Il nuovo Dpcm e il lockdown mirato: le cinque regioni a rischio

Il governo lavora per approvare il nuovo decreto già stasera. Esclusa l'ipotesi di una chiusura nazionale: l'obiettivo è far ricorso, se necessario, a lockdown territoriali limitati alle aree con maggior concentrazione dei contagi

Il nuovo Dpcm con ulteriori divieti e restrizioni per l'emergenza coronavirus è atteso entro stasera, 12 ottobre. Nel pomeriggio di oggi è prevista una riunione tra il governo e il Comitato tecnico scientifico per definire gli ultimi dettagli che entreranno nel decreto del presidente del Consiglio. Sempre nel pomeriggio è prevista la riunione della cabina di regia tra i presidenti delle Regioni e gli enti locali con il ministro Francesco Boccia. Poi dovrebbe arrivare il nuovo Dpcm per arginare i contagi. Queste le ipotesi sulle nuove misure nel provvedimento del governo sull’emergenza coronavirus:

  • stretta sulle feste private: si ragiona intorno a una soglia di trenta persone per gli invitati ai matrimoni e ai compleanni;
  • stretta sugli sport amatoriali di contatto come il calcetto e il basket;
  • stretta sul numero degli spettatori per gli eventi sportivi;
  • potenziamento dello smart working;
  • riduzione dei tempi di quarantena per i positivi asintomatici;
  • obbligo della mascherina all’aperto in tutta Italia;
  • nuove norme per bar e ristoranti: dalle 21 non sarà più possibile consumare in piedi fuori dai locali cibo e bevande. La chiusura sarà prevista per le 23 o le 24;
  • aumento dei controlli sui mezzi pubblici;
  • restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni.

Aggiornamento: Il nuovo Dpcm con le regole Covid è stato firmato. Qui le novità

Il nuovo Dpcm e l'ipotesi di lockdown regionali 

Il ministro della Salute Roberto Speranza, ospite ieri sera di Fabio Fazio a "Che tempo che fa", ha parlato di un "cambio di marcia anche con interventi mirati sulle aree più a rischio. Proviamo a giocare di anticipo per alzare il livello di attenzione", ha detto riferendosi all’aumento della curva epidemica in Italia che, ha sottolineato Speranza, "rimane comunque inferiore ad altri Paesi".

Cosa potrebbe accadere nelle "aree più a rischio" di cui ha parlato il ministro della Salute? Il governo ha più volte escluso l’ipotesi di un lockdown nazionale: avrebbe effetti economici disastrosi. "Non ci sono le condizioni per un nuovo possibile blocco totale del Paese", ha ribadito Speranza. L’obiettivo, stavolta, è far ricorso - se necessario - a lockdown territoriali, regionali, mirati e limitati alle aree con la concentrazione maggiore di contagi, laddove si creassero "situazioni di particolare difficoltà". Resta valida, insomma, l'indicazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: non ci sarà un nuovo lockdown nazionale ma una serie di interventi "mirati e progressivi" per fermare la crescita dei contagi.

Di più: l'intenzione è quella di arginare il potere decisionale delle Regioni per garantire un’omogeneità nelle regole da rispettare. "Le nuove norme anti-Covid in arrivo sono nazionali- ha spiegato il ministro della Salute -. Le Regioni avranno la possibilità di agire ma solo con norme più restrittive".

Oggi il premier Conte, in un punto stampa a Taranto, ha ribadito: "Escluderei un nuovo lockdown e lo diciamo a ragion veduta perché abbiamo lavorato proprio per evitarlo. Siamo molto avanti, abbiamo rafforzato le strutture ospedaliere, stiamo facendo un numero impressionante di test, potremmo ridurre anche la quarantena, introdurre nuovi test... Abbiamo adottato tutte le misure necessarie", ha dichiarato il presidente del Consiglio. Ma "se poi questa curva dovesse proprio risalire possiamo prevedere qualche lockdown circoscritto territorialmente ma non più generalizzato su tutto il territorio nazionale. Sto tornando a Roma perché ci aspetta un incontro con le Regioni, vorremmo varare stasera il decreto", ha aggiunto.

Lockdown nelle regioni: le cinque "a rischio"

Nessuna delle Regioni in Italia è più considerabile a basso rischio per via dell’emergenza coronavirus. Questa nuova ondata di contagi, tuttavia, sta colpendo in particolar modo alcuni territori, in cui potrebbero essere introdotti dei lockdown locali per frenare la curva epidemiologica. Chiusure mirate e lockdown circoscritti potrebbero essere inevitabili. Secondo l'ultimo report dell'Istituto superiore di Sanità, sono quattro le regioni dove l'indice Rt (che misura la contagiosità del virus) è sopra la soglia di 1,25: Sicilia (1,34), Piemonte (1,33), Campania (1,31) e Basilicata (1,33). Anche i numeri registrati in Lombardia (ieri 1.032 nuovi casi a fronte di 15.590 tamponi effettuati) sono allarmanti.

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Le parole del ministro Boccia sui lockdown regionali

"Le limitazioni di spostamento tra le regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento - ha detto nei giorni scorsi il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia -. Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire". Boccia ha parlato dell'emergenza coronavirus in Italia e della risalita dei contagi nel nostro Paese. "Non escludere interventi in caso di aumenti dei contagi non significa chiudere, ma essere pronti a ogni intervento. Evitiamo di generare preoccupazioni. La priorità assoluta per il Governo e per le Regioni è difendere lavoro e scuola", ha spiegato.

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