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Sabato, 28 Maggio 2022
Cosa sappiamo

Omicron 2, la sotto-variante ''corre'' in Europa: che cosa sappiamo

L'ultima mutazione si sta diffondendo molto rapidamente: in Danimarca rappresenta quasi la metà dei casi. Il virologo Falcone: ''La sotto-classe di Omicron è più diffusiva, ma potrebbe essere meno letale''

Mentre la variante Omicron continua a trainare l'impennata di contagi da Covid in diversi Paesi europei, Italia compresa, desta preoccupazione la cosiddetta Omicron 2, la sotto-variante con più mutazioni rispetto alla prima che si sta diffondendo rapidamente. Diversi di casi sono stati registrati nel Gran Bretagna, Cina, Israele, Danimarca, Australia, Canada e Singapore, mentre in Danimarca la sotto-variante rappresenta quasi la metà dei contagi.

Covid, la variante Omicron 2 "corre"

Cosa sappiamo su omicron 2? Purtroppo ancora poco.  Secondo quanto spiegato dalla comunità scientifica, dal momento che si tratta di una sotto-variante di Omicron, BA.2 (questo il nome tecnico di Omicron 2) deve essere considerata una "variante preoccupante", in quanto in grado di superare la protezione del vaccino, che rimane molto efficace contro il rischio di malattia grave. Secondo uno studio britannico pubblicato sul Business Standard la sotto-variante potrebbe essere non soltanto più contagiosa e trasmissibile, ma anche più violenta. Un'ipotesi al momento ''smorzata'' dai dati che arrivano dalla Danimarca: dalle analisi preliminari, ancora in attesa di conferma, sembra non vi sia differenza nel rischio di ricovero rispetto alla variante Omicron.

''Potrebbe essere meno letale"

Secondo il virologo Marco Falcone, professore associato di Malattie infettive dell'Università di Pisa e segretario della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Omicron 2 potrebbe invece rivelarsi meno letale: "Quello che si sa da alcuni Paesi del Nord Europa è che" la sotto-variante Omicron 2 "si diffonde più velocemente di Omicron. Però questo potrebbe voler dire che è più diffusiva o comunque vincente rispetto ad Omicron, ma non voler dire nulla dal punto di vista clinico. Anzi, la sotto-classe di Omicron ancora più contagiosa sarà verosimilmente anche meno letale e meno aggressiva". "Per il momento osserviamo il fenomeno. Il valore clinico di questa sotto-variante non è ancora chiaro, ma - conclude l'esperto - si può stare abbastanza tranquilli sul fatto che non ci saranno sorprese rispetto a Omicron. Se poi invece di Omicron avremo Omicron 2, ma il virus si comporta in maniera simile, dal punto di vista pratico-clinico ci cambia poco".

Il "caso" Belgio e la confusione con Delta

Nei giorni scorsi la nuova variante è stata individuata anche in Belgio dove, secondo gli esperti, la tipologia virale sarebbe facilmente confondibile con la variante Delta, dominante in Europa fino all'arrivo di Omicron.  Ad allertare le autorità sanitarie belghe era infatti l’alta prevalenza di Delta nel Paese nonostante gli esperti avessero previsto che tutte le nuove infezioni, entro la fine del 2021, sarebbero state attribuibili all'Omicron. L’individuazione della nuova versione di Omicron, nonostante i timori su come possa evolvere, da un lato ha tranquillizzato i virologi che in precedenza si interrogavano con preoccupazione sui motivi della permanenza di Delta. Quest’ultima variante, pur essendo meno facile da trasmettere rispetto a Omicron, ha maggiori probabilità di trascinare i pazienti verso forme gravi della malattia. La ‘resistenza’ di Delta aveva dunque allarmato la comunità scientifica nazionale per il suo probabile impatto sulle ospedalizzazioni.

Inoltre, secondo Dirk Ramaekers, capo della task force belga sulla vaccinazione, ''quest’ultima tipologia virale si sta diffondendo in Belgio e, a differenza dell’Omicron ‘semplice’, la BA.1, non viene rilevata con lo stesso processo di analisi. Per il momento si tratta solo di un numero esiguo di contagi, ma è difficile indicare una cifra certa''.

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