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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Strategie

Totoquirinale: perché Omicron cambia le carte in tavola

Il picco della nuova ondata potrebbe coincidere con la convocazione dei 1.009 grandi elettori. Non è campata per aria l'ipotesi che che fino al 10 per cento possa marcare visita: il raggiungimento del quorum sarà più complicato

Omicron può cambiare le carte in tavola nella corsa al Quirinale? La risposta è: in parte sì. Questione di numeri, non di nomi. Il picco della nuova ondata in Italia potrebbe coincidere, tra un paio di settimane, con la convocazione dei 1.009 grandi elettori a Montecitorio. Quello di Draghi è l’unico nome a oggi su cui potrebbe esserci una convergaza ampia già alla prima votazione ma, per dirla con Roberto Calderoli, chi fa nomi prima del 10 gennaio "è un pazzo". 

L'impatto di Omicron sull’elezione del Capo dello Stato potrebbe mischiare le carte in tavola, in prima battuta per una questione prettamente logistica: sono allo studio misure straordinarie per garantire la sicurezza nei giorni del voto. Il virus potrebbe tenere lontano da Montecitorio un numero consistente di Grandi elettori. Rendendo quindi più difficoltoso il raggiungimento del quorum. E il quorum va comunque raggiunto, non si scappa.

Il costituzionalista della Sapienza Gaetano Azzariti, lo mette in chiaro parlando a Repubblica. Cosa succede se in aula dovesse risultare assente fino al 10 per cento dei grandi elettori? "Semplicemente sarà più complicato raggiungere i quorum prescritti in Costituzione. Due terzi per le prime tre votazioni, maggioranza assoluta per le successive. Un fatto è certo, i numeri sono questi, si riferiscono ai componenti dell’assemblea, ovvero agli aventi diritto al voto, e dunque non possono essere ridotti". Non si possono fare eccezioni, nemmeno in tempi di pandemia: "Assolutamente no. La Costituzione espressamente prevede all’articolo 64 che le deliberazioni del Parlamento siano adottate “a maggioranza dei presenti”, ma aggiunge “salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale” com’è richiesto, nel nostro caso, dall’articolo 83 [...] Quest’emergenza semmai richiede di eleggere il più rapidamente possibile il capo dello Stato e smuovere le forze politiche per trovare al più presto un accordo", ragiona il professore.

Servono 673 voti per eleggere il nuovo inquilino del Colle nelle prime tre votazioni. Non ci sono mai stati vasti focolai nelle due camere del parlamento in questi due anni. A fine ottobre 2020 a Montecitorio ci furono almeno 18 positivi e una cinquantina di deputati in isolamento. Al Senato i numeri sono stati sempre più bassi: al massimo cinque contagiati e una ventina di colleghi in quarantena. Cifre mai rese ufficiali per via della privacy. Ma Omicron è molto più contagiosa, e non è campata per aria l'ipotesi che che fino al 10 per cento dei Grandi elettori, un centinaio, possa marcare visita proprio nei giorni più importanti della legislatura. "Il raggiungimento del quorum sarà più complicato, mi sembra lapalissiano - dice Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato del Pd - E candidature di parte, sul filo dei voti, potrebbero essere penalizzate".

Matteo Salvini ha garantito a Silvio Berlusconi che il suo partito sarà compatto sul suo nome. E lo stesso ha ripetuto anche ieri per Fratelli d’Italia Ignazio La Russa. L’ex premier per ora non scopre le carte. L’ex premier, rivela il Sole 24 Ore, sta lavorando alacremente sui numeri. Chi gli è vicino però teme le imboscate del fuoco amico e cioè di coloro che in pubblico gli assicurano lealtà e poi nell’urna però gli volteranno le spalle. Non a caso una vecchia volpe come Umberto Bossi si dice convinto che alla fine la spunterà non Berlusconi bensì Pier Ferdinando Casini. Alla Camera più di qualcuno ieri si diceva certo che alla fine sarà proprio Renzi a lanciare la candidatura ufficiale di Draghi al Colle, secondo il quotidiano di Confindustria. 

Non la pensa così la Stampa, secondo cui Renzi invece "non guarda di buon occhio la maggioranza larga che si formerebbe intorno all'attuale presidente del Consiglio perché sancirebbe, di fatto, l'irrilevanza dei suoi voti al momento della conta, mentre il leader di Italia viva vorrebbe essere il king maker di questa elezione, come lo era stato per quella di Sergio Mattarella". Strategie in divenire, Omicron permettendo. Solo tre presidenti della Repubblica sono stati eletti alla prima votazione (De Nicola, Cossiga, Ciampi). Il Covid potrebbe accelerare i tempi e ridurre le sedute. Nessuno si augura i 23 scrutini necessari per eleggere Saragat e Leone.

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