Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Verso il decreto Natale

Le misure anti Covid fino al 3 dicembre e altre regioni potrebbero "cambiare colore"

Non è una data a caso: quella è la scadenza dell'ultimo Dpcm e il Governo dovrà preparare un nuovo decreto sulla base delle indicazioni epidemiologiche che oggi danno una buona notizia: le misure prese iniziano a rallentare l'epidemia

Il Governo vorrebbe mantenere la situazione odierna fino al 3 dicembre, con eventuali allentamenti in alcune province delle zone rosse. È il ministro Boccia a fare da portavoce dell'esecutivo incontrando i presidenti delle regioni per confermare l'impianto normativo che - a quanto risulta dai dati degli ultimi bollettini coronavirus - sta iniziando a produrre i primi effetti sulla seconda ondata dell'epidemia di coronavirus. 

Il 3 dicembre non è una data a caso: quella è la scadenza dell'ultimo Dpcm, il decreto che ha diviso in fasce di rischio l'Italia grazie ai colori indicati dal ministero della Salute. Il prossimo decreto coronavirus sarà invece quello che ci traghetterà verso le feste di fine anno, Natale e Capodanno compreso. Feste che, come ha ribadito oggi il premier Conte, non saranno di certo arricchite da cene e veglioni, anche in presenza di una situazione dei contagi migliore rispetto a quella odierna. Il Governo, come scrivevamo, ragiona su nuovo Dpcm con due ipotesi sul tavolo: prorogare le misure o allentare i divieti con apertura agli esercizi commerciali e alla ristorazione per dare fiato anche alle attività economiche

Tutto dipenderà dall'andamento epidemiologico. Occhio quindi all'indice di contagio Rt che oggi è tornato per le prima volta sotto all'1 nel Lazio, prima tra le regioni a sperimentare una regressione dell'epidemia, seppure lieve. 

Il virus sta frenando? Cosa ci dicono i numeri di oggi

Quindi la situazione sta migliorando? È lo stesso commissario all'emergenza Domenico Arcuri a spiegare che la buona notizia oggi è che il rapporto fra i positivi ed i tamponi effettuati comincia a decrescere: "Continuiamo a fare il numero massimo di tamponi che riusciamo - ha chiarito - e oggi il rapporto è sceso al 14,6 per cento".

Importante è anche sottolineare come il 22 ottobre il numero dei contagiati era dell'82% superiore rispetto alla settimana prima, il 29 ottobre del 66%, il 5 novembre al 28%, il 12 novembre al 10%, oggi rispetto a sette giorni fa si è ridotto del 4%. "Nelle ultime quattro settimane - spiega Arcuri la crescita dei contagi si è affievolita e rispetto ad una settimana fa si è anche ridotta".

"La crescita è ancora impetuosa ma il suo ritmo sta decelerando e speriamo di poter dire nei prossimi giorni che si sta riducendo".

Il vaccino entro fine gennaio per 1,7 milioni di italiani

Il commissario all'emergenza ha chiarito anche il piano dei vaccini. Il primo a disposizione sarà quello di Pfizer di cui arriveranno nella seconda parte di gennaio 3,4 milioni di dosi che saranno utili a vaccinare 1,7 milioni di italiani. Questi verranno vaccinati "nell'ultima parte di gennaio", ha chiarito ricordando che altri vaccini "non arriveranno in un tempo ravvicinato". Esposizione al rischio e fragilità saranno i parametri per stabilire i primi che avranno bisogno del vaccino.

Il piano per il vaccino Pfizer a fine gennaio 2021 in Italia (senza obbligo, per ora)

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