Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Lo scenario / Italia

Il nuovo Dpcm di novembre, il lockdown "morbido" e il coprifuoco in tutta Italia

Il provvedimento arriverà tra oggi e domani: un meccanismo automatico deciderà le chiusure alle 18 o alle 21. Ecco quali misure conterrà su scuola e spostamenti e quali sono le regioni e le province a rischio stretta

Foto dalla pagina fb di Giuseppe Conte

Il nuovo Dpcm di Giuseppe Conte e Roberto Speranza arriverà oggi, lunedì 2 novembre, o più probabilmente domani e porterà con sé il coprifuoco ma non più alle 18 nelle zone rosse del paese ma alle 21 in tutta Italia e fino al 4 dicembre. Questa è l'ultima mediazione sul lockdown prossimo venturo tra il governo e le Regioni sulla stretta che il presidente del Consiglio intende illustrare già oggi alla Camera. E proprio stamattina la sottosegretaria al ministero del Lavoro Francesca Puglisi conferma: ''Il nuovo Dpcm prevederà un coprifuoco alle 21 su tutto il territorio nazionale''. Il coprifuoco alle 21 è stato confermato anche stamattina nella riunione del premier con i capidelegazione. 

Il nuovo Dpcm di novembre e il coprifuoco alle 21 in tutta Italia

Il tutto accade mentre il bollettino della Protezione Civile riporta 29.907 nuovi casi e 208 morti mentre continua ad aumentare la pressione sulle terapie intensive: ieri la differenza tra i dimessi e quelli che ci sono entrati riportava la cifra di +96 pazienti. La riunione di ieri notte sul nuovo Dpcm anti Covid tra il premier e i capi di delegazione del governo è stata aggiornata a  stamattina alle 8. Secondo le ultime indiscrezioni, in tutto il territorio nazionale, comprese le altre Regioni considerate a medio o basso rischio contagio, è previsto il coprifuoco alle 21 (e non più alle 18 come sembrava fino a ieri sera). Bar e ristoranti saranno chiusi la domenica a pranzo; mentre i centri commerciali lo saranno sia il sabato che la domenica. Quanto alle chiusure aggiuntive, che eventualmente decideranno le Regioni, i rimborsi saranno a loro spese. ''Questo secondo Dpcm continuerà ad incentivare che le persone a restare a casa ed uscire solo per andare al lavoro o per ragioni di salute. Stiamo cercando di lasciare fabbriche e quante più possibile attività produttive aperte. Ci saranno misure più restrittive per le Regioni che hanno un tasso di Rt superiore a 2. Purtroppo dobbiamo sacrificare la didattica in presenza per tutte le scuole di secondo grado e si sta discutendo in queste ore se farlo anche per la terza media e quindi lasciare i bambini più piccoli con la didattica in presenza e ragazzi con disabilità'', fa sapere stamattina Puglisi in un'intervista a Sky Tg 24. Intanto Italia Viva è contraria alla chiusura domenicale dei ristoranti. Stamattina nella riunione con i capidelegazione, il ministro Teresa Bellanova, a quanto si apprende, avrebbe tenuto il punto definendo la chiusura "un danno gratuito ai ristoratori e alla filiela agroalimentare".

"Il Dpcm di domani andrà nella direzione del principio di proporzionalità e ragionevolezza che ha guidato le scelte fino ad ora, facendo leva su qualche misura come la limitazione agli spostamenti interregionali se non per ragioni indifferibili, di salute o di lavoro", ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli ieri sera a Che Tempo Che fa. Quali? ''Stiamo ragionando su un meccanismo differenziato, rapportato ai rischi di contagio e soprattutto di saturazione del sistema sanitario'', ha detto ieri il ministro della Cultura Dario Franceschini anticipando anche lo stop ai musei. Nel mirino, raccontano fonti parlamentari della maggioranza all'agenzia di stampa AdnKronos, ci sarebbero:

  • Lombardia, Piemonte e Calabria, considerate dall'ultimo report settimanale dell'Iss Regioni a rischio alto con, rispettivamente, un'indice Rt a 2,01 1,99 e 1,84, tanto da rientrare nel cosiddetto scenario 4; 
  • Poi ci sono le regioni a rischio moderato come Molise (Rt 2,01), Bolzano (Rt 1,92), Emilia Romagna (Rt 1,6) e Trento (Rt 1,56);
  • Inquadrate nello scenario 3 con rischio definito alto ci sarebbero poi Puglia (Rt 1,47), Sicilia (Rt 1,38) Toscana (Rt 1,19);
  • Rientrano nello stesso scenario ma con rischio considerato moderato: Friuli Venezia Giulia (Rt 1,47), Umbria (1,45) Lazio (1,43) Marche (1,35) e Campania (1,29);

Il governo sta lavorando no stop alla stesura definitiva del pacchetto, attesa per martedì sera e non più per domani, come previsto in un primo momento. Per ora circolano solo indiscrezioni, con un unico punto fermo: fermale la curva il più possibile attraverso interventi più forti nelle regioni con maggiori contagi, prevedendo nel resto del Paese restrizioni più soft. Una strategia che scongiurerebbe per adesso un lockdown totale. Intanto  ad Agorà su Rai Tre il virologo dell'Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco, direttore dell'Irccs Galeazzi, fa un appello: "Il contact tracing, cioé la capacitàdi individuare nuovi casi, ormai è in difficoltà ed è questo l'elemento che va tenuto in considerazione in un Dpcm, in una azione che ci permetta di abbassare la curva epidemiologica". Il governo ha comunque annunciato che nelle regioni dove il contagio è più a rischio arriveranno anche misure più restrittive. Dunque sul territorio nazionale sono previste anche norme differenziate mentre i governatori - soprattutto quelli del centrodestra - avevano chiesto ieri soltanto misure omogenee in tutta Italia.

Il nuovo Dpcm con i lockdown territoriali già da lunedì 2 novembre?

Il lockdown in Italia prossimo venturo

Secondo le ultime indiscrezioni il nuovo Dpcm di novembre le cui misure dovrebbero durare fino al 4 dicembre dovrebbe contenere un meccanismo automatico per i lockdown territoriali. Ovvero le Regioni e più in generale gli enti locali dovranno muoversi per dichiararlo nelle province o nelle aree metropolitane in cui l'indice Rt è superiore a 2 e gli ospedali sono in difficoltà oppure dove è pari a 1,5 e i nosocomi sono vicini al collasso. Nel Dpcm ci saranno anche misure che riguarderanno l'intero territorio nazionale, ovvero: 

  • lo stop ai movimenti tra regioni;
  • la chiusura dei musei, annunciata già ieri da Franceschini;
  • la didattica a distanza per tutte le scuole superiori e forse anche per gli alunni della terza media;
  • il possibile blocco totale di bar e ristoranti nelle zone più a rischio;

C'è discussione intorno all'orario (le 18 o le 21) mentre tornerebbe l'autocertificazione per i movimenti che potranno essere solo per ragioni di lavoro, salute o estrema necessità. Repubblica scrive oggi che su un punto, però, il governo sembra d’accordo a fine serata: le zone rosse locali, dove occorre, saranno decretate automaticamente. Conte le considera fondamentali. Quali?

Il monitoraggio sarà provinciale. In Lombardia tutte le Province, ad eccezione di Bergamo, sono oltre il limite. In Piemonte pure, compresa Torino. Stesso ragionamento per la maggior parte della Calabria. In Liguria c’è Genova. In Campania Napoli e Caserta. E ancora, alcune province siciliane come Enna e Caltanissetta, Brindisi in Puglia, alcune aree dell’Umbria, Bolzano e la Valle d’Aosta.

Tra i sindaci c'è chi dice che la necessità di un blocco nazionale deriva dalla difficoltà di far rispettare l'ordine pubblico. I governatori di centrodestra invece sussurrano a mezzo tweet (come quello di Giovanni Toti che ieri ha fatto arrabbiare molti) il lockdown degli anziani, ovvero di vietare la circolazione soltanto a una fascia d'età della popolazione. L’idea di costringere a casa gli “over 70” (o gli over 75 secondo Fontana) solleva dubbi di natura etica, politica e costituzionale. Probabilmente alla fine si punterà sulla formula della "forte raccomandazione" in nome del buonsenso. La Stampa scrive che se alcune aree venissero cinturate come zone rosse (terzo livello), "al loro interno le strette sarebbero molto più severe, con mobilità ridotta solo per necessità di lavoro e salute. Al di là dei servizi essenziali, farmacia e alimentari, potrebbero rimanere aperte le fabbriche, e gli uffici ma con ricorso allo smart working". Oggi l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco a Omnibus sulla possibilità di un nuovo Dpcm ha sottolineato che "la paura è una pessima consigliera, viene molto velocemente e se ne va altrettanto velocemente: se dobbiamo convincere i cittadini che la situazione è seria non dobbiamo stimolare l'effetto paura ma spiegare e comunicare. In questo momento - ha aggiunto l'epidemigologo - serve non tanto dare certezze epidemiologiche, ma economiche. Capisco che non sia facile trovare le risorse per dare i contributi a chi in questo momento non ha più un lavoro, ma oggi è questa la priorità".

L'agenzia di stampa AdnKronos scrive che questa mattina il premier Giuseppe Conte ha incontrato di nuovo i capi delegazione dei partiti che sostengono il suo governo. Sul tavolo l'ipotesi di un 'coprifuoco' su tutto il territorio nazionale alle 21 o alle 22 (l'orario è ancora in corso di valutazione). Al centro della discussione anche una possibile chiusura dei ristoranti la domenica, scelta contro la quale si è espressa la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, ribadendo la posizione di Italia Viva sul tema. La stessa Bellanova si è detta favorevole a un coprifuoco non prima delle 22. Al momento è in corso la riunione in videoconferenza tra governo e rappresentanti di Regioni, Anci e Upi. Sono presenti il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il ministro della Salute Roberto Speranza. In collegamento anche la Protezione Civile e il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.

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