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Giovedì, 9 Febbraio 2023
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"Niente multe per chi chiede l'elemosina senza disturbare"

Il presidente della Repubblica Mattarella ha accolto il ricorso presentato contro l'ordinanza anti-elemosina del sindaco di Carmagnola, che è stata così annullata

Un sindaco non può colpire con provvedimenti punitivi chi si limita a chiedere l'elemosina senza molestare o infastidire nessuno. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha accolto il ricorso straordinario presentato dalle associazioni "Avvocato di strada" e "Karmadonne" contro l'ordinanza di divieto di accattonaggio generico emessa nel novembre 2016 dal sindaco di Carmagnola, nel torinese, che prevedeva tra l'altro anche una multa verso chi chiedeva l'elemosina senza provocare alcun disturbo. L'accattonaggio molesto è già un reato perseguibile dalla legge mentre l'ordinanza del sindaco di Carmagnola andava a colpire direttamente chiunque chiedesse la carità. In merito c'era già stato il parere contrario del Consiglio di Stato ma l'ultima parola restava al presidente della Repubblica, che ora si è espresso. 

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L’avvocato Alessandra Ballerini, legale dei ricorrenti, e le associazioni firmatarie del ricorso hanno dichiarato: "Siamo soddisfatti che venga stigmatizzato l’atteggiamento di quei sindaci che anziché preoccuparsi di combattere la povertà nei loro comuni puniscono i poveri, attraverso ordinanze che dovrebbero utilizzare solo per emergenze e non certo per colpire gli indigenti. Va ricordato che la solidarietà è uno dei principi fondamentali della nostra democrazia, tanto da essere sancita come 'dovere inderogabile' dalla nostra Costituzione. Come associazioni nate per difendere gli ultimi era nostro dovere proporre il ricorso straordinario al Capo dello Stato perchè venisse dichiarata l’illegittimità di una simile ordinanza”.

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“Chi chiede l’elemosina – aggiunge il presidente dell’Associazione Avvocato di strada Onlus Antonio Mumolo – generalmente lo fa perché non ha nessuna altra possibilità. Spesso sono persone che hanno semplicemente perso il lavoro e che sono finite in strada perché prive di qualsiasi reddito. Se gli si fa una multa non li si toglie dalla strada, semplicemente si aggrava ancora di più la loro situazione. Con il ricorso abbiamo chiesto al Presidente della Repubblica della Repubblica di annullare l’ordinanza e con nostra grande soddisfazione il Capo dello Stato ha accolto le nostre ragioni, l’ordinanza è stata ritenuta illegittima e quindi è stata annullata”.

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