Giovedì, 21 Ottobre 2021
Attualità

Tutti all'attacco del Dpcm 3 dicembre: "Violate i divieti, cambiamo tutto in Parlamento"

I governatori e l'opposizione all'attacco del decreto ministeriale e del blocco agli spostamenti per Natale e Capodanno: nel mirino la conversione in legge entro 60 giorni. L'appello di Calderoli e la mozione del centrodestra

Tutti all'attacco del Dpcm 3 dicembre. Il divieto di spostamento tra regioni e comuni che entrerà in vigore a Natale e Capodanno finisce nel mirino della politica insieme alle restrizioni imposte dalle ordinanze del ministero della salute e al decreto legge 2 dicembre n. 158. E mentre c'è chi, come il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dice che è d'accordo con chi violerà i divieti, i governatori vanno all'attacco delle zone rosse e l'opposizione preannuncia battaglia in parlamento. 

Tutti all'attacco del Dpcm 3 dicembre

Nell'ordine: domenica sera il governatore dell'Abruzzo Marco Marsilio (centrodestra) ha cancellato con un'ordinanza la zona rossa istituita dal ministero della Salute nella sua regione ed è stato richiamato con una lettera dai ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Francesco Boccia: nient'altro che una lettera per ovvii motivi, visto che lo stesso Speranza ha annunciato la fine della zona rossa per l'Abruzzo domani mercoledì 9 dicembre (visto che le restrizioni erano state anticipate dallo stesso Marsilio) e non ci sono, per il governo, i tempi tecnici per il ricorso al tribunale amministrativo regionale. Senza contare che al ministero ricordano bene il caso della Puglia, dove un'ordinanza sulla scuola è stata annullata dai giudici.  

Nel frattempo il governatore della Lombardia ha detto in un'intervista a Libero di essere "d’accordo con chi annuncia che violerà i decreti previsti dal governo per Natale" perché secondo lui quei provvedimenti sono "folli". E il suo assessore alla Sanità Giulio Gallera lo ha preso in parola, visto che ha violato la zona arancione uscendo dal comune di Milano insieme ai suoi amici facendo jogging (e scusandosi successivamente). All'attacco anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a Rai Radio 1, ospite di Un giorno da pecora: "Chi ha studiato queste norme probabilmente vive ai Parioli, dove può fare molto pur restando nello stesso comune".

Nel mirino c'è la norma, sconfessata dallo stesso Comitato Tecnico Scientifico, che prevede il divieto di spostamento anche in comuni piccoli, equiparandoli a realtà molto diverse come quelle di Roma e Milano. E anche la Toscana del governatore (di centrosinistra) Eugenio Giani ha derogato alla zona arancione con un'ordinanza che permette gli spostamenti tra comuni permettendo ai cittadini di andare nelle seconde case o a fare manutenzione delle barche oppure a funghi o ancora dal barbiere e dall’estetista di fiducia. 

Non solo: dopo un confronto con le principali associazioni di enti locali - Anci, Anpci, Ali, Uncem, Upi - anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte per chiedergli di consentire i ricongiungimenti familiari nelle tre feste principali. "Con limiti chiari e regole certe la sicurezza e i valori umani possono convivere", ha sottolineato il governatore spiegando la sua iniziativa, firmata anche dai rappresentanti degli enti locali, con un post sul suo profilo personale di Facebook. "Non solo una esigenza di equità per un territorio come il nostro che ha quasi il 90% dei propri Comuni di piccole dimensioni demografiche, ma anche di tutela della fragilità dei nostri anziani di fronte al peso della solitudine". Nella lettera Cirio ha spiegato le caratteristiche del Piemonte e i sentimenti di chi vive in piccole realtà: "È spontaneo il metro di paragone con le grandi città: uno spostamento da Roma nord a Roma sud è di circa 20 km, ed è così per tutte le grandi città d'Italia. In molte aree piemontesi, invece, l'arco di 20 km ricomprende una vera e propria costellazione di Comuni, una sorta di 'città diffusa' che non raggiunge la densità demografica delle metropoli".

"Violate i divieti, cambieremo tutto in Parlamento"

Il pericolo maggiore per le regole di Natale 2020 però viene dal parlamento. Il decreto legge che vieta gli spostamenti tra regioni e comuni deve infatti essere convertito entro sessanta giorni ed è stato emanato il 2 dicembre scorso. E qui l'opposizione promette battaglia. Domani il leader della Lega Matteo Salvini depositerà in Senato una mozione firmata da tutto il centrodestra per chiedere al governo di ripensare le misure. E il senatore Roberto Calderoli ha spiegato quale sarà la tattica (e la tesi) del Carroccio, alla quale il resto dell'opposizione si adeguerà: "Il non consentire contatti tra residenti in Comuni limitrofi di poche centinaia di abitanti ma permetterli in realtà metropolitane da milioni di abitanti come Milano o Roma è un non diritto, è una discriminazione, quindi al di là delle sanzioni tutti i partiti scelgano di impegnarsi da qui al 21, entro la data di entrata in vigore dei provvedimenti, per convertire con modificazione quei decreti abrogando così i deliri in essi contenuti. Questa - sottolinea l'esponente leghista - è la sfida che dobbiamo assumerci davanti al Paese". 

Intanto ieri il Viminale ha risposto a chi parlava della mancanza di sanzioni nel Decreto Ministeriale. Con riferimento al Dpcm del 3 dicembre "è emersa su alcuni organi d'informazione la questione riguardante l'asserita mancanza di disposizioni che prevedano l'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per i casi di inosservanza dei divieti di spostamento" introdotti tra il 21 dicembre 2020 e 6 gennaio 2021, per le giornate del 25 e 26 dicembre 2020, e del primo gennaio 2021, ha scritto in una circolare il capo di gabinetto del ministero dell'Interno Bruno Frattasi. "Al riguardo - prosegue il documento - si precisa che la suddetta tesi non tiene conto che la norma cardine del sistema regolatorio delle misure di contenimento della diffusione del virus è - e continua ad essere - l'articolo 1 del decreto legge 25 marzo 2020", poi convertita in legge. Questa norma è "richiamata dall'articolo 1, comma 3, del decreto legge 158/2020", ai sensi del quale il Dpcm del 3 dicembre 2020 "ha contemplato una serie di misure di contenimento della pandemia", e "alle condotte poste in essere in violazione di tali misure, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 4 dello stesso decreto legge n. 19/2020. Ora - sottolinea la circolare - non può esservi dubbio che tra tali misure, a cui si correla il quadro sanzionatorio, debba essere ricompresa anche quella che limita gli spostamenti sull'intero territorio nazionale per il periodo natalizio". Ovvero da 400 a mille euro di multa. E non tremila, come si pensava.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tutti all'attacco del Dpcm 3 dicembre: "Violate i divieti, cambiamo tutto in Parlamento"

Today è in caricamento