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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
"Non è libertà"

Obbligo vaccinale a scuola: c'è chi dice no

A partire da mercoledì 15 dicembre 2021 tutto il personale della scuola dovrà essere vaccinato o guarito dal Covid per poter lavorare. Insorgono i sindacati

Le nuove restrizioni Covid decise dal governo Draghi il 24 novembre scorso per contenere la quarta ondata interessano anche il mondo della scuola. Tra le varie misure decise, infatti, è prevista l'estensione dell'obbligo vaccinale per nuove categorie di lavoratori: 

  • personale amministrativo della sanità;
  • docenti e personale amministrativo della scuola;
  • militari;
  • forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria), personale del soccorso pubblico.

Questo vuol dire che a partire da mercoledì 15 dicembre 2021 tutto il personale della scuola dovrà essere vaccinato. A partire da quella data per lavorare nelle scuole non basterà più il semplice Green Pass ottenuto anche con i tamponi, ma ci vorrà il Super Green Pass, certificato che si può ottenere solo se vaccinati o guariti dal Covid.

L'obbligo riguarda il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore.

A chi spettano i controlli? Secondo la norma saranno i dirigenti scolastici e i responsabili dei servizi ad assicurare il rispetto dell’obbligo vaccinale, anche se sembrano esserci ancora problemi di privacy visto che, almeno per il momento, le scuole non sono autorizzate a trattare dati sensibili relativi allo stato vaccinale del personale o degli studenti.

Cosa ne pensa il popolo della scuola? Secondo un recente sondaggio della rivista Orizzonte Scuola su 3.643 risposte, il 64,64% degli utenti ha detto no all'obbligo vaccinale, favorevoli il 35,36% del totale.

I sindacati chiedono la revoca dell'obbligo vaccinale per il personale scolastico

Insorgono i sindacati della scuola chiedendo l'immediata revoca dell'obbligo vaccinale. "La stragrande maggioranza di lavoratori della scuola (intorno al 95%) è già vaccinata, ma il governo, per nascondere incapacità e inefficienza, nonostante nelle scuole si stia lavorando regolarmente, impone la vaccinazione obbligatoria - scrive in una nota Cobas Scuola -. Una vessazione di cui non si comprendono le ragioni scientifico-sanitarie, poiché le aule continueranno a essere frequentate da una maggioranza (gli alunni) non vaccinata e, quindi, per evitare la diffusione della pandemia continuerà a essere determinante il rispetto delle regole (mascherine, uso del gel...), come ha fatto, dall'inizio dell'anno, tutto il personale, vaccinato e non". 

Il sindacato lamenta lo stato disastroso della scuola pubblica, spiegando che "all'apertura di questo nuovo anno scolastico ci siamo ritrovati nelle stesse pessime condizioni precedenti: personale (Docente e ATA) in numero insufficiente; presenza diffusa delle classi pollaio; nessun intervento significativo sull'edilizia scolastica; mancato rispetto della distanza di un metro fra gli alunni, grazie alla possibilità di deroga quando le classi sono numerose e/o le aule piccole; trasporti in condizioni disastrose".

Sulla stessa linea la Gilda degli Insegnanti, definendo l'obbligo vaccinale un "atto discriminatorio". Secondo il coordinatore nazionale del sindacato, Rino Di Meglio, "il governo non sta intervenendo sulle vere cause del contagio nelle scuole: due anni di pandemia non sono stati sufficienti all'esecutivo per intervenire sulle classi affollate, sul tracciamento dei contagi e sul problema dei trasporti, l'obbligo per gli insegnanti è semplicemente una foglia di fico. Viene solo tolta la libertà di scelta: l'obbligo vaccinale ci sia per tutti, studenti compresi, o per nessuno".

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