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Lunedì, 17 Gennaio 2022
La stretta dei sindaci

Dove tornano obbligatorie le mascherine all'aperto

Un numero sempre più alto di Comuni, tra cui molte grandi città, si avviano verso il ripristino dell'obbligo nelle strade più affollate. È davvero necessario?

Se sull'uso delle mascherine all'aperto l'esecutivo ha deciso di lasciare tutto com'è, a cambiare le carte in tavola ci stanno pensando sindaci e governatori. L'uso dei dispositivi di protezione è ad oggi obbligatorio nelle zone gialle, rosse e arancioni, nonché nelle aree bianche ma in questo caso solo in presenza di assembramenti. Nei fatti però in molte grandi città come Bologna, Milano o Padova anche per frequentare le strade più affollate sarà necessario indossare la mascherina. A Milano l'ordinanza firmata da Beppe Sala giovedì prevede l'obbligo di mascherine in alcune vie del centro dal 27 novembre al 31 dicembre. Chi non rispetta le disposizioni rischia una sanzione da 280 a 400 euro. 

Non solo. Il prefetto di Milano Renato Saccone l'altro ieri ha inviato una lettera ai sindaci di tutti i comuni dell'hinterland milanese, chiedendo di mettere a punto eventuali ordinanze che impongano l'uso delle mascherine all'aperto in luoghi come i mercatini di Natale. L'obiettivo è far restare la Lombardia in zona bianca, nonostante l'aumento dei contagi.

Anche a Bologna, si legge nell'ordinanza firmata dal sindaco Matteo Lepore, "dal 26 novembre 2021 al 9 gennaio 2022 nell'area del centro storico delimitata dai viali di circonvallazione" sarà obbligatorio "indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche in tutti i luoghi all’aperto".  

Stesso copione a Bergamo dove il sindaco Giorgio Gori ha imposto con un'ordinanza l'uso della mascherina da sabato fino al 1 gennaio, tutti i giorni dalle 10 alle 22 all'aperto nelle più battute e centrali aree cittadine, in Città Alta e in tutti i mercati cittadini.  Nelle scorse ore misure simili sono state annunciate dai sindaci anche in città come Padova, Firenze, Brescia e Aosta. Anche in Alto Adige, dove 20 comuni sono in zona rossa, torna l'obbligo dei dispositivi di protezione all'aperto. L'obbligo di mascherina scatterà anche in centro storico a Treviso: venerdì 26 novembre il sindaco Mario Conte ha annunciato un nuovo provvedimento, redatto in questi giorni, che dovrebbe entrare in vigore da inizio dicembre. Manca solo la firma.

Nel Lazio il governatore Zingaretti ha  invitato una lettera ai Prefetti e ai Sindaci del Lazio, invitandoli a prendere in considerazione una serie di provvedimenti vista l'evoluzione della pandemia da Covid-19 tra cui l'obbligo della mascherina. Il nuovo sindaco Gualtieri, senza perdere tempo, ha fatto sapere che la sua squadra sta lavorando ad una "ipotesi di ordinanza di obbligo di mascherine all'aperto nelle zone ad alta concentrazione per il periodo delle feste" e probabilmente anche prima "a partire dal 6 dicembre". 

Serve davvero l'obbligo di mascherina all'aperto?

Insomma, il trend è chiaro. In molte città la mascherina sarà obbligatoria nelle aree più affollate del centro. L'obiettivo è quello di evitare che gli assembramenti natalizi possano evitare focolai. Ma l'obbligo è la strada giusta?

In realtà ormai sembra accertato che contagiarsi all'aperto è molto più difficile (benché non impossibile). Un'indagine dell'Health Protection Surveillance Centre (HPSC), l'ente che monitora la situazione epidemiologica in Irlanda, aveva rilevato che dall'inizio della pandemia allo scorso marzo solo lo 0,1% dei contagi fosse avvenuto all'aperto. Secondo uno studio condotto in Giappone, il rischio di contagio all'aperto sarebbe 18 volte inferiore che negli ambienti chiusi, ma sull'argomento sono state fatte diverse ricerche. 

Sebbene quantificare la riduzione del rischio sia molto difficile, ormai la maggior parte degli esperti concorda che la maggior parte dei contagi avviene al chiuso. Negli spazi aperti è invece soprattutto l'interazione prolungata con un soggetto infetto a costituire un pericolo. Difficile dire quale impatto potrà avere l'obbligo delle mascherine all'aperto sui contagi, ma quello sull'opinione pubblica potrebbe essere pesante. 

Per il microbiologo Andrea Crisanti, avrebbe avuto molto più senso rendere le mascherine Ffp2 obbligatorie sui mezzi pubblici, "luoghi particolarmente esposti - dice lo studioso -, vista la vicinanza e il contatto obbligato fra le persone". L'imposizione della mascherina all'aperto può in ogni caso aiutare? "Ovviamente dipende dalla situazione - è la posizione di Crisanti -, se c'è un assembramento oppure no".  

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