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Giovedì, 20 Gennaio 2022
I numeri che non ci sono

Perché non ci sarà l'obbligo vaccinale (almeno non a gennaio)

Senza nuove consegne in questo mese, non ci sono abbastanza dosi per estendere il super green pass obbligatorio a tutti i lavoratori. E le dosi che il commissario detiene nelle riserve non possono essere negate a chi attende il richiamo o ancora la seconda dose

Ventisei milioni di dosi: questo il quantitativo di vaccini che il nostro paese ha a disposizione per il mese di gennaio. Rappresentano la nostra riserva strategica mentre al momento non sono previste nuove consegne né da parte di Pfizer né da parte di Moderna. Lo ha confermato il commissario Figliuolo: dalla struttura commissariale spiegano come il fabbisogno di vaccini per il mese di gennaio "verrà assicurato dalle dosi di Pfizer e Moderna nella disponibilità della Struttura Commissariale".

"Nel complesso, i quantitativi sono in grado di esprimere una potenzialità di 26 milioni di somministrazioni."

Secondo gli obiettivi per il mese corrente si stima di arrivare a 15 milioni di somministrazioni in linea con quanto fatto nel mese passato con 14.5 milioni di dosi di vaccino somministrate. Nessuna accelerazione insomma, anche perché le dosi non ci sono e pertanto non sarebbe possibile estendere l'obbligo vaccinale a tutto il mondo del lavoro come più volte anticipato. Almeno non entro il mese di gennaio. 

Secondo gli ultimi dati infatti mancano all'appello 9,44 milioni di persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, 3,42 milioni appartengono alla fascia 5-11 anni che ha iniziato le somministrazioni solo da poco, mentre 2,34 milioni sono over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione: uno zoccolo duro ormai difficile da scalfire.

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Per costringerli a cambiare idea all'orizzonte vi potrebbe essere solo un eventuale obbligo vaccinale anche mascherato dall'applicazione del super green pass per l'accesso al posto di lavoro. Ma una ipotesi di questo tipo cozza contro una realtà: se 9 milioni sono i non vaccinati servono 27 milioni di dosi che ad oggi non possono essere assicurate. Senza contare che c'è chi è in fila per la terza dose (circa 15 milioni di italiani) e chi (ancora) per la seconda.

Nella corsa ad assicurare che venga garantito l'obbligo costituzionale al lavoro i vaccini sarebbero invece negati a chi attende la terza dose ovvero circa il 50% degli oltre 31 milioni che ne avrebbe diritto ed è in paziente attesa? Alla media delle somministrazioni attuali (al 29 dicembre sono state somministrate 18.253.942 terze dosi) servirà tutto il mese per completare solo le richieste del richiamo ulteriore. Mentre oltre la metà dei sessantenni attende ancora la seconda dose. Chi saranno dunque i 15 milioni di italiani che questo mese potranno accedere al vaccino?

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Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 97,8% degli over 80 al 6,3% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto il 72,5%, nella fascia 70-79 il 57,9% e in quella 60-69 anni il 48,3%

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