Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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In Italia si uccide sempre meno, ma gli omicidi delle donne sono i più cruenti

Nel nostro Paese il tasso di omicidi è più basso della media Ue ed in forte calo, ma il femminicidio resta un'emergenza. Una vittima su cinque è di nazionalità straniera

In Italia si uccide sempre meno. I dati dell’ISTAT riferiti al 2017 non fanno che confermare una tendenza emersa in modo abbastanza evidente già negli anni scorsi. Sono "solo" 357 (meno di uno al giorno) gli omicidi registrati lo scorso anno, con un tasso pari a 0,59 omicidi ogni centomila abitanti. Un valore, come dicevamo, in costante diminuzione, se pensiamo che nei primi anni ’90 in Italia c’erano tra i novecento e i mille omicidi all’anno (con punte di quasi duemila, come mostra il grafico in basso) e che nel 2010 il dato si attestava ancora sopra quota 500.

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In Italia dunque si uccide sempre meno in termini assoluti, ma anche rispetto agli altri Paesi Ue il numero di vittime per abitanti è molto basso, in ogni caso molto al di sotto della media.

In testa a questa speciale classifica (i dati in questo caso si riferiscono al 2016) troviamo Lettonia, Lituania ed Estonia seguiti da Belgio e Ungheria; in coda dopo l'Italia figurano nell'ordine Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca, Austria e Slovenia. La Francia è al di sopra della media Ue, la Gran Bretagna esattamente in media, Germania e Polonia al di sotto. E l’Italia? Occupa solo il 23° posto su 28 Paesi.

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Le vittime di sesso femminile

Le vittime sono molto spesso di sesso maschile (234 uomini e 123 donne). Ma il femminicidio resta un’emergenza. Chi sostiene che gli omicidi che hanno come vittime una donna sono in calo, non tiene infatti in considerazione un altro dato: nei primi anni novanta, si contavano cinque vittime di sesso maschile per ogni donna uccisa. Oggi gli uomini continuano quindi ad essere le vittime principali, ma il rapporto con l’altro sesso è ora di due a uno.

Gli omicidi delle donne sono i più cruenti

L’80,5% delle donne uccise è vittima di una persona che conosce: nel 43,9% dei casi è un partner (35,8% attuale, 8,1% precedente), nel 28,5% un parente (inclusi figli e genitori) e nell’8,1% un’altra persona conosciuta.

Gli omicidi a danno delle donne sono però eseguiti con modalità diverse da quelle degli uomini. L’analisi, condotta dal Ministero di Giustizia mostra infatti come gli omicidi delle donne siano più cruenti: le ferite da taglio inferte sono molteplici, i colpi mortali da arma da fuoco sono ripetuti, l’autore utilizza più modalità per uccidere. Su 417 sentenze esaminate, 355 di queste, l’85,5%, sono state classificate come "femminicidio", senza considerare quindi le donne uccise a seguito di una rapina e nel contesto della criminalità organizzata (dalla mafia).

Da questi dati emerge come nel 40,2% dei casi le donne siano colpite più volte con un’arma da punta o da taglio (coltelli da cucina, pugnali) per poi essere spesso anche soffocate. Nel 18% vengono strangolate mediante oggetti (cavi elettrici, fil di ferro, cinture) o con le mani nude, o vengono soffocate. Le armi improprie vengono impiegate nel 15,5% dei casi, ad esempio martelli, accette, picconi, bastoni, spranghe, mentre nel 12,8% viene fatto ricorso ad armi da fuoco. Nel 9% dei casi la vittima è uccisa senza l’uso di armi, con l’uso quindi della sola forza fisica (pugni, calci e testate), per poi essere successivamente strangolate. In altri casi è stato utilizzato liquido infiammabile.

Le vittime di omicidio sono straniere in un caso su cinque

Le vittime di omicidio sono straniere in un caso su cinque. Tale proporzione - scrive l'Istat - suggerisce una maggiore esposizione degli individui stranieri al rischio rispetto agli italiani (la popolazione residente straniera costituisce circa l’8,3% del totale).Tuttavia, la difficoltà di determinare con esattezza la popolazione straniera effettivamente presente nel

Paese non consente di operare comparazioni puntuali basate sui tassi per abitante. Ad ogni modo - secondo le stime più attendibili - gli stranieri irregolari presenti in Italia sono circa mezzo milioni (non si tratta di dati Istat).

Le regioni dove si uccide di più

Per quanto riguarda le singole regioni, i tassi di omicidio con uomini come vittime sono più alti in Campania, seguita da Calabria, Puglia e Sardegna; con vittime donne in Calabria, seguita da Friuli-Venezia Giulia, Campania e Sardegna.

Criminalità organizzata

Il 12,6% degli omicidi registrati in Italia è riconducibile alla criminalità organizzata. Il 95,5% di quelli compiuti tra il 1983 e il 2017 si concentra in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.

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