Mercoledì, 2 Dicembre 2020

Perché con il nuovo Dpcm potrebbero essere vietate (di fatto) anche le cene con amici e parenti

Tutto dipende dall'orario del coprifuoco, che potrebbe essere fissato alle 21 o alle 22. Il contagio domiciliare è al momento una delle forme più frequenti di diffusione del virus. Perciò vanno messe al bando tutte quelle situazioni di socialità in cui la mascherina scende e il distanziamento pure

Con il nuovo Dpcm che dovrebbe vedere la luce oggi martedì 3 novembre potrebbero essere vietate anche le cene in casa con amici e parenti, ma in maniera informale. Tutto dipende infatti dall'ora in cui verrà fissato il coprifuoco: attualmente sono in ballo orari che vanno dalle 20 alle 23. 

Perché con il nuovo Dpcm potrebbero essere vietate anche le cene con amici e parenti

E sarà proprio in base all'orario che si scoprirà se le cene con amici e parenti saranno di fatto vietate o meno. Come scrive oggi Paola Zanca sul Fatto Quotidiano, infatti, Conte si rifiuta di usare questa parola – “coprifuoco”– che tanto evoca il lockdown, ma è lui stesso a parlare di “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda”. E questo può voler dire una sola cosa: 

Ora su quanto “tarda” possa essere, la discussione è ancora aperta e piuttosto accesa. Il compromesso sembra attestarsi alle 21 – anche se Palazzo Chigi ancora spinge per portarlo alle 22 – e ha una ragione ben precisa: bisogna evitare che, con i ristoranti chiusi, le persone si ritrovino a cena nelle case di amici e parenti.

Il contagio domiciliare, come noto, è al momento la forma più frequente di diffusione del virus e vanno messe al bando tutte quelle situazioni di socialità in cui la mascherina scende e il distanziamento pure.

Certo, a questo va aggiunto che il divieto di cene con amici e parenti potrebbe essere facilmente aggirato: basterebbe andare a casa della persona prima del coprifuoco e poi tornare a casa anche a coprifuoco scattato, visto che il ritorno alla propria dimora è sempre consentito. Ma bisognerebbe stare attenti a quello che si scrive nell'autocertificazione.

Le cene con amici e parenti diffondono il coronavirus?

La questione tuttavia ha una sua logica intrinseca: qualche giorno fa abbiamo parlato di come il coronavirus si diffonde a casa, in un bar o a scuola e a cosa stare attenti per evitare il contagio. Il quotidiano spagnolo "El Pais" ha provato a calcolare il rischio di infezione in un ambiente chiuso utilizzando un modello di calcolo sviluppato dal professor José Luis Jiménez dell’Università del Colorado. Non si tratta di un metodo infallbiile, premette il quotidiano, ma probabilmente abbastanza accurato per capire come il virus "lavora" negli ambienti chiusi, anche laddove viene rispettata la distanza di sicurezza di due metri. 

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In particolare nello Scenario 1 "El Pais" ipotizza che nel nostro soggiorno di casa (le dimensioni non sono note) ci siano 6 persone, di cui una infetta da SARS-COV-2. In un caso del genere, indipendentemente dalla distanza di sicurezza, senza mascherine e una ventilazione adeguata l'infetto potrebbe essere in grado di trasmettere il virus a tutti gli altri presenti nel giro di 4 ore. Se tutti indossassero le mascherine, le infezioni si ridurrebbero da 5 a 4 ma il contagio ci sarebbe comunque perché con una esposizione molto prolungata neppure i dispositivi di protezione sono in grado di fermare il virus. In casi del genere solo areare l'ambiente e dimezzare la durata dell'esposizione (da 4 ore a 2) permette di ridurre in maniera significativa il rischio a meno di una persona infetta. A patto però di indossare i dispositivi di protezione individuale. Secondo "El Pais" in Spagna il 31% dei casi di infezione è legato a questo tipo di situazioni. Ecco quindi perché è possibile che dall'orario del coprifuoco deciso nel nuovo Dpcm ci sarà un divieto di fatto alle cene a casa di amici e parenti.  

EDIT ore 13,57: L'agenzia di stampa Dire fa sapere che Il Dpcm per fronteggiare l'emergenza Covid dovrebbe essere firmato in serata dal premier Giuseppe Conte. Sembra confermata l'ipotesi di coprifuoco la sera alle 21, mentre il Mef sta mettendo a punto un decreto Ristori bis che dovrebbe essere pronto nei prossimi giorni. L'obiettivo e' potenziare gli aiuti a tutte le attivita' che saranno costrette alla chiusura dal nuovo DPCM in arrivo. Bar e ristoranti, ma anche negozi di abbigliamento e parrucchieri, potrebbero subire la serrata totale nelle regioni che hanno l'indice di contagio oltre l'1,5 e gli ospedali fuori controllo. Certamente avranno bisogno di un sostegno economico i 1.200 centri commerciali che operano in Italia di cui fanno parte 36 mila negozi, destinati a rinunciare allo shopping del fine settimana. Il pacchetto di misure potrebbero valere circa 2 miliardi. La settimana prossima e' attesa in Parlamento la legge di Bilancio, con una dote di 40 miliardi per affrontare la crisi nel 2021. Al momento il governo non reputa necessario chiedere un altro scostamento di bilancio.

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