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Venerdì, 21 Gennaio 2022
"Tsunami di contagi"

Omicron + Delta: numeri da incubo

L'allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità: ''Sono minacce gemelle che fanno aumentare i contagi a livelli record e fanno impennare le ospedalizzazioni e i decessi''

L'azione combinata delle varianti Delta e Omicron del coronavirus sta provocando l'impennata di contagi a cui stiamo assistendo in questi giorni in diversi Paesi, europei e non. A confermarlo è il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus:  ''Delta e Omicron sono ora minacce gemelle che fanno aumentare i contagi a livelli record e fanno impennare le ospedalizzazioni e i decessi. Circolando contemporaneamente portano ad uno tsunami di casi''. Ghebreyesus si è detto "molto preoccupato" e ha nuovamente invitato le nazioni più ricche a condividere equamente i vaccini con quelle più povere.

"Omicron si sta muovendo così rapidamente, che oltre alla vaccinazione, sono necessarie anche misure sociali di salute pubblica per arginare l'ondata di infezioni, proteggere gli operatori e i sistemi sanitari, aprire le società e mantenere i bambini a scuola", ha osservato il Dg Oms evidenziando che "la pressione sui sistemi sanitari non è solo" legata ai "nuovi pazienti Covid che richiedono il ricovero in ospedale, ma anche a un gran numero di operatori sanitari che si infettano a loro volta". E poi ci sono i non vaccinati "i quali risultano molte volte più a rischio di morire per entrambe le varianti". E su questo fronte Tedros punta il dito contro la disinformazione "spesso diffusa da un piccolo numero di persone". E' stata "una distrazione costante, che ha minato la scienza e la fiducia negli strumenti sanitari salvavita. Nelle enormi ondate di casi Covid attualmente osservate in Europa e in molti Paesi del mondo, la disinformazione che ha portato a esitazioni sul vaccino si sta ora traducendo nella morte sproporzionata dei non vaccinati".

"Rimango ancora ottimista sul fatto che possa essere l'anno in cui porremo fine alla fase acuta della pandemia di Covid". È l'auspicio di Ghebreyesus che traccia un bilancio di questi di questi lunghi mesi di lotta al coronavirus Sars-CoV-2, da quando nel dicembre 2020, "mentre le persone si riunivano per le celebrazioni di Capodanno, è emerso come una nuova minaccia globale" (proprio in questi giorni di 2 anni fa veniva reso noto che "44 casi di polmonite di origine sconosciuta" erano stati scoperti "nella città di Wuhan, in Cina"). E guarda al 2022, sperando che si possa continuare a "tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza sanitaria". Il Dg riavvolge il nastro della pandemia: "Sebbene avessimo poche informazioni", nei primi giorni in cui emergevano le prime notizie, "avevamo abbastanza esperienza per sapere che sembrava una cosa seria". Entro le prime 3 settimane del 2020 "la condivisione del genoma del virus ha innescato lo sviluppo della diagnostica". Poi si è attivata una "catena di approvvigionamento, con voli di solidarietà che fornivano dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari e forniture mediche e di ossigeno per i pazienti".

Pian piano sono emerse le prime armi. Ad aprile 2020 nasce la piattaforma Act Accelerator, per garantire il più ampio accesso a test terapie e vaccini anti-Covid. "Un comune corticosteroide si è rivelato efficace nel ridurre il rischio di morte nei soggetti con malattia grave. Lo sviluppo di nuovi vaccini si è dimostrato così efficace nel ridurre malattie gravi e decessi" da rappresentare un caso scientifico. "Tuttavia, mentre la scienza ha dato risultati, la politica troppo spesso ha trionfato sulla solidarietà", ha ammonito Tedros. I numeri di Covid sono drammatici "Se ci sono stati 1,8 mln di morti registrati nel 2020, nel 2021 ne abbiamo avuti 3,5 milioni e sappiamo che il numero effettivo è molto più alto". Nonostante tutto, e nonostante la preoccupazione per Omicron, il Dg Oms si dice ottimista sul fatto che il 2022 possa essere l'anno della svolta. Anche per la ricerca sul virus. "È di vitale importanza che il gruppo di esperti" istituito per occuparsi di questo "possa sviluppare un percorso per la ricerca scientifica sugli agenti patogeni, anche per le origini di Sars-CoV-2. Speriamo di vedere rapidi progressi nel nuovo anno".

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