rotate-mobile
Mercoledì, 24 Aprile 2024
Politica e covid

Sulla fine dell'obbligo delle mascherine negli ospedali il Governo cambia idea

Di fronte al decadimento dell'obbligo del presidio medico in ambito sanitario, Vincenzo De Luca gioca d'anticipo: "I livelli di contagio non marginali obbligano alla prudenza"

Sarà prorogato l'obbligo di mascherine in ospedali, Rsa e ambulatori. Lo prevede, a quanto si apprende, la nuova ordinanza che sarà firmata a breve dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. L'obbligo, che scade oggi, dovrebbe restare in vigore fino al 31 dicembre di quest'anno. La decisione arriva dopo che la fine dell'obbligo delle mascherine anti Covid negli ospedali aveva spaccando la politica. Infatti erano arrivate le barricate dalla Campania dove il presidente Vincenzo De Luca aveva già disposto che, al netto di quanto farà lo Stato, negli ospedali della sua regione sarebbe restato obbligatorio il presidio sanitario di protezione dal virus. La Lombardia aveva fatto lo stesso, seguendo l'esempio della Campania. 

La presa di posizione di Campania e Lombardia

"La forte campagna di vaccinazione sviluppatasi grazie al senso di responsabilità dei cittadini ha contenuto enormemente la situazione epidemica, ma il permanere di livelli di contagio non marginali obbliga alla prudenza, in modo particolare rispetto a pazienti e fasce deboli negli ospedali e nelle Rsa" ha detto Vincenzo De Luca, che oggi ha firmato un'ordinanza con la quale si conferma l'obbligo dell'uso delle mascherine nelle strutture sanitarie.

"Occorre perseguire esigenze di prevenzione sanitaria attraverso la previsione dell'obbligo di uso della mascherina in ambiente ospedaliero e nei settings assistenziali di fragilità e cura, per arginare la diffusione del contagio in tali ambienti a tutela dei soggetti fragili e degli operatori sanitari". È quanto si legge nell'ordinanza firmata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca con la quale si dispone, per tutto il mese di novembre, l'obbligo di indossare le mascherine in tutte le strutture sanitarie, nelle Rsa, negli hospice, nelle strutture riabilitative e nelle strutture residenziali per anziani della regione. "L'indicata misura di prevenzione sanitaria - continua l'ordinanza - si rende vieppiù necessaria anche in vista dell'auspicata riduzione dei limiti all'accesso, presso i luoghi di cura, per visite ai pazienti ricoverati". Nell'ordinanza viene citata la nota della Direzione generale per la tutela della salute e il coordinamento del Sistema sanitario regionale, emessa oggi, con la quale viene espressa "la necessità di prorogare l'obbligo di uso delle mascherine per almeno trenta giorni". Non a caso la decisione arriva oggi, quando  scade la precedente ordinanza.

Intanto anche la Lombardia anticipa il governo e segue l'esempio della Campania. Infatti la cabina di regia epidemiologica di Regione Lombardia ha dato l'indicazione di mantenere l'uso della mascherina per chi lavora o accede alle strutture sanitarie e sociosanitarie della Regione. La cabina era stata convocata dalla vicepresidente della Regione e assessore al Welfare, Letizia Moratti. "Prendo atto dell'autorevole parere espresso da virologi, immunologi ed epidemiologi di chiara fama internazionale e mi auguro - spiega Moratti - che il Consiglio dei Ministri di oggi si esprima a riguardo seguendo la linea indicata anche dai nostri esperti".

Medici no vax reintegrati e stop al bollettino covid quotidiano: la "svolta" del governo Meloni

Il dubbio nasce dal fatto che il governo sembra intenzionato a far decadere qualsiasi obbligo della mascherina, anche negli ambienti ospedalieri. A sei mesi dalla sospensione dello stato d'emergenza e in considerazione dell'andamento del contagio da Covid-19, il ministro della Salute Orazio Schillaci aveva ritenuto opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità. Da qui alcune novità quali l'eliminazione del bollettino covid settimanale, il reintegro del personale sanitario no vax da reintegrare. Inoltre, dal primo novembre, il decadimento dell'obbligo di mascherine in ospedali e Rsa, ambulatori e centri diagnostici. Un fatto che però non è ancora stato deciso. Tanto che in questi giorni il vice presidente della Camera Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) aveva detto: "Non mi risulta la sospensione delle mascherine negli ospedali e nella Rsa. Comunque ci sarà la massima attenzione. Non è un segnale per i No Vax". Intanto però dalla Campania arriva un segnale: nel dubbio, per tutto il prossimo mese, le mascherine restano obbligatorie. Così De Luca sfida il governo.

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, aveva addirittura rilanciato sul tema. "L'obbligo delle mascherine in ospedali e Rsa non andrebbe abolito, bensì, "al contrario, dovrebbe essere reso permanente, indipendentemente dalla pandemia" di Covid "in corso, al fine di proteggere al meglio le persone più vulnerabili da infezioni respiratorie di qualsiasi natura" ha detto.

Chiede chiarezza Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo): "Condividiamo l'auspicio del Governo e del ministro della Salute, Orazio Schillaci, teso a far tornare il Paese alla normalità. Sulle mascherine, tuttavia, chiediamo chiarezza: in questo momento sono ancora opportune disposizioni certe e uguali sul territorio, definite a livello centrale, per prevenire inutili incomprensioni con i cittadini". Il numero uno dei medici italiani interviene sul tema della riconferma o meno del provvedimento e spiega in una nota: "Alleggerire le regole, in un contesto epidemiologico che lo rende possibile, significa anche ridurre quella che l'Organizzazione mondiale della sanità definisce la "pandemic fatigue", la demotivazione a seguire i comportamenti protettivi utili. È quindi una scelta saggia sotto diversi punti di vista. Una scelta che, come ha detto lo stesso ministro, va sempre portata avanti nel rispetto dei più fragili". E "l'adozione delle mascherine nelle strutture sanitarie è una misura che protegge i sanitari e i pazienti, soprattutto i più vulnerabili".

La questione è politica e, come si sta creando una distanza fra governo centrale e regioni, ci sono differenze anche all’interno del governo. Sul tema infatti è intervento anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè (Forza Italia): "Laddove la politica decide di intervenire con provvedimenti che vanno contro le indicazioni di sanitari e scienza fa solo male. La salute è materia che deve essere sottratta al tavolo della politica. I vaccini fanno bene e sono stati la chiave di volta per decine di migliaia di morti, le mascherine vanno portate nei luoghi dove è pericoloso non portarle, non bisogna a passare con un colpo di spugna sul covid".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sulla fine dell'obbligo delle mascherine negli ospedali il Governo cambia idea

Today è in caricamento