Domenica, 11 Aprile 2021

Nell'ospedale italiano dove è tornato l'incubo Covid-19

48 casi positivi in un solo giorno. Anche questa notte ci sono stati dodici ricoverati. E servono nuovi posti letto. Cosa sta succedendo all'ospedale San Bartolomeo di Sarzana?

Il governatore della Liguria Giovanni Toti nell'ospedale San Bartolomeo di Sarzana. Foto archivio Ansa

Il focolaio Covid scoppiato nei giorni scorsi a La Spezia continua a macinare contagi. Se nel periodo del lockdown la provincia dell'estremo levante ligure fu una delle aree meno colpite della regione, oggi la situazione è ben diversa. Il boom di contagi da coronavirus degli ultimi giorni nella città di poco più di 90mila abitanti desta preoccupazione, tanto che tra i corridoi dell'ospedale San Bartolomeno di Sarzana - ospedale dell'Asl 5 della Liguria e punto di riferimento in regione per la lotta al Covid-19 - serpeggia la paura di medici e operatori di ripiombare nell'incubo dei mesi bui di marzo e aprile.

Fino a pochi giorni fa nell'ospedale di Sarzana erano ricoverate quattro, cinque o sei persone con coronavirus. Oggi i ricoverati sono 65 (una trentina di cittadini stranieri, il resto italiani), di cui sei in terapia intensiva. Non sono tutti vecchietti con patologie pregresse. La differenza con i mesi più complicati della pandemia sta anche nell'età dei pazienti bisognosi di cure ospedaliere. E a Sarzana ci sono anche giovani, compresi un 38enne, un 50enne e un 57enne in rianimazione. Soltanto stanotte i nuovi ricoverati sono stati dodici. I posti letto non bastano, tanto che nel pomeriggio di oggi è prevista la conversione Covid di un altro reparto dell'ospedale per averne a disposizione un'altra ventina. Nel frattempo, il nosocomio continua a rimanere aperto.

Come è nato il focolaio Covid di La Spezia

Cosa sta succedendo a La Spezia e provincia? La Liguria vede 59 casi nuovi di coronavirus nella giornata di lunedì 7 settembre, buona parte dei quali proprio a La Spezia, dopo che nella giornata di domenica i casi in città e provincia erano stati ottanta. Così il governatore Giovanni Toti ha commentato i dati dei nuovi casi di coronavirus nello spezzino: "Il tracciamento e l'individuazione del cluster della Spezia è corretta: tra i 48 casi positivi oltre la metà nazionalità straniera che, nel fine settimana scorso, hanno dato vita a una festa in Toscana. Diciotto sono italiani contatti conviventi di casi confermati. Sono solo otto i casi isolati. Quindi, l'origine di quello che sta succedendo a Spezia è accertato". Ma è davvero così?

L'ipotesi per il focolaio spezzino, insomma, per le istituzioni resta quella di una festa a Marina di Carrara a cui avrebbero partecipato numerosi cittadini dominicani residenti nel territorio spezzino e che poi, sul lavoro o in famiglia, avrebbero diffuso il virus. Commentando la notizia sul nuovo cluster, nei giorni scorsi Toti aveva lanciato una pesante accusa verso la Regione Toscana, colpevole a suo dire di non aver impedito la festa di una comunità dominicana, dove secondo il governatore sarebbero avvenuti i contagi. L'Asl di riferimento (nord-ovest Toscana) ha già smentito l'ipotesi di una festa a Marina di Carrara, mentre dalle pagine del quotidiano Il Tirreno erano arrivate le testimonianze di alcuni membri della comunità dominicana di Carrara, per smentire categoricamente che sia avvenuta una festa: ''Ma quale festa con mille persone. E dove sarebbe stata fatta? Perché non c’è neanche una foto di questa festa?". 

Checché ne dica Toti, la genesi del focolaio non sembra essere chiara. L'ipotesi più probabile è che più eventi concatenanti possano aver dato luogo al cluster spezzino. E in città alcuni puntano il dito contro la festa della squadra di calcio locale, promossa in serie A, con migliaia di persone riversatesi nelle strade senza mascherina a fine agosto. 

Le autorità si mobilitano, annunciando nuove possibili misure di contenimento del contagio. Il sindaco Pierluigi Peracchini ha già revocato l'ordinanza che permetteva musica e aperitivi anche all'aperto fino alle 22, con l'obiettivo di limitare la diffusione del coronavirus, alla luce del focolaio scoppiato nei giorni scorsi. La Regione Liguria aveva invece emanato l'ordinanza che estende alle 24 ore e anche all'aperto l'obbligo di indossare la mascherina per una settimana. "E' il momento di far capire che serve responsabilità - ha detto il sindaco - la revoca dell'ordinanza è integrale, da subito, appena la situazione torna alla normalità ripristineremo tutto".

Toti e il focolaio di coronavirus a La Spezia

"Con il sindaco Peracchini stiamo valutando ulteriori misure per limitare la diffusione del contagio da Covid-19 nello Spezzino - scrive il governatore ligure Giovanni Toti -. Continuiamo a monitorare con grande attenzione la situazione del cluster Covid in provincia della Spezia. Anche questa notte ci sono stati una decina di ricoverati, ma fortunatamente anche le prime dimissioni dagli ospedali e la maggior parte dei malati non è in condizioni preoccupanti. Non c'è emergenza per quanto riguarda i posti letto in media intensità di cura né per le terapie intensive. In ogni caso, se fosse necessario, la nostra sanità è pronta ad aumentarli, così come l'hub San Martino resta a disposizione per dare eventuale supporto. Gli uffici di prevenzione stanno lavorando, anche con l'aiuto di un'unità mobile, per tracciare e isolare tutti i casi e nelle prossime ore un laboratorio mobile della Asl 3 genovese arriverà nello spezzino per incrementare ancora il lavoro". 

Coronavirus, il bollettino di martedì 8 settembre
 

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