Domenica, 17 Gennaio 2021

Il nuovo Dpcm e le 13 Regioni a rischio zona rossa o arancione

Nel decreto la proroga dello stato d'emergenza fino al 30 aprile. L'ipotesi di un nuovo parametro per le restrizioni che porterebbe gran parte dell'Italia in lockdown soft.

Nella bozza del nuovo Dpcm discusso ieri in una riunione tra il governo, Regioni, Anci e Upi con i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza resta il modello delle fasce ma spunta l'abbassamento delle soglie dell'indice di contagio per finire in zona rossa, arancione o gialla e quello dell'occupazione delle terapie intensiva: le norme dovrebbero valere fino a fine febbraio. Mentre secondo quanto detto dal responsabile della Salute "nella bozza non c'è il week end arancione in tutta Italia". La proposta - per ora respinta - di portare l'intero paese in zona arancione è stata avanzata da tre regioni: Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Campania. Mentre lo stato d'emergenza verrà prorogato fino al 30 aprile attraverso un decreto legge. la campagna di vaccinazione intanto prosegue, ma gli esperti avvertono: "L’obiettivo di arrivare a 50 milioni di persone vaccinate entro la fine di marzo è utopico". La strada è lunga e Massimo Galli dell'ospedale Sacco di Milano lancia una frecciata al sistema in vigore da mesi che suddivide il territorio in aree rosse, arancioni e gialle: "Non ha funzionato. Quelle messe peggio sono attualmente le Regioni che sono sempre state più o meno gialle". Boccia conferma: ''Ci sarà una limitazione di circolazione tra le regioni".

EDIT: Domani alle 15 il ministro della Salute, Roberto Speranza, terra' comunicazioni in Senato sul nuovo Dpcm con le ulteriori misure per contrastare l'epidemia da Covid che il governo dovrebbe varare entro sabato. E' quanto ha stabilito all'unanimita' la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, secondo quanto riferito da Andrea Marcucci, presidente del gruppo del Pd. Al termine delle comunicazioni del ministro seguira' un dibattito, quindi saranno votate delle risoluzioni. 

Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato per giovedì mattina una nuova riunione con le Regioni, l'Anci e l'Upi per fare il punto sulle misure che andranno nel nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. All'ordine del giorno dell'incontro, in programma alle 9.30, anche un'integrazione sul piano dei vaccini.

Verso il nuovo Dpcm e un decreto: stato d'emergenza e dieci regioni in arancione

Il nuovo Dpcm e le 13 regioni a rischio zona rossa o arancione

Come da pronostici, è invece scomparsa l'idea di portare le regioni in zona rossa in base all'incidenza di casi settimanali ogni centomila abitanti, perché secondo le obiezioni dei tecnici questo potrebbe portare i territori a effettuare meno test del tampone per rientrare nelle soglie. Inoltre sembra tramontata l'ipotesi di velocizzare l'iter di approvazione delle nuove norme, che prevedeva l'ok definitivo entro mercoledì 13 gennaio: giovedì infatti è in programma un'altra riunione tra il governo e gli enti locali per l'illustrazione definitiva delle nuove regole. Soltanto successivamente arriverà il varo, che potrebbe avvenire in due giornate successive secondo lo schema di novembre e dicembre: prima il decreto legge e il giorno dopo il Dpcm. Nel decreto ci sarà la proroga dello stato d'emergenza (per il momento fissata al 30 aprile) e del divieto di spostamento tra le regioni, anche quelle gialle, mentre il Dpcm conterrà il resto delle restrizioni. Il governo non ha comunque rinunciato a modificare i criteri per portare in zona rossa e arancione le regioni. 

E secondo l'agenzia di stampa Ansa l'ipotesi ora sul tavolo è di abbassare la soglia critica del tasso di occupazione delle terapie intensive e dei posti letto in area medica, fissata ora al 30% e al 40%. Sotto quella soglia si entrerebbe in automatico in zona arancione o rossa: in base all'ultimo monitoraggio, 13 sono le regioni e le province autonome a rischio: 7 (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Veneto, Bolzano e Trento) per tutte e due le voci, 6 (Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria, Puglia e Valle d'Aosta) per una sola delle due. L'obiettivo, ha spiegato il governo alle Regioni, è quello di rendere più semplice, automatico e veloce l'ingresso nella zona arancione, facendo pesare di più l'indice di rischio riguardo lo stress delle strutture ospedaliere. L'altra ipotesi è intervenire di nuovo sull'indice di contagio Rt, che già oggi prevede l'ingresso in zona arancione per chi è sopra l'1 e in zona rossa per chi è sopra 1,25. Il cambio prevede che  si vada in arancione se il rischio è “alto” e Rt è uguale o superiore a 1, in rosso se il rischio è “alto” e Rt a 1,25. Secondo lo schema del Dpcm presentato alle regioni i divieti sono questi:

  • sarà vietato in tutta Italia (anche per le Regioni gialle) superare i confini regionali, tranne che per rientrare nella propria residenza, domicilio o abitazioni o per "comprovate ragioni" di necessità lavoro, urgenza;
  • sarà vietato in tutta Italia vendere bevande e cibo dopo le 18, anche se consumati fuori dai locali;
  • i centri commerciali continueranno a restare chiusi durante il week-end; 
  • come detto, verrà stabilito il passaggio in zona arancione o rossa per tutte le Regioni a “rischio alto” in base ai 21 parametri, tra cui la saturazione dei posti in terapia intensiva e in area medica e la possibilità di tracciare i contagi.

Sarà confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5 e la deroga che consente a due persone con figli under 14 ed eventuali disabili di andare a trovare a casa parenti e amici una sola volta al giorno, oltre alla zona bianca alla quale si dovrebbe accedere con Rt sotto 0,50 e un'incidenza di casi di 50 ogni 100mila abitanti. C'è da ricordare che l'ordinanza del ministro Speranza che ha portato in zona arancione Lombardia, Calabria, Emilia-Romagna, Sicilia e Veneto in zona arancione da lunedì scade venerdì 15 gennaio. Cade, invece, l'ipotesi di week end arancioni in tutta Italia, come l'ultimo fine settimana, nel nuovo testo: "Nella bozza non c'è", ha detto Speranza alle Regioni. Secondo quanto viene riferito, da parte degli Enti Locali c'è stata una sostanziale condivisione all'impianto del nuovo Dpcm  unita al pressing per ristori adeguati alle attività penalizzate dalle misure anti Covid. Compresi gli stessi bar che potrebbero vedere precluso l'asporto dopo le 18 con le nuove regole. Con il mantenimento delle fasce, certa la non riapertura degli impianti di sci dal 18 gennaio. 

L'impennata di contagi in arrivo dopo Natale

Per il resto, il governo conferma di voler introdurre nel Dpcm il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18. La logica, spiega oggi Il Fatto Quotidiano, è quella di evitare la vendita di prodotti che possano essere consumati per strada (con rischio assembramento) e permettere comunque di acquistare cibo o bevande da portare a casa. La scelta sarebbe stata ribadita nel corso della riunione con le regioni. La misura dei week end in arancione potrebbe essere introdotta più avanti. Intanto il presidente del consiglio Giuseppe Conte in un'intervista rilasciata al Tg3 paventa l'arrivo di "un'ondata di contagi", che era stata pronosticata nei giorni scorsi anche da alcuni esperti, i quali avevano puntato il dito sul Natale 2020 e sul Capodanno con deroghe.

"Credo che ci sia stato troppo lassismo - ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco in un'intervista al Messaggero - Una quota parte di casi che vediamo adesso è legata a persone che sisono spostate e si sono ritrovate insieme. Non che siano untori principali e unici, però hanno senz’altro contribuito all’aumento dei contagi. Purtroppo, non c’è un manuale scientifico che ci indichi le misure corrette per combattere questa pandemia, si lavora a tentativi, mentre questo virus continua a creare problemi e ci sfugge.Per certi versi e di fatto, siamo in difficoltà nel trovare la soluzione giusta. Di certo, sappiamo che dobbiamo stare attenti perché quella che stiamo osservando ora non è un’ondata. Sono piuttosto i prodromi di una possibile nuova ondata che è stata in un certo senso messa in atto dai comportamenti irresponsabili ed eccessivi che abbiamo osservato durante le feste". Anche secondo il Corriere della Sera dal ministro Speranza giovedì in Parlamento saranno illustrati un nuovo Dpcm con le nuove regole e un decreto legge che prorogherà lo stato di emergenza al 30 aprile: il governo ritiene indispensabile mantenerlo per almeno tre mesi per gestire questa fase di campagna vaccinale e le forniture per le strutture sanitarie e anche per prorogare lo smart working. Il Mattino spiega oggi che con le nuove regole a rischiare di diventare arancioni con ordinanza del ministero sono numerose regioni.

Soprattutto quelle che venerdì scorso, secondo il monitoraggio settimanale, erano già con indice di “rischio alto” in base ai 21 parametri (saturazione dei posti in terapia intensiva e in areamedica, capacità di tracciamento e di resilienza delle strutture sanitarie, tempo necessario per conoscere i risultati dei tamponi, etc.): Lazio, Friuli, Liguria, Piemonte, Umbria, Puglia e le province autonome di Trento e Bolzano.

Queste Regioni andrebbero ad aggiungersi a Calabria, Sicilia, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna diventate arancioni ieri. Sempre secondo il quotidiano al ministero della Salute non escludono che alcune aree del Paese possano diventare direttamente rosse: "Dipenderà dal monitoraggio settimanale".Quello di venerdì prossimo. E aggiungono: "Stabilendo l’automatismo che con un “rischio alto” una Regione passa immediatamente in fascia arancione, creiamo le condizioni per una maggiore tempestività di reazione auna curva epidemiologica che, purtroppo, è destinata a salire rapidamente come dimostra ciò che sta accadendo negli altri Paesi europei". Intanto i musei potrebbero riaprire nelle regioni in zona gialla: è l'unica proposta sul tavolo della cultura. 

Il presidente Luca Zaia ha parlato della situazione in evoluzione e delle prossime decisioni del governo: "Il Veneto ha i suoi problemi, certo c’è una forte pressione ospedaliera, ma non è il lazzaretto d’Italia", ha sottolineato il governatore veneto. Ancora: "Questa faccenda del numero assoluto di positivi è una farsa. Noi facciamo più tamponi e troviamo più positivi, non possiamo paragonare il Veneto che fa 60mila tamponi al giorno con chi ne fa 400. E per quanto riguarda il tasso di ospedalizzazione il Veneto è al quinto posto dietro ad altre quattro Regioni". Quindi "il Veneto avrà le restrizioni che dovrà avere rispetto all’andamento dell’epidemia, ma la decisione dovrà essere presa con parametri uguali per tutte le regioni".

EDIT ORE 9.40 - Il governo da tempo ha compreso che i prossimi mesi saranno molto duri e che aggrapparsi ai vaccini non può essere l'unica soluzione. "Stiamo andando bene, perché esistono già tre vaccini sicuri ed efficaci, e presto ne arriveranno molti altri. Ma se non facciamo tutti uno sforzo in più, non è certo che finirà bene, per lo meno a breve termine" ha detto il professor Remuzzi, direttore dell’Istituto Negri di Milano, in una intervista al Corriere della Sera. L'esperto ha sottolineato che "l’obiettivo di arrivare a 50 milioni di persone vaccinate entro la fine di marzo è utopico". Oggi l'Agenzia del farmaco europea (Ema) ha ricevuto una richiesta di autorizzazione per il vaccino anti-Covid sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford. L'Ema potrebbe dare una sua valutazione entro il 29 gennaio. Si tratterebbe del terzo vaccino autorizzato nell'Ue, dopo Moderna e BioNTech/Pfizer. 

Si fa spazio tra gli esperti la sensazione forte che il sistema a zone colorate non sia stato o comunque non sia più lo strumento migliore per arginare la diffusione del contagio ed evitare la temuta terza ondata. Massimo Galli del Sacco di Milano spiega: "E' chiaro che il sistema policromatico utilizzato fino adesso ha funzionato in maniera molto limitata", anzi "mi sentirei di dire non ha funzionato - sostiene - se è vero come è vero che quelle peggio messe sono attualmente le Regioni che sono sempre state più o meno gialle".  I dati, ha precisato Galli, ordinario di infettivologia dell'Università degli Studi di Milano, "indicano che siamo, non dico da capo, ma in una situazione non tranquilla, con la possibilità di trovarci la prossima settimana con ospedali di nuovo in difficoltà". Tuttavia, quella a cui assistiamo in questi giorni, per Galli "è ancora la seconda ondata, che non è mai finita". "Mi auguro di non vederne una terza - ha concluso - perché se la vedessi probabilmente potrebbero essere intervenuti ulteriori fattori, magari anche sulle caratteristiche del virus".

EDIT ORE 10.38 -  ''Alcune questioni con gli auspici e con gli appelli non hanno dato tutte le risposte che ci aspettavamo. I casi di movida vanno sicuramente condannati e quindi ci sarà una limitazione dalle 18 in poi delle attività che consentono fuori dai locali la creazione di gruppi che sostano e che si assembrano. Stessa cosa vale per le cene a casa, noi speriamo che l'appello che ha funzionato tra Natale e Capodanno possa essere recepito anche nelle prossime settimane'' fa sapere il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia al 'Gr1' parlando del nuovo dpcm. ''Ci sarà una limitazione di circolazione tra le regioni, sarà confermata la limitazione di orario alle 22 su tutto il territorio nazionale - ha aggiunto Boccia - Confermata una divisione tra le fasce, zona gialla, arancione e rossa. In prospettiva ipotizziamo una zona bianca perché vorremmo tutti uscire il più presto possibile da questa condizione''. Il ministro ha sottolineato che "questo Dpcm conferma le misure territoriali che ci hanno consentito di scongiurare almeno due lockdown nazionali'. Infine Boccia ha spiegato che con le regioni c'è ''come sempre un clima di massima collaborazione, dobbiamo continuare a collaborare perché è l'unica strada che conosciamo per superare insieme la condizione in cui siamo''

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