Giovedì, 25 Febbraio 2021
Milano

L’ospedale virtuale che dall’inizio della pandemia ha curato migliaia di pazienti

Il progetto dell’Università Statale di Milano: una piattaforma nata “per aiutare chi era rimasto senza riferimenti”, con visite in modalità telematica ma sempre con il contatto del medico di base e l’aggiornamento del fascicolo sanitario elettronico del paziente

(Foto di repertorio Unsplash)

Marzo 2020. I primi mesi di pandemia, gli ospedali già in affanno, l’assistenza sul territorio sempre più difficile. In quel contesto è nato un “ospedale virtuale”, al quale i pazienti accedono tramite un messaggino sul telefonino. È stato progettato dall’Università Statale di Milano e da marzo a oggi ha già curato migliaia di pazienti, come racconta all’Agi Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina: chi ha varcato queste pareti ‘digitali’, dice, “non tornerebbe più indietro. 

Il progetto del “virtual hospital” è nato alla Statale nella fase emergenziale di marzo, con un Centro Operativo Dimessi (Cod19) per seguire a domicilio una volta tornati a casa, garantendo loro continuità assistenziale ma al tempo stesso alleggerendo il carico di lavoro delle strutture sanitarie. Da quell’esperienza è nato poi Cure Ospedaliere Domiciliari (Cod20), un sistema che eroga visite in modalità telematica, garantendo sempre il contatto con il medico di base e l’aggiornamento del fascicolo sanitario elettronico del paziente. 

"L'impegno è nato a marzo, quando è iniziata la pandemia, gli ospedali erano in difficoltà e l'assistenza sul territorio era 'saltata’”, ricorda Zuccotti, ideatore di COD20. “Con un centinaio di specializzandi abbiamo deciso di lanciare questa piattaforma per aiutare chi era rimasto senza riferimenti". 

L'ospedale virtuale della Statale di Milano

La differenza con la telemedicina dedicata a un singolo paziente è che qui viene messa a disposizione una piattaforma, creata dal partner tecnologico Link UP, che prende in carico il malato e consente una triangolazione tra lui, il medico di base e lo specialista in ambulatorio. All'inizio i pazienti erano soprattutto i malati di Covid, poi sono diventati per lo più persone con altre patologie 'trascurate' a causa del virus perché il sistema sanitario si è ingolfato.

"Ci sono alcune Asst (aziende sanitarie socioterritoriali) che manifestano l'interesse e la volontà di utilizzare questa piattaforma, già adottata dall'Asst Fatebenefratelli Sacco e dal'Asst della Valtellina e dell'Alto Lario. Siamo disposti a donarlo gratuitamente a tutte le realtà pubbliche che lo vorranno. Ogni ospedale potrà sviluppare il proprio ospedale virtuale coi propri ambulatori e l'elenco degli specialisti che saranno coinvolti. Clicchi con un bottone e si avvia automaticamente l'ospedale virtuale”, spiega Marco Frontini, Ceo di Link UP. "Si tratta di una piattaforma di telemedicina umanizzata, in cui il rapporto tra medico e paziente non viene mai meno ed è anzi uno dei principi alla base della sua organizzazione. La piattaforma è inoltre pensata per essere facilmente integrata nei sistemi ospedalieri già esistenti e col sistema regionale". 

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