Sabato, 16 Gennaio 2021

Nuovo Dpcm: come si decidono le chiusure nelle regioni

Per determinare le zone rosse saranno decisivi la soglia dell'indice di contagio Rt e il numero di posti letto occupati negli ospedali. Gli altri parametri per le regioni a rischio oltre a Lombardia, Piemonte e Calabria

Come si decideranno le chiusure nelle regioni in base al nuovo Dpcm che dovrebbe vedere la luce oggi martedì 3 novembre? Mentre secondo le ultime indiscrezioni a rischio lockdown totale ci sono Lombardia, Piemonte e Calabria oltre alla Puglia - per tre o più settimane di stretta - oggi il Corriere della Sera spiega che per determinare le zone rosse saranno decisivi la soglia dell'indice di contagio Rt e il numero di posti letto occupati negli ospedali. 

Nuovo Dpcm: come si decidono le chiusure nelle regioni

Giuseppe Conte ieri ha spiegato alla Camera la questione dei tre livelli in cui verrà divisa l'Italia in base alla gravità dell'emergenza coronavirus. Uno dei due livelli è nazionale e gli altri due locali. I livelli sono determinati da una serie di parametri elaborati nel documento "Prevenzione e risposta al Covid-19 redatto dall'Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute e condiviso dalla Conferenza delle Regioni il 15 ottobre. Il livello più basso è quello delle regioni che hanno un indice Rt tra 1,25 e 1,5: subiranno le restrizioni a livello nazionale ma non quelle locali. Poi c'è il livello più alto ed è quello in cui l'Rt è superiore a 1,5: Lombardia e Piemonte in prima fila, mentre Calabria, Puglia e Liguria rimangono sotto osservazione. 

In queste regioni dovrebbe arrivare il lockdown totale con uscite consentite solo per motivi di lavoro e salute e autocertificazione, mentre per le scuole l'orientamento è di prevedere la Didattica a Distanza alle superiori e, forse, all'ultimo anno delle scuole medie. Poi ci sono le regioni che si trovano a un livello medio:

Le peggiori sono Sicilia, Liguria e Campania. Ma la previsione al 26 novembre vede molte Regioni oltre la soglia del 30% di occupazione dei posti letto in terapia intensiya e/o del 40% negli ospedali: Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-VeneziaGiulia, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia, Sicilia, Umbria.

In base alla casistica oggi Repubblica elabora un grafico che divide l'Italia in zona rossa, zona arancione e zona verde. Nella zona rossa saranno aperte solo le industrie e le scuole fino alla prima media e le misure restrittive saranno: 

  • Didattica a distanza a partire dalla seconda media;
  • Stop alle attività economiche non essenziali;
  • Apertura delle attività industriali;
  • Spostamenti con autocertificazione.

Nella zona arancione ci sarà una serrata per bar e ristoranti. Le nuove regole saranno:

  • I locali restano chiusi;
  • Salvi parrucchieri e centri estetici;
  • Didattica a distanza per le superiori;
  • Stop ai musei e coprifuoco alle 21

Nella zona verde invece ci saranno meno shopping nei weekend musei chiusi, trasporti più vuoti:

  • I centri commerciali chiusi nel week-end;
  • Tutti in casa dalle 21;
  • Didattica a distanza per le superiori;
  • Trasporto pubblico locale dimezzato

Il nuovo Dpcm oggi 3 novembre e le regioni verso il lockdown

Tre settimane di lockdown totale 

Il quotidiano spiega anche che il lockdown totale avrà una durata di tre settimane: le due canoniche più la terza per valutare i miglioramenti. Allo scadere, in base agli indici dell'Iss e del ministero, si valuterà se il territorio è uscito dalla situazione di rischio (e nel qual caso le chiusure verranno ritirate) oppure se ci è rimasto (e in questo caso le misure verranno reiterate per altre due settimane). Il rischio lockdown vale per tutte le regioni in base ai dati settimanali: basterà registrare sette giorni di dati negativi per diventare oggetto dell'ordinanza restrittiva. 

Riguardo invece il coprifuoco, si discute ancora sull'orario e in ballo sembrano esserci rimasti due orari: le 21 o le 22. I bar e i ristoranti rimarranno aperti fino alle 18 ma questi ultimi dovranno essere chiusi la domenica a pranzo anche se sarà consentito vendere cibi da asporto. Rimane in vigore la regola del 4: non più di quattro persone per i bar e non sarà consentito rimanere oltre il tempo strettamente necessario alla consumazione se non si è seduti al tavolo. La capienza sui mezzi pubblici scenderà al 50%, come quella dei treni ad alta velocità. Infine le regole sugli spostamenti:

Entrera in vigore il divieto di spostamento da e per le regioni che hanno un livello di rischio elevato. Vuol dire che non si potrà entrare nelle regioni che sono in lockdown e i residenti non potranno uscire, a meno che non ci siano «comprovate esigenze», dunque motivi di lavoro, di salute e di urgenza che devono però essere dimostrati e annotati sul modulo di autocertificazione.

Rimane sempre la possibilità di fare ritorno nel proprio domicilio e dunque chi si trova in una «zona rossa» al momento dell'entrata in vigore dell'ordinanza potrà uscire. 

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