Giovedì, 4 Marzo 2021
Le nuove misure e cosa accadrà dopo

Chiudere ora per riaprire (forse) a Pasqua: il primo decreto covid del governo Draghi e il Dpcm in arrivo

Gli spostamenti tra regioni vietati fino a sabato 27 marzo e lo stop alle visite ad amici e parenti in zona rossa. Restrizioni confermate e allargate secondo la linea rigorista del ministro Speranza. Ora l'esecutivo deve valutare le richieste delle regioni in vista di un nuovo provvedimento: ecco quali sono

Il primo decreto legge covid del governo Draghi approvato oggi dal Consiglio dei ministri conferma alcune restrizioni introdotte dall'esecutivo Conte e ne impone di ulteriori per cercare di frenare l'epidemia. Passa la linea rigorista del ministro della Salute Roberto Speranza, nel timore che le varianti del coronavirus in circolazione in diverse zone del Paese possano portare ad un aumento improvviso dei contagi. "Purtroppo con le varianti in circolazione continuare con le restrizioni è indispensabile", è il pensiero di Speranza, condiviso dal presidente del Consiglio e dal governo riunitosi nel primo Cdm sulla crisi pandemica.

Chiudere oggi per riaprire forse nella settimana che precede Pasqua (che quest'anno cade il 4 aprile), tenendo sempre d'occhio i dati sulla curva epidemiologica e sui ricoveri in ospedale, è l'idea di fondo che emerge dal nuovo provvedimento con le regole anti covid. E intanto l'esecutivo deve anche valutare le richieste delle regioni in vista di un nuovo Dpcm, perché quello in vigore - l'ultimo del premier Giuseppe Conte - scadrà il prossimo 5 marzo. Ma andiamo con ordine.

Il primo decreto covid del governo Draghi e il Dpcm in arrivo entro il 5 marzo

Sfumata nelle scorse ore l'ipotesi di un lockdown nazionale "soft", con tutte le regioni in zona arancione scuro, oggi il governo ha approvato il nuovo decreto anti covid che proroga il blocco degli spostamenti tra regioni fino a sabato 27 marzo 2021, a prescindere dal colore dei territori. Resteranno valide le deroghe che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi: ci si potrà dunque spostare per esigenze lavorative, motivi di salute, situazioni di necessità o per far rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione. Sarà comunque sempre necessario compilare il modulo di autocertificazione (si può scaricare qui). La nuova scadenza dello stop alla mobilità anche tra zone gialle aveva già ottenuto il consenso dei governatori delle regioni.

Il provvedimento approvato oggi contiene anche un'importante novità che riguarda le aree del Paese soggette a maggiori restrizioni. Nelle zone rosse non varrà più la regola della visita concessa una volta al giorno a due adulti con figli minori di 14 anni, sempre valida invece per le zone gialle e arancioni. Insomma, nelle aree di colore rosso il lockdown sarà ancora più rigido. Nel dettaglio, il decreto legge del 14 gennaio scorso, in vigore fino al 5 marzo 2021, consentiva gli spostamenti verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22 all'interno della stessa regione in area gialla o dello stesso comune in area arancione e in area rossa. La novità è che la deroga non è più prevista nelle regioni rosse.

Un comunicato sul sito del governo spiega così le misure introdotte per il contrasto del contagio da Covid-19: "In considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica, il decreto dispone la prosecuzione, fino al 27 marzo 2021, su tutto il territorio nazionale, del divieto di spostarsi tra diverse Regioni o Province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Fino al 27 marzo 2021, nelle zone rosse, non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute".

E ancora: "Gli spostamenti verso abitazioni private abitate restano invece consentiti, tra le 5.00 e le 22.00, in zona gialla all’interno della stessa Regione e in zona arancione all’interno dello stesso Comune, fino a un massimo di due persone, che possono portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone conviventi disabili o non autosufficienti. Nelle zone arancioni, per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, sono consentiti gli spostamenti anche verso Comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini".

Il nuovo Dpcm entro il 5 marzo e le richieste delle regioni sul sistema dei colori

La strategia complessiva del nuovo esecutivo sarà poi definita con un nuovo Dpcm, che seguirà quello attualmente in vigore e in scadenza venerdì 5 marzo. Durante il Cdm di oggi, la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ha illustrato le proposte messe a punto dalle regioni per la gestione dell'emergenza covid. Le richieste sono state poi inviate dagli uffici del ministro a tutti i ministeri. Nello scorso weekend i presidenti di regione sono stati informati e consultati, alla vigilia del Consiglio dei ministri, in una videoconferenza con la ministra Gelmini e con il ministro della Salute Roberto Speranza.

Le regioni hanno presentato una loro piattaforma di proposte che sarà esaminata dal governo, ha assicurato la ministra Gelmini. I governatori chiedono di inserire nella cabina di regia politica - non quella del monitoraggio del contagio - anche i ministri economici, "al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese". "È necessario, inoltre, condividere maggiormente i provvedimenti", chiedono le regioni insistendo su un preavviso congruo dal governo dopo i casi recenti degli impianti da sci e dei ristoranti aperti/chiusi nel weekend. Su questa richiesta Gelmini ha dato rassicurazioni. L'ipotesi che circola è che il monitoraggio venga effettuato a inizio settimana e non venerdì per non far arrivare la decisione sui colori delle zone troppo a ridosso del weekend.

Le regioni chiedono poi di accelerare decisamente nella campagna vaccinale, reperendo le dosi necessarie. E chiedono anche una revisione dei criteri che hanno regolato finora il sistema dei colori, in primis l'indice Rt, il parametro che descrive il tasso di contagiosità del coronavirus Sars-CoV-2 dopo l'applicazione delle misure anti covid. "Si ritiene indispensabile procedere ad una revisione dei parametri e alla contestuale revisione del sistema delle zone - affermano i governatori -, nel senso della semplificazione". Nel documento presentato dalle regioni al governo, i governatori collegano il problema della campagna vaccinale all'Rt: "Occorre in questa fase un cambio di passo che consenta di coniugare le misure di sicurezza sanitaria con la ripresa economica e delle attività culturali e sociali. È evidente - è la conclusione - che se la campagna vaccinale accelera, l'Rt perde progressivamente di rilevanza".

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