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Sabato, 20 Aprile 2024
Il movimento anarchico

Il padre di Carlo Giuliani: "Gli anarchici della Brigata 20 luglio? Sono dei fanatici"

Il giudizio sulla cellula anarchica è tranchant: "Dovrebbero andarsene a casa, punto". Intanto i medici del carcere di Opera continuano a monitorare Cospito: le sue condizioni sono "stabili, ma non allarmanti"

"Questi sono dei fanatici, gente che disprezzo, dovrebbero fare ben altro. Una cosa che mi infastidisce, che non serve a niente. Cialtroni". Così Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il giovane colpito a morte da un carabinieri durante il G8 di Genova del 2001, definisce gli anarchici della 'Brigata 20 luglio', una delle cellule della Federazione anarchica informale, che si ispira proprio a Carlo Giuliani. "Dovrebbero andarsene a casa, punto", sottolinea Giuliani parlando all'Adnkronos proprio della 'Brigata 20 luglio'. 

"Sono delle cose che non dovrebbero essere fatte, perché l'unica cosa utile che si può fare intorno all’omicidio di Carlo è ricordare l’ingiustizia che ha subito" dice ancora il papà del giovane rimasto ucciso a Genova. "Raccontare quello che è successo, le porcherie che hanno fatto il reparto dei carabinieri e i magistrati, che non hanno nemmeno voluto fare un processo. Queste sono le uniche cose serie rispetto al fatto che ci sono due istituzioni dello Stato, magistratura e Arma dei carabinieri, dentro alle quali, insieme a tanta gente che fa il suo dovere, per carità, ci sono degli autentici farabutti. E questo che bisogna ricordare".

Giuliano Giuliani si sofferma, infine, sull’anarchico Alfredo Cospito, detenuto al 41 bis e da mesi in sciopero dalla fame: "Le violenze dello Stato ci sono - osserva Giuliani -, certo, c'è il problema delle comunicazioni, con i mezzi di oggi è un po’ complicato impedirle. Ora, la forma è molto violenta, certo, per cui probabilmente bisognerebbe riuscire a raggiungere l’obiettivo di impedire la diffusione delle notizie, degli ordini e dei comandi in un modo un po’ più dignitoso che non sia il 41 bis".

Le condizioni di Cospito sono stabili

Intanto, sulla base delle ultime notizie che arrivano dal carcere di Opera, le condizioni di Alfredo Cospito, l’anarchico da 110 giorni in sciopero della fame per protestare contro il regime carcerario del 41 bis, "sono stabili e non allarmanti". L’uomo viene monitorato costantemente, ma al momento non ci sono esigenze che richiedano l’intervento dei medici. Le relazioni mediche vengono redatte quotidianamente e da quando è stato trasferito nel carcere milanese di Opera non si sarebbe mai aggravato. 

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