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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Opzione Donna: tempi e requisiti per l'anticipo pensionistico

Tutte le informazioni per Opzione donna

Vorresti sapere quali sono i requisiti per ottenere la pensione anticipata? Nel corso dei prossimi paragrafi andremo a scoprire Opzione Donna, un trattamento pensionistico specifico riservato alle lavoratrici autonome o dipendenti.

Quali sono i requisiti per accedervi? Quali le regole da rispettare per ottenerlo? Qual è la durata? Come viene calcolato l’importo dell’assegno? Come avviene il computo dei contributi? Scopriamolo insieme di seguito.

La normativa

Con il termine Opzione Donna si identifica uno specifico trattamento pensionistico che è riservato esclusivamente alle lavoratrici autonome o dipendenti. Per accedere a tale opportunità, è necessario che entro il 31 dicembre 2021 la lavoratrice in questione abbia maturato i requisiti previsti dalla normativa.

Si tratta di una misura che viene calcolata attraverso il metodo contributivo. Tale provvedimento è stato inserito per la prima volta nella nostra legislazione per il periodo 2008-2015. La normativa di riferimento è la legge n. 243 del 2004, articolo 1 comma 9, (meglio riconosciuta anche come Riforma Pensionistica Maroni). Nel testo di legge viene convalidata l’opportunità di accedere al diritto all’accesso alla pensione di anzianità nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una situazione che prevede il versamento di almeno 35 anni di contributi. Oppure nel caso in cui sia stata maturata un’età anagrafica pari o superiore a 57 anni per le donne con contratto di lavoro dipendente e a 58 anni per le lavoratrici autonome.

 Opzione Donna viene applicata nei confronti delle lavoratrici donne che abbiano deciso di richiedere la liquidazione della propria pensione, seguendo il calcolo previsto nel decreto legislativo n. 180 del 30 aprile 1997. La normativa di riferimento, inoltre, ha previsto come termine ultimo il 31 dicembre 2015, data in cui il Governo si impegna a controllare gli esiti della suddetta sperimentazione al fine di valutare una sua eventuale proseguimento negli anni a venire.

Considerato il successo riscontrato durante questa fase sperimentale, il Governo ha deciso di istituire tale trattamento pensionistico secondo l’articolo 16 del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019 che, in seguito, è stato convertito con modificazioni dalla legge n. 26 del 28 marzo 2019. Tale decreto ha confermato le categorie di lavoratrici a cui è rivolta tale opportunità, ma ha cambiato il requisito anagrafico, che è stato fissato in 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le lavoratrici autonome.

La manovra di bilancio del 2022 ha prorogato tale opportunità al 31 dicembre 2021, secondo quanto riportato all’interno dell’articolo 1 comma 94 della legge 234 del 2021.

Chi ne può usufruire

Opzione Donna si rivolge a tutte le lavoratrici donne che svolgono il proprio impiego in modo autonomo e dipendente (sia nel settore pubblico che privato) e che risultano aver maturato i requisiti di contribuzione previsti dalla normativa al 31 dicembre 1995. Le destinatarie in questione, inoltre, per accedere a tale opportunità devono essere iscritte all’assicurazione generale obbligatoria e ai suoi fondi sostitutivi o esclusivi.

Non possono accedere a tale trattamento pensionistico, quindi, coloro che:

?       Hanno esercitato l’opzione al sistema contributivo con effetti sostanziali;

?       Sono iscritte alla gestione separata Inps (secondo quanto specificato all’interno dell’art. 2, comma 26 della legge 335 del 1995);

?       Hanno già maturato il diritto ad accedere alla pensione;

?       Hanno usufruito delle misure a favore degli “esodati” (secondo quanto riportato nel messaggio Inps 219 del 2013);

Requisiti

Per accedere a Opzione Donna è necessario aver maturato entro il 31 dicembre 2021 i seguenti requisiti:

?       Aver conseguito almeno 35 anni di anzianità contributiva;

?       Aver compiuto 58 anni di età anagrafica per le lavoratrici dipendenti;

?       Aver compiuto 59 anni di età anagrafica per le lavoratrici autonome

I 35 anni di anzianità contributiva vengono calcolati senza tener conto di eventuali periodi di malattia, delle settimane di disoccupazione e/o di aver ottenuto prestazioni equivalenti. Nel computo finale vengono inseriti anche i contributi che sono stati accreditati o versati di diversa natura, come:

?       Contributi obbligatori

?       Contributi da riscatto

?       Contributi da ricongiunzione

?       Contributi volontari

?       Contributi figurativi

Nel caso in cui si stia vagliando l’ipotesi di presentazione della domanda per accedere ad Opzione Donna, non bisogna dimenticare che non è possibile sommare i contributi versati all’interno di diverse gestioni pensionistiche. Questo significa che, ad esempio, le lavoratrici che hanno versato i contributi in diverse casse previdenziali, hanno l’opportunità di unire tali somme richiedendo la loro ricongiunzione. Ma questa condizione non è gratuita, bensì a pagamento.

Un'ulteriore prerogativa per accedere a tale trattamento pensionistico riguarda la richiesta di volgere al termine il rapporto da lavoro dipendente in essere. Nel caso in cui, invece, la lavoratrice dovesse lavorare in modo autonomo, non è indispensabile la cessazione della propria attività.

A tal proposito, è doveroso specificare che le donne che hanno un impiego all’interno del settore dell’istruzione oppure presso gli studi di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) che vogliono accedere ad Opzione Donna, dovranno presentare domanda richiesta di terminare il proprio rapporto di lavoro entro il 28 febbraio 2022. Gli effetti di tale domanda si potranno avere a partire dal successivo anno scolastico (o accademico).

Finestra mobile

Questo trattamento pensionistico agevolato è soggetto ad una finestra mobile. Con questo termine ci si riferisce alla possibilità che concede la normativa di prevedere un lasso di tempo variabile tra il momento in cui risultino essere maturati i requisiti utili e quello relativo all’inizio effettivo della pensione. Nella pratica, questo vuol dire che una lavoratrice che ha maturato i requisiti, non significa che riceva in automatico Il primo assegno.

Il lasso di tempo variabile previsto da tale trattamento pensionistico agevolato è di:

?       12 mesi dal momento in cui sono stati maturati i contributi i requisiti (per le lavoratrici dipendenti);

?       18 mesi dal momento in cui sono maturati i requisiti (per le lavoratrici autonome)

Decorrenza

In seguito all’entrata in vigore della legge di bilancio 2022, l’Inps ha specificato che la data di decorrenza di Opzione Donna non può essere anteriore:

?       Al 2 gennaio 2022, nel caso delle lavoratrici dipendenti che abbiano una liquidazione pensionistica che viene calcolata in forma esclusiva dall’assicurazione generale obbligatoria;

?       Al 1 febbraio 2022, prevista sia per le lavoratrici dipendenti che quelle autonome, la cui pensione risulti essere a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti FPLD e gestioni speciali dei lavoratori autonomi e/o delle sue forme sostitutive.

La normativa prevede che sia possibile accedere ad Opzione Donna anche in seguito al termine del regime opzionale. Da quando si maturano i requisiti necessari per accedere, quindi, si può fare richiesta di ottenere questo trattamento pensionistico anche in seguito alla prima data di decorrenza utile. Tale opzione è prevista dal principio della cristallizzazione del diritto a pensione.

Come fare richiesta

La richiesta per accedere ad Opzione Donna (secondo quanto specificato dall’Istituto nazionale di previdenza sociale attraverso il messaggio n. 169 del 13 gennaio 2021) deve essere presentata all’Inps attraverso i seguenti canali:

?       call center al numero verde 803164 (solo per chiamate da rete fissa) oppure 06.164164 (da smartphone);

?       enti di patronato ed eventuali altri intermediari certificati dell’Istituto;

?       sito istituzionale INPS (www.inps.it)

Nel caso in cui la lavoratrice volesse inoltrare la domanda in autonomia attraverso il sito istituzionale dell’Inps, può farlo. L’importante è che si autentichi inserendo le proprie credenziali attraverso Spid, CNS, CIE o PIN (quest'ultimo caso riguarda solamente le cittadine straniere che non dispongono ancora di un documento di riconoscimento italiano). Generalmente, i tempi di elaborazione della richiesta ammontano a 55 giorni.

Come si calcola l’importo dell’assegno

L’assegno pensionistico che spetta a coloro che hanno fatto richiesta di adesione ad Opzione Donna (secondo quanto riportato all’interno del decreto legislativo n. 180 del 1997) viene calcolato attraverso il metodo contributivo. Attraverso questo sistema, vengono presi in considerazione solo l’ammontare che è stato accantonato o versato nell’arco della vita lavorativa della lavoratrice. Dal totale di questi versamenti (che prende il nome di montante) viene quantificato poi l’importo dell’assegno mensile che verrà corrisposto mensilmente solo in seguito all’applicazione di specifici parametri.

Rispetto a quanto avviene nel caso del sistema retributivo, l’assegno pensionistico calcolato interamente secondo sistema contributivo provoca generalmente una riduzione che può oscillare tra il 25% e il 30%. Questo sistema di computo viene applicato seguendo come data di decorrenza il 31 dicembre 1995 per coloro che fanno richiesta di accedere al trattamento Opzione Donna. Questo significa, quindi, che per gli anni precedenti la cifra viene calcolata secondo sistema retributivo.

Non bisogna dimenticare che il sistema retributivo verrà applicato per tutto il 2011 per tutti coloro che, alla data del 31 dicembre 1995, risultano aver maturato almeno diciotto anni di contributi versati.

I contributi esclusi

A coloro che vogliono accedere al trattamento pensionistico previsto da Opzione Donna, non potranno vedersi applicare le agevolazioni previste dalla Legge Dini (articolo 1 comma 40 della legge n. 335 del 1995).

Ne consegue, quindi, che vengono esentati dal computo di anzianità contributiva:

?       Assenza dal proprio impiego per motivi inerenti ad educazione o assistenza dei figli fino al compimento di sei anni di età;

?       Assistenza al coniuge o al genitore convivente;

?       Assistenza ai figli di qualsiasi età

Accedendo a questo trattamento pensionistico, infine, non viene riconosciuto l’anticipo dell’età pensionabile pari a 4 mesi per ciascun figlio per un massimo di un anno.

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