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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Linea dura

L'obbligo vaccinale (e le multe) per le forze dell'ordine: via arma e manette a chi si defila

Cosa dice la nuova circolare del ministero dell'Interno. L'obbligo di richiamo, ovvero a sottoporsi alla terza dose di vaccino anti covid, scatta anche per il personale scolastico

Arriva la circolare del ministero dell'Interno sull'obbligo vaccinale per le forze dell'ordine - "Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico" -, come previsto dall'ultimo decreto sulle misure anti covid varato dal governo. Obbligo che, per il personale interessato, scatta dal 15 dicembre 2021. "L'adempimento dell'obbligo vaccinale comprende il ciclo vaccinale primario e, a far data dal 15 dicembre 2021 - si legge - la somministrazione della successiva dose di richiamo da effettuarsi nel rispetto delle indicazioni e dei termini previsti dalla circolare del ministero della Salute". L'obbligo riguarda anche gli assenti dal servizio. "Il giorno 15 dicembre - si legge infatti nella circolare in possesso dell'Adnkronos - il personale tutto, anche se assente per legittimi motivi, dovrà produrre al responsabile della propria struttura la documentazione attestante l'adempimento dell'obbligo vaccinale".

Obbligo vaccinale per le forze dell'ordine: cosa dice la circolare del Viminale

Se questa documentazione non arriverà, l'amministrazione competente dovrà invitare "senza indugio l'interessato a produrre entro 5 giorni dalla ricezione dell'invito" la documentazione richiesta. Per chi non si vaccina, non solo è prevista la sospensione del servizio senza alcun compenso, ma anche il ritiro temporaneo della "tessera di riconoscimento, la placca, l'arma in dotazione e le manette". Multe salatissime, inoltre, per chi viene scovato a lavoro seppur non vaccinato. "Lo svolgimento dell'attività lavorativa in violazione dell'obbligo vaccinale - si legge infatti nella circolare - è punito con la sanzione del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500". Ma verrà multato anche chi non controlla, con sanzioni da 400 a mille euro.

Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, in audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato, ha spiegato che "ci sarà un continuo monitoraggio sugli operatori che hanno adempiuto all'obbligo. Prima dell'introduzione dell'obbligo il monitoraggio non era consentito per la privacy, oggi è invece possibile per la necessaria verifica posta in carico dei datori di lavoro. Ci si attende da questo un'ulteriore spinta ad aderire alla campagna da parte degli operatori".

L'obbligo di richiamo, ovvero a sottoporsi alla terza dose di vaccino anti covid, scatta anche per il personale scolastico, sempre a partire dal 15 dicembre 2021. Tra le categorie per cui è previsto l'obbligo vaccinale, anche per la terza dose, a partire da domani, il ministero dell'Interno elenca anche il "personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l'infanzia, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore". L'obbligo per il personale scolastico verrà normato da una circolare ad hoc del ministero dell'Istruzione che dovrebbe arrivare oggi nelle scuole.

"L'obbligo vaccinale per tutti è l'unica via per battere il virus"

Secondo l'immunologo Sergio Abrignani, componente del Comitato tecnico scientifico, l'obbligo vaccinale per tutti "è l'unica misura per battere una pandemia". Lo ha sottolineato in un'intervista al Corriere della Sera, in cui ha rafforzato con nuove ragioni la sua posizione da sempre favorevole all'obbligo vaccinale. "Quando una malattia è altamente diffusiva come questa, non vaccinare tutti è volersi fare del male", ha aggiunto. "Come non essere favorevole a un'ulteriore stretta sull'obbligo, dopo quello a docenti e forze dell'ordine?", si domanda l'immunologo.

Il componente del Comitato tecnico scientifico si è poi dichiarato favorevole alla proroga dello stato di emergenza. "È una decisione politica, basata sui fatti. Questa emergenza il Sars CoV-2 la sta prolungando più di quanto si potesse immaginare. Siamo noi a inseguire lui, non il contrario", ha spiegato. Proprio per questo, secondo Abrignani è necessario imporre l'obbligo vaccinale: "Se vuoi controllare una malattia infettiva pandemica e hai a disposizione un vaccino che funziona bene la regola aurea è darlo a tutti i suscettibili. Quindi, per la prima volta ci troviamo di fronte alla necessità di immunizzare miliardi di persone in breve tempo". In caso contrario, secondo Abrignani, "il Sars-CoV-2 probabilmente non se ne andrà", perché "ogni 3-4 mesi si presenta sotto forma di una nuova variante e richiede azioni ferme".

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