Venerdì, 14 Maggio 2021

Zona rossa e arancione: l'ordinanza di Speranza oggi sulle regioni e le due che potrebbero cambiare colore

Anche se undici territori hanno attualmente numeri da zona gialla, in virtù del decreto primo aprile 2021 del governo Draghi i territori possono essere collocati soltanto in zona rossa o arancione. E per i numeri del contagi si attendono soltanto due spostamenti 

Oggi il ministro della Salute Roberto Speranza pubblicherà l'ordinanza che porterà da lunedì 19 aprile ai cambi di colore delle regioni. Anche se undici territori hanno attualmente numeri da zona gialla, in virtù del decreto primo aprile 2021 del governo Draghi i territori possono essere collocati soltanto in zona rossa o arancione. E per i numeri del contagi si attendono soltanto due spostamenti. 

Zona rossa e arancione: l'ordinanza di Speranza oggi sui colori delle regioni

Ovvero quello della Campania, che dovrebbe passare oggi da zona rossa ad arancione, e quello della Sicilia, che invece potrebbe fare il percorso inverso e passare dall'arancione al rosso. La Sicilia si aggiungerebbe così a Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta nell'area delle misure più restrittive. Mentre la Campania raggiungerebbe Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento.

Cosa succede in Sicilia e perché l'isola rischia la zona rossa? Innanzitutto è alto il numero dei positivi al coronavirus, che ieri erano 1450 su 30.427 tamponi processati, con un'incidenza di positività pari al 4,8%. Attualmente la regione è quarta nella classifica dei contagi giornalieri secondo il bollettino del ministero della Salute sull'emergenza Covid-19. Le vittime totali sono arrivate a 5107 ma soprattutto la fondazione Gimbe nel suo report periodico segnala che nella regione nella settimana 7-13 aprile è notevolmente peggiorato l'indicatore relativo ai "casi attualmente positivi per 100 mila abitanti": sono 506 i casi per 100 mila abitanti un + 9,3% rispetto alla settimana precedente. La percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, dice Gimbe, è pari al 6,5% (media Italia 6,8%).

La Regione siciliana intanto ha siglato un accordo con Federfarma per poter eseguire direttamente in farmacia tamponi antigenici rapidi e test sierologici. Le farmacie associate che aderiranno all'iniziativa, potranno allestire al proprio interno, o in un luogo aperto nelle immediate vicinanze, uno spazio per l'esecuzione dei test nel rispetto della normativa igienico-sanitaria e garantendo, allo stesso tempo, la riservatezza degli utenti. Il presidente della Regione Nello Musumeci annuncia anche un accordo con gli infermieri, "per chiedere a ognuno per il proprio ruolo di andare a cercare direttamente al domicilio l'anziano perché abbiamo bisogno di non abbandonare a se stessa questa fascia di popolazione fragile". E gli hub vaccinali siciliani si preparano all'Open weekend, da domani a domenica, per accogliere i cittadini (che non rientrano tra i soggetti fragili) di età compresa tra 60 e 79 anni che potranno ricevere la somministrazione di vaccini Vaxzevria (AstraZeneca) senza bisogno di prenotazione.

Le riaperture: il ritorno della zona gialla e i ristoranti aperti la sera

I cambi di zona con l'ordinanza di venerdì 16 aprile del ministero della Salute e le undici regioni con numeri da zona gialla 

Per quanto riguarda la Campania invece sotto la lente c'è la classificazione del livello di rischio nelle ultime due settimane, quelle decisive per la scelta della zona nel report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute. La regione amministrata da Vincenzo De Luca è alle prese con numeri particolari da qualche tempo. Ieri i positivi erano 2.224, dato analogo a quello del giorno prima, di cui 609 sintomatici, su 20.325 tamponi molecolari esaminati. Malgrado le settimane in zona rossa non accenna a flettere la curva del contagio, con un indice di positività (relativo ai soli test molecolari) del 10,94%, in crescita di mezzo punto percentuale in 24 ore. 

Eppure nel frattempo - ovvero nelle due settimane precedenti - l'incidenza dei casi ogni centomila abitanti è scesa dai 232 nella settimana dal 26 marzo al primo aprile ai 199 dal 2 all'8. Anche l'indice di contagio Rt, secondo indicatore per ordine di importanza nella decisione sul colore da assegnare alla regione, è in discesa da 1,33 a 1,19. I numeri per la zona arancione ci sono. Eppure proprio l'incidenza, spiega oggi Il Mattino, è un continuo saliscendi in questi ultimi tempi e non c'è una tendenza chiara di discesa. Anzi: da ieri è in risalita. E la media stessa dei contagi è aumentata di 300 unità in una settimana. Per questo anche se la Campania finirà in zona arancione dovrà comunque fronteggiare molti rischi. 

Intanto da ieri sappiamo che sono undici le regioni (più le due province autonome di Trento e Bolzano) che vedono un rallentamento della corsa dell'epidemia di coronavirus Sars-CoV-2. Mentre ce n'è una, la Sicilia, che rischia la zona rossa. Valle d'Aosta, Sardegna e Puglia dovrebbero rimanere nell'area a maggiori restrizioni. La Campania invece, spiega oggi Repubblica, va verso la zona arancione visto che ha un Rt inferiore all’1,25 e oggi avrà la conferma che pure l’incidenza è sotto il livello che porta nello scenario con più restrizioni, e cioè è inferiore a 250 casi settimanali per 100mila abitanti.

L'incidenza dei casi settimanali ogni centomila abitanti dovrebbe essere in media di 182. Le regioni in cui è superiore alla soglia di 250 dovrebbero essere solo la Puglia e la Valle d'Aosta, mentre la Sardegna ha un indice di contagio Rt ancora troppo alto per uscire dalla zona rossa. Tra le regioni monitorate e che presentano particolari criticità vi è senza dubbio il Piemonte (che veniva da un Rt 0.9) con una incidenza a 215 al limite dal passaggio in fascia di rischio alto (250) e un incremento di casi al 4%. Tra le sorvegliate speciale la Basilicata (Rt 1.15 nell'ultima misurazione) ma tra le regioni con più nuovi casi negli ultimi giorni (incidenza 214) e in progressiva crescita del 4%. 

Con la zona gialla sospesa per decreto c'è il solo Molise ad ambire al passaggio in zona bianca ma ha ancora una incidenza nei sette giorni di 64 nuovi casi per 100mila abitanti, superiore alla soglia nonostante una situazione dei contagi incoraggiante e sostanzialmente stabile: nell'intera regione sono appena 600 le persone attualmente positive. Invece i numeri da zona gialla ce li hanno le province autonome di Trento e Bolzano, l'Abruzzo, la Calabria, l'Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia, il Lazio, la Lombardia, le Marche, l'Umbria e il Veneto. Ma in virtù del decreto del governo Draghi che ha sospeso la zona gialla tutte queste regioni dovranno in ogni caso attendere, e sperare che i loro numeri non peggiorino successivamente, per entrare nella zona gialla. 

Le linee guida delle Regioni per la riapertura

Intanto ieri le regioni hanno varato la loro proposta sulle riaperture con un vademecum che consente la ripresa della ristorazione. Si tratta di "misure che possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purche' integrate con strategie di screening periodico del personale non vaccinato", scrivono nella bozza trasmessa al governo. La bozza dei governatori prevede che siano accessibili informazioni anche in lingua straniera, prodotti per l'igienizzazione delle mani in piu' punti del locale, il divieto di assembramenti al di fuori del locale, privilegiare l'accesso tramite prenotazione.

I tavoli devono essere disposti in modo da garantire almeno 2 metri di separazione tra i clienti negli ambienti al chiuso, e di almeno 1 metro di negli ambienti all'aperto. Dopo le 14, bisogna consentire solamente la consumazione al tavolo. "I ristoratori dovranno favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l'uso", oppure cartacei ma usa e getta. Gli esercenti dovranno privilegiare l'utilizzo degli spazi esterni. Particolare cura va riservata all'areazione dei locali al chiuso. Ovunque sia possibile è vietato il ricircolo dell'aria.

Sempre secondo la bozza nei locali che non dispongono di posti a sedere, bisognerà consentire l'ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione. Tornano anche i buffet, "somministrati" da "personale incaricato, escludendo la possibilita' per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l'obbligo del mantenimento della distanza e l'obbligo dell'utilizzo della mascherina". Il self-service e' consentito solo per buffet realizzati con prodotti monodose. In fila è necessario stare ad almeno un metro di distanza. Ove possibile bisogna favorire modalita' di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo.

Tornano anche i giochi di società. Nei luoghi di ristorazione "sono consentite le attivita' ludiche che prevedono l'utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione, quali ad esempio le carte da gioco". Le regioni indicano tuttavia una serie di prescrizioni da rispettare "rigorosamente: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro sia tra giocatori dello stesso tavolo sia tra tavoli adiacenti. Nel caso di utilizzo di carte da gioco e' consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi".

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