Venerdì, 7 Maggio 2021
La nuova mappa dell'Italia

I nuovi colori delle regioni, tutte le regole e cosa cambia da zona rossa a zona arancione

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza che cambia la mappa dell'Italia in base alle fasce di rischio covid. Il provvedimento entrerà in vigore da lunedì 12 aprile. Tutte le misure su spostamenti, scuola, visite ai parenti, bar e ristoranti

I nuovi colori delle regioni, quelli che entreranno in vigore da lunedì 12 aprile, sono stati ufficializzati nell'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. La decisione sui colori delle regioni è arrivata dopo i dati del consueto monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute sull'andamento della pandemia di coronavirus in Italia. Alcune regioni avrebbero già ora i numeri da fascia gialla, ma le zone gialle sono state escluse per decreto dal governo Draghi fino al 30 aprile, anche se ci sono delle pressioni per reintrodurle già prima della fine del mese con le eventuali riaperture nei territori con meno contagi. Ecco la nuova mappa dell'Italia, più arancione che rossa dalla prossima settimana:

  • regioni in zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sicilia, Umbria, Veneto, province autonome di Bolzano e Trento, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana e Calabria;
  • regioni in zona rossa: Campania, Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta.

I nuovi colori delle regioni e tutte le regole in zona rossa e arancione

Le differenze principali tra zona rossa e arancione sono che nella seconda gli spostamenti, dalle 5 alle 22, sono liberi all'interno del comune; inoltre riaprono negozi, parrucchieri, centri estetici; tornano a scuola anche gli alunni di seconda e terza media, mentre quelli delle superiori sono in presenza - a rotazione - per almeno il 50% e fino a un massimo del 75%; sono permesse le visite all'interno del comune a una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno tra le 5 e le 22, in massimo due persone (oltre a under 14 e persone disabili o non autosufficienti).

Ma vediamo nel dettaglio tutte le regole, quali sono le differenze tra le due zone e cosa si può fare (e cosa no) in zona arancione e in zona rossa. Nelle regioni in zona rossa:

  • gli spostamenti sono consentiti solo per ragioni di lavoro, salute, necessità e tra questi rientra l'assistenza ad una persona non autosufficiente; si può rientrare nella propria residenza, nel domicilio o nell'abitazione in cui ci si ritrova abitualmente con il partner e anche nelle seconde case; si può andare a fare la spesa e a messa oltre che in farmacia e dal tabaccaio;
  • il coprifuoco è in vigore dalle 22 alle 5;
  • non ci si può recare a casa di altre persone; è permesso il ricongiungimento con i partner che vivono in un'altra provincia. Resta la possibilità di andare nella propria seconda casa, anche se ci si muove o si va verso una regione in zona rossa (a meno che non sia esplicitamente vietato in quella regione); 
  • bar e ristoranti sono chiusi: è consentito solo il servizio a domicilio o l'asporto entro le 22. Restano aperti gli autogrill lungo le autostrade e i bar in stazioni e aeroporti;
  • restano chiusi i negozi "non essenziali"; sono aperti le farmacie, i tabaccai, le edicole e altri punti vendita come i negozi di informatica e di abbigliamento intimo, nonché le profumerie; sono ancora chiusi parrucchieri, barbieri e tutti i centri estetici;
  • i negozi aperti sono: supermercati, alimentari, tabaccai, farmacie, parafarmacie, librerie, edicole, fiorai, negozi di giocattoli e abbigliamento sportivo, tabacchi e ferramenta, lavanderie e negozi per animali; 
  • le attività sportive di base si possono svolgere solo nei pressi della propria abitazione, dalle 5 alle 22, in forma individuale e all'aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri.

Nelle regioni in zona arancione:

  • è vietato circolare dalle 22 alle 5 salvo che per motivi di lavoro, salute o urgenza e necessità, da comprovare tramite il modulo di autocertificazione;
  • sono vietati gli spostamenti da un comune all'altro e da una regione all'altra; 
  • ci si può muovere liberamente e senza obbligo di autocertificazione all'interno del proprio comune; 
  • si può usare la deroga per fare visita, una volta al giorno, ad amici e parenti nel comune: ci si può muovere in due persone (con figli under 14 al seguito); 
  • i negozi sono aperti, i bar e i ristoranti sono chiusi (è consentito solo il servizio a domicilio o l'asporto entro le 22); aperti parrucchieri e barbieri;
  • le passeggiate, i giri in bicicletta e la corsa possono spaziare su tutto il territorio comunale e possono essere realizzati anche in aree attrezzate e parchi pubblici;
  • restano chiuse le palestre e le piscine.

Nonostante l'ultimo decreto legge anti covid del governo Draghi non preveda zone gialle, equiparandole alle arancioni, fino al 30 aprile non è escluso che possa arrivare un allentamento delle misure nell'ultima decade del mese e, di conseguenza, le riaperture di alcune attività commerciali. Sperano bar, ristoranti, cinema e teatri, ma anche parrucchieri e centri estetici, per adesso chiusi in zona rossa, palestre e piscine. Il decreto infatti prevede la possibilità entro il 30 aprile di apportare modifiche alle misure adottate attraverso specifiche deliberazioni del Consiglio dei ministri.

nuovi colori regioni oggi aprile-2

Il sistema regionale dei colori funziona?

Il sistema a colori usato in Italia per definire chiusure e aperture nelle regioni in base al rischio covid funziona? Le zone rosse, arancioni, gialle e bianche regionali definite in base a 21 parametri di rischio coronavirus sono il modello che il nostro Paese segue da molti mesi, col governo Conte prima e con l'esecutivo Draghi poi, per cercare di arginare la diffusione dell'epidemia. Per il premier, il ministro della Salute e gli esperti del Cts è il modo migliore per evitare di essere travolti da una nuova ondata di contagi e ricoveri in ospedale, per altri esperti invece questa strategia - basandosi su dati delle settimane precedenti rispetto a quando vengono emanate le ordinanze sul cambio dei colori - non anticipa ma si limita ad inseguire il virus.

Perché non applicare il sistema dei colori alle province anziché alle regioni? È stato il sindaco di Benevento Clemente Mastella a rispolverare il tema della provincializzazione delle fasce di rischio covid, mentre il dottor Paolo Spada dell'ospedale Humanitas di Milano aveva già creato un modello ipotetico di suddivisione del nostro Paese in fasce di colore provinciali. Le province, enti locali poco amati ma mai aboliti, continuano ad esistere. Perché non tenerne conto? Se l'Italia fosse divisa in fasce di colore provinciali, piuttosto che regionali, la situazione muterebbe quasi completamente da quella attuale. Ne abbiamo parlato qui.

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