Venerdì, 18 Giugno 2021
I nuovi provvedimenti

Le otto regioni verso il cambio di colore dal 6 dicembre

Cosa dice il report dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute con il monitoraggio settimanale dell'epidemia di coronavirus e quali sono i territori più a rischio

Oggi ministero della Salute riceverà il nuovo report dell'Istituto superiore di sanità sulle regioni in zona gialla, arancione e rossa e in serata, come è successo la scorsa settimana, Roberto Speranza pubblicherà le ordinanze che cambieranno (o confermeranno) il colore ad alcuni territori. Secondo le anticipazioni raccolte, la cabina di regia avrebbe dato il proprio assenso al passaggio da zona rossa ad arancione a partire da domenica 6 dicembre per: 

  • Valle d’Aosta
  • Campania
  • Toscana
  • Alto Adige

Potrebbero invece passare da zona arancione a gialla sempre da domenica 6 dicembre:

  • Emilia Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Marche
  • Puglia
  • Umbria

Le otto regioni (e una provincia autonoma) verso il cambio di colore da domenica 6 dicembre

Dall'Istituto superiore di sanità l'invito a valutare nuove misure a livello provinciale o regionale per le tre regioni rimaste a rischio "alto": Calabria, Puglia e Sardegna. Si attendono ora le valutazioni del Comitato tecnico scientifico e del ministro della Salute Roberto Speranza. L'ordinanza che sancisce il passaggio di colore dovrebbe essere firmata nelle prossime ore. Dovrebbero essere invece rinnovate le misure restrittive vigenti per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte.

"Poco fa ho ricevuto dal ministro Speranza la conferma che da domenica l'Emilia-Romagna tornerà in zona gialla. Decisione che il ministro formalizzerà in una nuova ordinanza che firmerà nelle prossime ore. Ancora oggi e domani saremo quindi in zona arancione e passata la mezzanotte di sabato saremo in zona gialla". Così il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. "Le restrizioni di queste tre settimane hanno dunque pagato - sottolinea il governatore -, ma dobbiamo continuare a essere responsabili e rispettare le regole perché l'impegno di tutti per frenare la pandemia deve proseguire, per proteggere la salute di ciascuno, a partire dalle persone più fragili, e aiutare le strutture sanitarie e sociosanitarie, medici, infermieri, operatori, che ogni giorno continuano a fare il loro lavoro in maniera encomiabile".

Questo invece il commento di Francesco Acquaroli, presidente della regione Marche: "Finalmente è arrivata la conferma che tutti aspettavamo: da Domenica torniamo in "zona gialla". Questa notizia ci fa piacere ma non deve essere considerata come una esenzione da ogni responsabilità. Il virus continua a circolare e ogni giorno registriamo un numero di soggetti positivi ancora cospicuo. Se non è necessario, dunque, dobbiamo cercare evitare luoghi di potenziale affollamento, dobbiamo tutti impegnarci al massimo per far sì che la nostra regione resti stabilmente in fascia gialla. Mi raccomando, il colore della nostra regione è nelle vostre mani. Vi prego di aiutarci!".

Anche l'Umbria sarà a breve zona gialla: "Il nostro passaggio sono sicura che avverrà da domenica mi ha chiamato da poco ministro Speranza dicendomi che l'Umbria ha tutti i parametri per tornare in zona gialla": lo ha detto la presidente della regione Umbria, Donatella Tesei. "L'ordinanza sarà firmata questa sera, in Gazzetta domani ed efficacia da domenica", ha aggiunto la presidente.

Il report Iss: tre regioni a rischio alto

Tre regioni sono "classificate a rischio alto" di trasmissione di Sars-Cov-2: Calabria, Puglia e Sardegna, quest'ultima a "titolo precauzionale in quanto non valutabile in modo attendibile per completezza" dei dati. È quanto emerge dal report dell'Istituto superiore di sanità-ministero della Salute con il monitoraggio settimanale dell'epidemia di coronavirus. La classificazione a rischio alto "per 3 o più settimane consecutive - si legge - prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale".

"L'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,91", si legge. "Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 regioni e province autonome - prosegue il documento -. Di queste, 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di confidenza maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità".

Tra l'ultima settimana di novembre e l'inizio di dicembre "si osserva una riduzione generale del rischio complessivo, con la maggior parte delle Regioni e province autonome a rischio moderato e per la prima volta, dopo sette settimane, due a rischio basso", Basilicata e Campania. In particolare, 16 regioni sono classificate a rischio moderato di trasmissione di Sars-Cov-2. Di queste, 5 hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità: Emilia Romagna, Marche, Molise, provincia autonoma di Trento, Veneto. In queste regioni, "si suggerisce di valutare attentamente la opportunità di adottare misure, anche a livello sub-regionale, di mitigazione previste per il proprio livello di rischio".

"L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri", evidenzia il documento.

Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva "supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.816 (del 24 novembre) a 3.663 (del primo dicembre). Mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 34.577 a 32.811".

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