Martedì, 9 Marzo 2021
Tutto dipenderà dall'andamento dei contagi

L'ordinanza sugli spostamenti tra regioni prima del nuovo Dpcm

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri scade venerdì 5 marzo, ma il divieto di movimento tra territori diversi (anche in zona gialla) è in vigore fino al 15 febbraio. Cosa dobbiamo aspettarci?

Giuseppe Conte con il ministro della Salute Roberto Speranza, foto Ansa

Il decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, e il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) del 14 gennaio 2021 hanno disposto l’applicazione di nuove misure restrittive per il contenimento del contagio da Covid-19 nel nostro Paese. Il coprifuoco è fissato dalle 22 fino alle 5 e gli spostamenti tra regioni diverse - anche in zona gialla - sono vietati fino a lunedì 15 febbraio (salvo che per motivi di lavoro, necessità urgente e salute). In base alle ultime ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza lo scorso 29 gennaio, sono attualmente ricomprese:

  • nell'area gialla: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto;   
  • nell'area arancione: provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria;
  • nell'area rossa: nessuna regione.

L'ordinanza sugli spostamenti tra regioni entro il 15 febbraio (prima del nuovo Dpcm)

Fino al prossimo lunedì 15 febbraio, dunque, nella maggior parte delle regioni italiane vige la zona gialla rafforzata: è possibile muoversi dalle 5 alle 22 ma sono sospesi gli spostamenti tra  territori diversi, se non per motivi di salute, urgenza o lavoro. Cosa dobbiamo aspettarci dopo il 15 febbraio? Sarà possibile entrare e uscire da una regione all'altra dopo questa data? Sono giorni decisivi per il calendario di questa misura attualmente in vigore per frenare la pandemia di coronavirus in Italia. Una cosa appare certa: la scadenza di lunedì 15 febbraio entra in conflitto con la data di scadenza dell'attuale decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), cioè il 5 marzo. In sostanza servirà un atto diverso (come un'ordinanza del ministro alla Salute Roberto Speranza) per un'eventuale proroga dei vari divieti, come quello sugli spostamenti tra regioni. E arriverà prima del 15 febbraio.

In questi giorni il governo deve decidere se prolungare lo stop o concedere le riaperture, totali o parziali. Tutto dipenderà dall'andamento dei contagi nelle prossime due settimane. I dati attuali, con l'Rt sotto la soglia critica 1, inviterebbero a pensare che l'esecutivo e gli esperti del Cts possano valutare la possibilità di concedere di nuovo gli spostamenti anche per altri motivi (oltre a quelli di urgenza, lavoro e salute), ma è difficile che scienziati e governo aprano completamente agli spostamenti tra regioni diverse, perché nonostante le tante regioni gialle si teme ancora una ripresa dei contagi favorita dai possibili assembramenti in parallelo alle riaperture, mentre l'ultimo bollettino coronavirus del ministero della Salute ha registrato un nuovo aumento dei posti letto occupati in terapia intensiva, +37 al netto di 145 nuovi ingressi.

E proprio sugli assembramenti nelle strade di tante città italiane nell'ultimo weekend c'è stato un botta e risposta tra il Comitato tecnico scientifico e l'Anci, l'associazione nazionale dei comuni italiani. Se le persone sono libere di spostarsi, è il ragionamento dell'Anci, gli amministratori locali non possono imporre ulteriori divieti: "Basta con il tiro al bersaglio sui sindaci, il Cts pensi a fare la sua parte", ha detto il presidente Antonio Decaro attaccando il coordinatore Agostino Miozzo. "Mai detto niente contro i sindaci, il mio era solo un caloroso ed accorato appello a collaborare perché solo lavorando insieme potremo combattere questa disgraziata guerra", è stata la risposta di Miozzo a "Radio anch'io" su Rai Radio 1. "Era un appello rivolto a tutte le componenti dal sistema - ha ribadito Miozzo -. Nella lotta al Covid ognuno deve fare il suo: la mia era una valutazione, non una critica né una contestazione, fatta dopo aver visto immagini che mi hanno fatto tornare indietro di qualche mese e mi hanno fatto preoccupare".

L'ordinanza ad hoc sugli spostamenti tra regioni e gli impianti sciistici

Per capire se sarà possibile entrare e uscire da una regione all'altra dopo il 15 febbraio si attende un'ordinanza ad hoc per un'eventuale proroga del divieto o per una parziale riapertura dei confini, mentre è prevista per questa settimana la riunione del Comitato tecnico scientifico durante la quale gli esperti esamineranno il protocollo messo a punto dalle regioni per la riapertura degli impianti sciistici. L'incontro, nel corso del quale gli esperti dovrebbero occuparsi anche del Festival di Sanremo, non è ancora stato fissato e potrebbe tenersi mercoledì o venerdì, durante l'abituale riunione per l'analisi dei dati del monitoraggio. In base al decreto legge in vigore, gli impianti sciistici dovrebbero riaprire il 15 febbraio, data in cui scade anche il divieto di spostamento tra le regioni. Una decisione in merito verrà presa solo a ridosso della scadenza: bisognerà vedere se i dati epidemiologici consentiranno un allentamento delle misure o sarà necessaria un'eventuale proroga. La Francia, invece, ha già fatto sapere che gli impianti resteranno chiusi anche in febbraio, e non è per il momento stata fissata nessuna data per la riapertura.

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colori regioni italia 1 febbraio 2021-2 Nuovo Dpcm, spostamenti tra regioni e ordinanze per zona rossa, arancione, gialla: cosa succede con il nuovo governo

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