Sabato, 16 Ottobre 2021
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Nuovo Dpcm e decreto legge: il documento segreto che ha spinto il governo alla zona rossa o arancione a Natale 2020

Chiede il blocco alla circolazione tra regioni e comuni e un coprifuoco anticipato. Oltre a maggiori controlli sugli assembramenti. E critica implicitamente l'esecutivo che ha dato troppa libertà all'inizio di dicembre. Facendo rischiare la terza ondata

Il governo di Giuseppe Conte prepara un nuovo Dpcm per introdurre il lockdown di Natale 2020 che porterà tutta l'Italia in zona rossa o arancione intorno al 20 dicembre. Ma il decreto ministeriale non sarà sufficiente per restringere la libertà di circolazione e per questo ci vorrà o un altro decreto legge oppure un emendamento che modifichi il Dl 2 dicembre n.158, sempre che ci siano i tempi parlamentari per effettuare la modifica. Intanto c'è attesa per la riunione odierna del Cts, che potrebbe portare nuovi elementi sul tavolo di Conte. Mentre c'è chi si schiera contro le modifiche: i governatori di centrodestra. Mentre gli esponenti del governo sostengono che nulla sia ancora deciso.

Nuovo Dpcm e decreto legge: il documento segreto che ha portato il governo alla stretta

A rivelare quali saranno gli strumenti legislativi per definire il blocco di Natale, sul quale attualmente il governo è comunque ancora diviso, è oggi il Corriere della Sera, il quale racconta però - come altri quotidiani - che a spingere l'esecutivo verso la linea dura è stato un documento "segreto" redatto dal Comitato Tecnico Scientifico e non ancora completato nel quale però non viene giustificato un lockdown ma vengono richieste soltanto alcune misure da Natale all'Epifania. E questo perché il Cts, memore delle situazioni incresciose in cui l'esecutivo lo ha infilato nei mesi scorsi, non intende stavolta "coprire" il governo che vuole prendere decisioni drastiche allo scopo di alleggerire la pressione sul sistema sanitario nazionale e prevenire gli effetti della terza ondata. La Stampa spiega oggi che si tratta di un resoconto lungo soltanto mezza pagina che è ancora in fase di completamento e chiede al governo di: 

  • "potenziare i meccanismi di controllo per garantire il rispetto delle norme in vigore";
  • "limitare ulteriormente la circolazione interregionale";
  • "limitare la circolazione, ad esempio anticipando l’orario di rientro nelle abitazioni".

Anche se il tono è piuttosto dimesso gli obiettivi degli scienziati sono chiari. In primo luogo vogliono limitare gli assembramenti dopo le immagini delle vie dello shopping nelle grandi città, e in tutto questo c'è una chiara critica a chi era deputato a controllare - ovvero il ministero dell'Interno guidato da Luciana Lamorgese - ma è riuscito a farlo soltanto in pochi casi e tardivamente. Poi c'è la critica (implicita) al Decreto Legge 2 dicembre n.158 che nel vietare la circolazione a partire dal 21 dicembre ha in pratica consentito agli italiani di organizzarsi per un grande esodo nei giorni precedenti: e infatti le prenotazioni di treni e flixbus sono schizzate verso l'alto nei giorni del 18, del 19 e del 20. Infine c'è l'unico mezzo che il Cts ritiene di poter utilizzare per conseguire un risultato, ovvero l'ampliamento dell'orario del coprifuoco. Ironia della sorte, è proprio su quest'ultimo suggerimento che uno dei rigoristi della prima ora come il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia per ora fa orecchie da mercante: "Il governo non ha mai discusso di anticiparlo alle 20". No, infatti: a chiederlo sono gli scienziati. E la mossa servirebbe a fermare (o per lo meno a rendere di più difficile organizzazione) le feste clandestini e i veglioni nei casali che il presidente del Consiglio ha oggi paventato come un rischio assoluto in un'intervista a La Stampa.  

Lockdown di Natale 2020: l'Italia in zona rossa o arancione per fermare gli assembramenti e i veglioni clandestini

Il coprifuoco anticipato e il blocco alla circolazione tra regioni

Il nuovo Dpcm e il decreto legge (o le modifiche a quello attualmente in vigore) andranno quindi a correggere le scappatoie che il precedente decreto ministeriale 3 dicembre permetteva implicitamente andando a leggere tra le pieghe di un testo ambiguo che all'inizio sembrava addirittura permettere la visita ai nonni durante le feste, come dichiarato improvvidamente da alcuni membri del governo in tv. Ed è impossibile non notare che più che di una stretta si tratta di una retromarcia per mettere una pezza su errori fatti in precedenza. Le ipotesi principali allo studio del governo, spiega oggi il Corriere della Sera, sono attualmente due: 

  • un'Italia trasformata in un'unica grande zona arancione, con bar e ristoranti chiusi e spostamenti limitati ma negozi aperti;
  • una zona rossa nazionale che somiglierà al lockdown della scorsa primavera, quando si poteva uscire di casa solo per ragioni di urgenza, necessità e salute e con l'autocertificazione. 

Secondo il quotidiano l'Italia intera "potrebbe fermarsi dal 24 dicembre al 6 gennaio, seguendo le regole della fascia arancione, o quelle della fascia rossa. Oppure le chiusure scatteranno solo nei giorni festivi e prefestivi e dunque 24-25-26-27-31 dicembre e 1-3-6 gennaio, come suggerito da Dario Franceschini". Le altre ipotesi che circolano vedono uno stop dal 23 dicembre al 6 gennaio con ipotesi di coprifuoco alle 20 o addirittura alle 18 o quella di anticipare il blocco al 19 dicembre, ovvero proprio una delle date scelte dagli italiani per ritornare a casa (o meglio, nel luogo dove hanno residenza, domicilio o abitazione principale): questi viaggi dovrebbero essere comunque consentiti mentre verranno bloccati tutti gli altri. 

Il lockdown di Natale 2020 e Capodanno 2021

Il lockdown di Natale 2020 e Capodanno 2021 arriva quindi mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte teme per "la tenuta psicologica" del paese e per le "proteste sociali" che potrebbero andare in scena poco prima delle festività. E mentre il Senato sarà chiamato a votare, mercoledì 16 dicembre, la mozione di maggioranza che invece permetterà ai residenti nei piccoli comuni (5mila o 15mila abitanti) di spostarsi entro i confini della loro provincia o un raggio di qualche chilometro (si parla di 10 o 20). Il tutto per scongiurare il "liberi tutti" che invece viene chiesto in una mozione del centrodestra che la presidente di Palazzo Madama Elisabetta Casellati ha fatto calendarizzare in fretta e furia. 

Il Messaggero racconta anche che la decisione è arrivata dopo una giornata di psicodramma, cominciata con la convocazione del Cts guidato da Agostino Miozzo da parte del governo rappresentato da Conte, Franceschini e Speranza insieme a Bonafede, Bellanova e Lamorgese. In un inedito asse con i renziani il premier era il più dubbioso sulla stretta mentre gli esponenti del Partito Democratico e di Liberi e Uguali spingevano per la zona rossa anticipata da Natale all'Epifania. La lite si è chiusa con la richiesta di un parere tecnico arrivata alla fine attraverso il documento "segreto" del Cts che ha deciso però di non coprire il governo sul lockdown generalizzato. Oggi sarà una nuova giornata di vertici mentre giovedì 17 dicembre è convocata la Conferenza Stato-Regioni dove probabilmente il governo illustrerà le misure che vuole attuare. Da quel momento ogni giorno sarà buono per il Dpcm dell'Italia zona rossa (o arancione) a Natale 2020 e per l'eventuale nuovo decreto legge. 

Già oggi, 15 dicembre, può essere però la giornata che traccerà la via. Il Comitato tecnico scientifico - a quanto si apprende - si riunirà infatti di nuovo per chiudere il verbale con le proposte da sottoporre al governo sulle nuove misure restrittive per il periodo natalizio, per contenere l'eventuale terza ondata dell'epidemia da Sars-Cov-2 in Italia. La curva epidemica di gennaio 2021 si inizia a disegnare proprio in questi giorni, visti i tempi di incubazione del virus. Intanto la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, ospite di Radio Anch'io su Rai Radio 1, dice: "La decisione non è ancora stata presa. Ieri sera durante la discussione si parlava di misure parecchio rigorose che servano a fermare molto di più i movimenti delle persone. Misure come quella delle zone rosse e arancioni".  "Lo sforzo che è stato chiesto ieri al Cts - aggiunge - è stato uno sforzo di chiarezza e cioè quali misure impattano di più. Un nuovo lockdown non è una zona rossa. Certamente mentre negli altri paesi sono andati in questa direzione da noi no, però la curva non si è abbassata in modo sufficiente e necessario". E continua: "Ecco sicuramente qualcosa non funziona. Le persone non tollerano più questa situazione, sono stanche ed è comprensibile ma dobbiamo stringere i denti e resistere finché non arrivano i vaccini". Zampa poi spiega che "noi non saremo gli ultimi ad iniziare a vaccinare. Mancano le informazioni. L'Inghilterra si è ritrovata a rallentare moltissimo. Meglio organizzare bene prima. Noi cominceremo da 1 milione e mezzo di persone e lo faremo dal 15 gennaio. In merito alle liste dei vaccinandi, ieri il commissario Arcuri ci ha tranquillizzato". Infine, "Sulle parole di Sileri credo sia importante che il ministero chiarisca la vicenda. Un piano pandemico c'è, se quello nuovo non c'è, c'è quello precedente e valgono quelle regole", conclude.

EDIT:  "Io terrei le regole come sono adesso: non e' che prevediamo di fare cenoni in famiglia a Natale o veglioni a capodanno, con i trenini. Non stiamo andando verso un Natale esattamente libero, ma piuttosto compresso dal punto di vista delle regole, dice il presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, a "24 Mattino" su Radio 24. "In alcune regioni e' inutile negare che la situazione epidemiologica sia piu' indietro- prosegue Toti- con gli altri governatori ci vedremo giovedi', ma questo e' cio' che abbiamo concordato quando abbiamo dato il nostro parere al dpcm. Adesso vedremo se il governo fara' delle proposte: per ora il dibattito e' solo su indiscrezioni perche', dal punto di vista formale, non c'e' una proposta sul tavolo". Il governatore ligure precisa di intravedere "sempre dei rischi, non bisogna banalizzare. Sappiamo che dobbiamo lottare con il coronavirus e che dovremo farlo ancora per un certo periodo di tempo. Dobbiamo accelerare sui vaccini, come il commissario Arcuri sta facendo, ma intravedo anche un rischio gigantesco, clamoroso e, forse, sottostimato per la nostra economia, soprattutto per alcuni settori. Non e' una battaglia che si gioca solo su un terreno di gioco".

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