Giovedì, 24 Giugno 2021
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"Perché questo nuovo Dpcm crea di fatto un lockdown disastroso"

"Provvedimenti assurdi che non incideranno sul numero dei contagi". Lo sostiene Maria Rita Gismondo, microbiologa dell'ospedale Sacco di Milano

Maria Rita Gismondo in tv

Il premier Giuseppe Conte "la scorsa settimana aveva detto che un lockdown sarebbe stato disastroso". Ebbene, "queste misure di fatto creano un lockdown, peraltro con dei provvedimenti che io trovo assurdi" e "non credo avranno un impatto significativo sul numero dei contagi". Con queste parole Maria Rita Gismondo, microbiologa dell'ospedale Sacco di Milano, boccia il nuovo Dpcm per il contenimento dell'epidemia di Covid-19 in Italia.

Gismondo e le critiche al nuovo Dpcm

L'esperta, a capo del laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze del Sacco, parlando con l'Adnkronos Salute esprime completo disaccordo in particolare per alcune chiusure come quella "dei cinema, dei teatri e delle palestre, che sono ambienti assolutamente controllati". Per Gismondo vietare queste attività ai cittadini "toglie solamente la possibilità di una vita quasi normale, che ormai non abbiamo più", ma senza apparire incisive per modificare il trend delle infezioni da coronavirus Sars-CoV-2.

"Il benessere è anche psichico, sociale ed economico"

In base a quanto previsto dal nuovo Dpcm, ragiona la scienziata, "la gente non può andare al cinema e a teatro, con un depauperamento inestimabile di questo mondo culturale, ma senza le misure adatte e se non sarà responsabile continuerà a contagiare amici e parenti". "Io sono sempre stata, e continuo a essere, per la responsabilizzazione" dei cittadini e per controlli rigorosi che garantiscano il rispetto delle regole, ricorda Gismondo. "Ma vorrei che il Comitato tecnico scientifico" per l'emergenza Covid "abbia il coraggio di mettere sul tavolo anche soluzioni diverse, che non siano solamente una battaglia al virus - che poi peraltro si traduce in provvedimenti morbidi e tiepidi - ma che abbiano rispetto del benessere complessivo, fatto pure di benessere psichico, sociale ed economico".

Nuovo Dpcm: cosa si può fare e non fare da oggi

Il Dpcm 24 ottobre, il ventunesimo dell'era del coronavirus, spegne la luce alle 18 per bar, pub e ristoranti, chiude cinema, teatri e sale da concerti e con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale porta l'Italia intera in semi-lockdown da oggi 26 ottobre e fino almeno al 24 novembre. Il pacchetto di misure va in una duplice direzione: ferma gran parte delle attività del tempo libero e del divertimento ma preserva lavoro e scuola. Non limita la circolazione delle persone ma il governo lancia una "forte raccomandazione" ad evitare gli spostamenti non necessari. Tutte le attività sono consentite rispettando gli obblighi del distanziamento e l’uso obbligatorio delle mascherine sia all’aperto, sia al chiuso:

  • I ristoranti, i bar, i pub, le gelaterie e le pasticcerie possono rimanere aperti dalle ore 5 alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;
  • Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico ma resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati;
  • È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale.

Le regole applicate ai ristoranti sono estese anche alle strutture agrituristiche. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché, fino alle ore 24, la ristorazione con asporto ma sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Continuano, poi, a essere consentite le attività delle mense e del catering. Restano infine aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, all’interno degli ospedali e negli aeroporti.

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Per quanto riguarda le altre attività commerciali, i saloni di bellezza, i parrucchieri e i barbieri rimangono aperti, così come i negozi al dettaglio come calzature, abbigliamento, accessori, librerie, profumerie restano aperti senza limiti d’orario, ma devono rispettare le regole: dalla distanza di un metro agli ingressi dilazionati dei clienti. La novità è nel passaggio in cui il governo chiede agli esercenti che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Nel dettaglio, gli stop veri e propri riguardano le cosiddette attività del tempo libero:

  • "Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto". I musei restano aperti e così gli altri "istituti e luoghi della cultura", come aree archeologiche e monumenti. Gli ingressi del pubblico sono contingentati, i visitatori devono rispettare la distanza di almeno un metro e gli assembramenti sono vietati. Anche i parchi tematici e di divertimento restano sospesi fino alla scadenza del decreto, fissata al 24 novembre;
  • "Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi". Resta la possibilità di svolgere attività sportiva di base e attività motoria in genere purché all’aperto presso circoli sportivi, pubblici e privati, senza creare assembramenti e rispettando le distanze; 
  • È sospeso lo sport di contatto ma è possibile far allenare bambini e ragazzi all’aperto e rispettando le distanze;
  • Resta consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ma sempre rispettando la distanza di due metri per l’attività sportiva e di un metro per ogni altra attività, come le passeggiate;
  • Sono poi "vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose", quindi niente pranzi o festeggiamenti dopo matrimoni, i battesimi, le comunioni o le cresime;
  • "Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso";
  • Sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere "e gli altri analoghi eventi". Fino al 24 novembre non sarà possibile organizzare nemmeno le fiere internazionali e sono sospesi congressi e convegni. Per le cerimonie vere e proprie (matrimoni, cresime, battesimi) il Dpcm consente "le funzioni religiose con la partecipazione di persone nel rispetto dei protocolli". La capienza deve essere indicata all’esterno dei luoghi di culto.

Quelli che si ribellano al nuovo Dpcm

In queste ore le manifestazioni di protesta contro il nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte si moltiplicano: da Torino a Roma, da Pescara a Siracusa, migliaia di cittadini si sono dati appuntamento in piazza per contestare le chiusure imposte dal decreto del 24 ottobre. "Tu ci chiudi, tu ci paghi", è lo slogan che ricorre in lungo in largo in tutte le grandi città italiane. Le iniziative, perlopiù pacifiche, vengono preannunciate e promosse sui social network e spesso si svolgono senza autorizzazione da parte della questura e violando il coprifuoco in vigore nei territori.

Le proteste contro il nuovo Dpcm 24 ottobre che chiude i pubblici esercizi alle ore 18  sono guidate in primo luogo dalle associazioni dei commercianti che subiranno i maggiori danni dalla nuova stretta e per i quali il governo ha annunciato ristori in un decreto legge che dovrebbe essere approvato questa settimana. "Le chiediamo ufficialmente di fornirci gli studi e le evidenze scientifiche prodotte dal Comitato tecnico scientifico che dimostrino che i ristoranti, i bar, i pub, le pizzerie e tutti i luoghi della somministrazione sono la causa della risalita dei contagi", scrive Mio Italia, Movimento Imprese Ospitalità, associazione di imprese che operano nel settore Ho.Re.Ca., Ospitalità e Turismo, in una lettera arrivata sul tavolo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ieri pomeriggio una delegazione è stata ricevuta dal premier.

E c'è chi come Edoardo Milliaccio del Dodo Caffé a Venezia non ha paura e si dice pronto a tutto: "Mi possono anche arrestare, non c'è nessun problema". Il barista ha comunicato la volontà di rimanere aperto ai suoi clienti con un cartello appeso fuori dalla porta del suo locale. "Ho sempre rispettato le ordinanza e i decreti, rispettato le distanze e le mascherine. Io non chiudo", rivendica.

Chi si ribella contro il nuovo Dpcm: tutte le proteste

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