, strutturata in base all'età degli studenti, dai più grandi ai più piccoli. 

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