Sabato, 27 Febbraio 2021
La situazione

L'impennata di contagi in arrivo e i "sacrifici ancora da fare" secondo Conte

"Non sarà facile", dice il presidente del Consiglio. E intanto governo e regioni lavorano alle nuove misure: si va verso un'ulteriore stretta nel nuovo Dpcm

Giuseppe Conte, foto Ansa

"Sta arrivando un'impennata dei contagi. Dopo Gran Bretagna, Irlanda e Germania, sta arrivando anche da noi e non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici". Il premier Giuseppe Conte, intercettato dalle telecamere del Tg3, non nasconde la preoccupazione sull'evoluzione della pandemia di coronavirus in Italia. Quanto alla crisi di governo "lavoriamo per costruire - ha detto Conte -. Il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini". Il Recovery plan "dobbiamo approvarlo domani sera... in un Cdm domani sera, dobbiamo correre".

L'impennata di contagi in arrivo e i "sacrifici ancora da fare" secondo Conte

Si va verso un'ulteriore stretta delle regole per contenere i contagi, con il governo al lavoro in vista delle nuove misure. È durata più di due ore la riunione tra il governo e le regioni con al centro le nuove norme restrittive che entreranno nel nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. All'incontro, convocato dal ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, ha partecipato anche il ministro della Salute Roberto Speranza e i rappresentanti di Anci e Upi. Tra i governatori erano presenti Fontana, Bonaccini, Toti, De Luca, Marsilio, Toma e Spirlì.

"La strada più semplice ed efficace sarebbe quella di un lockdown di qualche settimana o di qualche mese, ma non possiamo permettercelo, abbiamo visto quale impatto devastante abbia avuto sul Paese", ha detto Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, intervenendo a "L'Aria che tira" su La7. " Da settembre-ottobre cerchiamo di convivere con la pandemia - ha ricordato Miozzo - ed in effetti questa convivenza ha contenuto la curva della pandemia meglio che in altri Paesi d'Europa. Dobbiamo insistere su questa strada". "Il lockdown sarebbe la soluzione, lo sanno tutti - ha continuato il coordinatore del Cts - ma ci si deve confrontare con il mondo reale, con un Paese che non può morire. Ci sono categorie in sofferenza, penso al turismo, alla ristorazione, allo sport e a tante altre: il governo sta cercando di mantenere il controllo monitorando quotidianamente la curva dell'epidemia, se questa curva dovesse prevalere in assenza di controllo diventeranno inevitabili nuove restrizioni". 

Una nuova riunione tra governo ed enti locali è stata convocata per giovedì mattina, 14 gennaio, alle 10.  Al centro dell'attenzione - a quanto si apprende - oggi ci sono state le preoccupazioni legate alle nuove restrizioni previste e alle relative conseguenze sul piano economico e occupazionale, fra cui la possibilità di introdurre nuovi divieti per i bar sull'asporto dopo le 18 del pomeriggio. In sintesi, la richiesta che proviene dalla Conferenza delle Regioni, dall'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni, e dall'Upi, l'Unione delle Province italiane, è di agire con la massima cautela e dopo una seria riflessione anche sui risvolti economici. Unica certezza: tutte le attività che rimarranno chiuse "saranno ristorate". E' quanto ha garantito, secondo quanto si apprende, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia alle Regioni nel corso della riunione di oggi. Il ministro ha ribadito la validità del sistema a fasce - "ci ha salvato due volte da un nuovo lockdown" - e ha riconvocato le Regioni per una nuova riunione giovedì, dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza avrà illustrato le misure in Parlamento.

I ristoranti che sfidano il Dpcm riaprendo anche a cena dal 15 gennaio

Intervenire sugli indici di rischio per facilitare gli ingressi in zona arancione delle Regioni a rischio alto: è quanto avrebbe proposto, secondo quanto si apprende, il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione tra governo e Regioni, ribadendo che sarà mantenuto il modello delle fasce e che sarà confermato nel nuovo Dpcm l'abbassamento della soglia dell'Rt: con 1 si va in arancione e con 1,25 direttamente in zona rossa. Il divieto di circolazione fra regioni sarà mantenuto e varrà anche per le regioni che si trovano in zona gialla. E' quanto ha illustrato il governo nell'incontro di oggi con le regioni. Confermata anche la possibilità di visite a domicilio introdotta durante il periodo delle feste.

Nuovo Dpcm, Speranza: "Riconfermare norma massimo 2 ospiti a casa"

Si va verso misure rigide, nel solco di quelle dei mesi scorsi. Il divieto di ospitare a casa piu' di due parenti o amici "si e' dimostrata una norma ragionevole che ha funzionato nel periodo natalizio. Credo che avrebbe senso confermarla" ha detto su Rai Radio2 Speranza, intervenuto nel programma di Tommaso Labate e Massimo Cervelli, 'Non e' un paese per giovani'. "Domani sara' il Parlamento ad esprimersi ed entro giovedi'-venerdi' avremo un testo definitivo. La situazione epidemiologica non e' da sottovalutare, l'epidemia è ancora molto forte".

Zaia: "Incidenza vale solo se tutte regioni fanno numero simile di tamponi"

"Con il Governo abbiamo discusso, ma siamo ancora nella fase del 'riscaldamento a bordo campo' per il nuovo Dpcm" ha fatto sapere il presidente del Veneto Luca Zaia. "Abbiamo parlato - ha aggiunto - sui temi delle classificazioni, da tutti i colleghi si è chiesto che la strategia sia di una voce univoca sulle misure. L'Iss decide la colorazione dell'area, ma non è possibile che un attimo dopo vi sia dibattito su tutto. C'è chi vuole il lockdown, chi la zona gialla, chi le scuole aperte, chi le vuole chiuse, ma ci vuole un punto di sintesi scientifico". I governatori, aggiunge Zaia, "hanno chiesto che i dati siano uniformi". "Il ministro, e anche noi - ha aggiunto - abbiamo concordato sul fatto che l'incidenza dei positivi è un fatto scientifico, ma funziona se tutte le Regioni fanno tamponi nella stessa percentuale sulla popolazione. Non si può paragonare chi come noi ne fa 60 mila al giorno con chi ne fa 400. E' difficile allineare dati così. Forse qualcuno si è spinto avanti con le dichiarazioni, ora farà marcia indietro". Si cerca una sintesi, una voce univoca. Impresa molto difficile.

Lombardia in zona rossa da sabato 16 gennaio: molto più di un'ipotesi

Oggi il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha preannunciato di fatto la zona rossa a causa del nuovo repentino innalzamento della curva dei contagi. Dal Veneto al Friuli-Venzia Giulia, dall'Emilia-Romagna alle Marche, sono più di una manciata le regioni che rischiano lo stesso destino. Impossibile però avere certezze oggi: il governo non ha comunicato quali criteri e i dati di che periodo (solo 7 o fino a 14 giorni precedenti) saranno usati per decidere la collocazione in zona rossa dei territori. La proroga dello stato d'emergenza fino al 30 aprile è stata spiegata ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella riunione con i capigruppo di maggioranza.

La bozza del nuovo Dpcm 14-15 gennaio con le nuove restrizioni

"Senza le misure natalizie avremmo avuto altri numeri, la situazione europea e' complessa. E' necessario conservare il modello per fasce, con abbassamento soglie per entrare in una zona: RT 1 per arancione, 1.25 per la zona rossa, ma pensiamo di intervenire anche sugli indici di rischio anche per facilitare gli ingressi in arancione delle Regioni a rischio alto". Lo ha detto, a quanto apprendono le agenzie di stampa, il ministro della Salute, Roberto Speranza durante il vertice con le Regioni. Queste, secondo Speranza le misure contenute nella bozza in attesa di approvazione: Massimo due persone a casa, in tutte le zone; Divieto asporto dopo le 18 nei bar; stop alla mobilita' tra regioni, anche gialle; zona bianca nelle regioni con soglie molto basse "per dare un segnale che il Paese sta facendo un lavoro che gli consentira' di entrare in una fase diversa in un tempo medio". Nella bozza, infine, non e' presente il weekend arancione.

Che cosa attendersi quindi dal nuovo Dpcm?

Che cosa attendersi dal nuovo Dpcm? Probabili una stretta su bar e ristoranti, regole più rigide per le zone gialle e soglie più basse perché scattino le zone arancioni e rosse. A quel che si apprende, l'esecutivo sta provando a ragionare a medio termine, quindi con misure valide fino a 100 giorni: è per questo che l’obiettivo del governo sarebbe di prorogare lo stato di emergenza al 30 aprile, con eventuali proroghe di tre mesi per volta. Gli esperti lo scorso 8 gennaio hanno messo nero su bianco  "dopo alcune settimane di diminuzione, nuovamente un aumento dell’incidenza a livello nazione negli ultimi 14 giorni". Secondo varie anticipazioni, le principali misure che potrebbero essere contenute nel prossimo Dpcm 14-15 gennaio in vigore dal 16 gennaio 2021 sarebbero le seguenti:

  • divieto di spostamenti tra regioni anche in zona gialla, ormai stabilmente rafforzata;
  • visite consentite nel proprio comune a parenti e amici limitata a due persone non conviventi a partire dalla zona gialla: possibile deroga per i piccoli comuni sotto i 5 mila abitanti per gli spostamenti entro 30 chilometri, ma non verso i capoluoghi di provincia;
  • coprifuoco tutti i giorni dalle 22 alle 5;
  • divieto di asporto per bar e ristoranti dopo le 18: da quell'ora solo consegna a domicilio; qualcuno l'ha definita senza troppa fantasia "stretta anti-movida". Il divieto dell'asporto dai bar a partire dalle 18 avrebbe lo scopo di evitare aperitivi improvvisati in strada.
  • fine settimana con chiusura dei centri commerciali;
  • verrà introdotta forse la zona bianca in cui l'unica restrizione consisterebbe nel portare la mascherina e mantenere le distanze (con i numeri attuali difficilmente sarà raggiungibile però da qualsiasi regione prima di febbraio-marzo. Lo status di zona bianca, infatti, si ottiene con un Rt sotto 0,5).

Nuovo Dpcm, la proposta delle regioni: zona arancione in tutta Italia

Giovanni Toti (Liguria) dice no alla stretta della movida. "Ho detto al Governo di essere contrario al divieto di asporto take away per ristoranti e bar dopo le 18" dice Giovanni Toti via Fb al termine della prima riunione con il Governo per definire le nuove norme e restrizioni per l'emergenza covid che entreranno in vigore venerdì prossimo. "Queste attività, pur potendo continuare con le consegne a domicilio, rischiano di essere penalizzate ancora di più, dopo aver già subito pesanti restrizioni. Bene invece l'introduzione di una zona bianca, come avevamo proposto già oltre un mese fa, cioè una zona dove, virus permettendo, si possa cominciare un lento ritorno alla normalità".

"Le modifiche che il governo propone per restringere i criteri e rendere piu' 'facile' l'accesso alla zona arancione o rossa, prevedendo l'arrivo di una terza ondata gia' molto presente in gran parte dell'Europa, hanno un senso se si basano su criteri oggettivi e misurabili, e come tali comprensibili e intellegibili anche ai cittadini comuni". È la sintesi secondo l'Agi di quanto il presidente della Regione Marco Marsilio ha detto oggi nel corso dell'incontro tra Governo, Regioni, Province e Comuni sul tema. Si tratterà a lungo per trovare una sintesi.

In linea di massima i presidenti delle regioni sarebbero tutti d'accordo con l'impianto del nuovo Dpcm. Alcuni avrebbero chiesto un'improbabile zona arancione nazionale, di fatto impraticabile e poco utile viste le differenze tra le varie aree del territorio. Le tre regioni che hanno chiesto la zona arancione in tutta Italia sono Lombardia, Campania e Friuli-Venezia Giulia. Il nuovo Dpcm verrà illustrato alle Camere dal ministro della Salute Roberto Speranza il 13 gennaio.

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