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Martedì, 25 Gennaio 2022
Covid

Qual è il vero problema con Omicron

I casi "ufficiali" in Italia sono meno di 100, ma la variante si innesta su un'ondata di Delta già presente. Anche se potrebbe comportare un rischio di ospedalizzazione inferiore del 29% rispetto al virus originale, le previsioni per l'inverno sono fosche. Con il rischio di 100mila contagi al giorno, gli effetti sono inevitabili per tutti in vari ambiti, dal lavoro alla scuola. A fine anno avremo i primi dati solidi e capiremo che 2022 ci aspetta

La variante Omicron, di cui ancora sappiamo poco (se non che si trasmette con estrema facilità), si innesta su un'ondata di variante Delta già presente. Le misure adottate fin qui si scontrano con la stagione fredda: che ci sarebbe stato un aumento notevole dei contagi da novembre a febbraio era messo in conto da molti esperti, anche senza la nuova variante. Inevitabile.

Circa il 10 per cento dei nuovi casi di coronavirus in Francia si sospetta che siano riconducibili alla variante Omicron secondo il ministro della Salute Olivier Veran, che ha definito la Omicron "molto, molto, molto più contagiosa della variante Delta". In Italia i casi ufficiali sono poche decine ma potrebbero realisticamente essere molti di più. A Londra Omicron sarebbe responsabile del 72 per cento dei nuovi casi. Il sindaco Sadiq Khan si è detto "immensamente preoccupato" per la diffusione della variante del coronavirus, ora dominante nella capitale britannica, e ha attivato una procedura di allerta che prevede una risposta coordinata dei servizi pubblici. "L'aumento del numero di casi della variante Omicron nella nostra capitale è di immensa preoccupazione", ha detto in una nota l'esponente laburista, annunciando di aver dichiarato per la seconda volta dall'inizio della pandemia un "incidente grave". Nel Regno Unito e in Danimarca i casi riconducibili alla nuova variante aumentano in modo esponenziale, quasi raddoppiando giorno su giorno. Negli Usa succederà lo stesso tra una o due settimane.

Omicron in Italia: ultime notizie

Sono saliti a 84 sabato i casi totali di variante Omicron del coronavirus in Italia, secondo l'Istituto superiore di Sanità. Il dato è "in forte crescita". La maggior parte delle segnalazioni è arrivata da Lombardia (33) e Campania (20), ma in generale la variante è segnalata in 13 Regioni: 8 nel Lazio, 7 in Puglia, 5 in Veneto, 2 in Piemonte ed Emilia Romagna, una in Abruzzo, Calabria, Liguria, Sardegna, Sicilia, Toscana e 1 a Bolzano. 

La presenza della variante Omicron nel nostro Paese "era largamente attesa, in linea con quanto osservato anche negli altri Paesi, ed è probabile un aumento dei casi nei prossimi giorni" afferma il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro. La "crescita del numero dei casi depositati - rileva - testimonia l'efficienza della rete di monitoraggio e dei sistemi messi in campo per seguire l'evoluzione della variante. Restano fondamentali le raccomandazioni date finora, di iniziare o completare il ciclo vaccinale anche con la terza dose, usare la mascherina e seguire le misure individuali e collettive per ridurre al minimo la diffusione del virus", sostiene Brusaferro.

Sulla variante Omicron "le notizie, ancora parziali, ci segnalano che è insidiosa e problematica, con tutta probabilità con una maggiore probabilità di contagiare. I numeri in Italia sono ancora limitati, nell'ultima verifica fatta dalle nostre istituzioni sanitarie risulta ancora una presenza marginale, ma vorremmo ancora verificare: proprio in queste ore il Ministero della Salute ha deciso che lunedì si farà una nuova 'flash survey', una verifica delle diverse varianti nel Paese, per capire quanto sta crescendo Omicron, con che ritmo, anche rispetto all'andamento epidemiologico". Così oggi ha parlato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Omicron causa un Covid meno grave?

Donato Greco, epidemiologo del Cts e padre fondatore degli Ecdc europei, ha spiegato di recente che "gli ultimi studi dei genetisti che abbiamo potuto osservare mostrano come gli epitopi, ossia le piccole parti degli antigeni che si legano agli anticorpi specifici, si fermino nelle prime vie respiratorie, impedendo così al virus di provocare le polmoniti che sono la prima causa di ospedalizzazioni e morti". Tuttavia "Omicron ha una trasmissibilità elevata e anche se in questo momento nel nostro Paese è presente in meno dell'1% dei casi è comunque destinata a dilagare anche da noi".

Anche ipotizzando una minore patogenicità della Omicron gli scienziati dell'Università di Birmingham hanno previsto la cancellazione di 100mila interventi chirurgici da qui a febbraio 2022. Se ovviamente tutti si augurano che anche in caso di aumento dei contagi gli ospedali "tengano" (i ricoveri sono un quinto dello scorso anno di questi tempi), c'è chi si interroga sulla tenuta sociale davanti a uno scenario con 100mila contagiati al giorno. Facendo due rapidi calcoli, con un minimo di 10 contati stretti per ciascun positivo significherebbe ogni 24 ore mettere in quarantena un milione di persone. Impensabile. Un'ondata del genere metterebbe a serio rischio produzione, scuola e servizi essenziali nel giro di qualche settimana, se gestita come sono state gestite le ondate precedenti.

Cosa succederà nell'inverno alle porte

Supponiamo di avere due virus, con uno che è due volte più trasmissibile dell'altro (Omicron in realtà è da tre a cinque volte più trasmissibile di Delta). E supponiamo che passino cinque giorni da quando una persona si infetta a quando altre si contagiano. Dopo 30 giorni il virus più trasmissibile causa 64 volte nuovi casi in più rispetto a quello meno trasmissibile. "Se contiamo sull'idea che la variante Omicron sia più mite per superare l'inverno, allora faremmo meglio a sperare che sia davvero, davvero mite" ha scritto su The Atlantic l'esperta Sarah Zhang.

I vaccini ridurranno in parte la percentuale di ricoveri tra i nuovi contagiati, soprattutto perché Omicron sta infettando molte persone vaccinate. Ma è una lunga salita quella della curva esponenziale. Inoltre, quando tanti casi si accumulano tutti in una volta, i loro effetti iniziano a riversarsi nella vita di coloro che non sono malati. Se Omicron attraversa un luogo di lavoro medio-piccolo la situazione può essere gestita relativamente agevolmente. In una grossa azienda i problemi sono ben maggiori. Se quel posto di lavoro è una scuola, allora la scuola dovrà chiudere, sconvolgendo la vita di ogni bambino e genitore. Se quel luogo di lavoro è un ospedale, i medici e gli infermieri non possono lavorare. Un numero enorme di persone che si contagiano tutte insieme cambia la realtà quotidiana di un paese. Soprattutto impatta su ospedali che, come sempre in questo periodo dell'anno, stanno già affrontando l'influenza e altri virus invernali.

I dati dell'ente di assicurazione sanitaria del Sudafrica suggeriscono - scrive Zhan su The Atlantic - che Omicron "potrebbe comportare un rischio di ospedalizzazione inferiore del 29% rispetto al virus originale, se il dato è aggiustato per fattori di rischio tra cui età, sesso, stato di vaccinazione e infezione precedente documentata, ma molte infezioni precedenti potrebbero essere non documentate, il che farebbe sembrare la riduzione del rischio maggiore di quanto non sia in realtà".

A cavallo tra 2021 e 2022 avremo i primi dati solidi su Omicron: e capiremo che 2022 ci aspetta.

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