Mercoledì, 19 Maggio 2021
Le prospettive

Palestre e piscine riapriranno il 7 aprile 2021?

Matteo Salvini: "Il 7 aprile, giornata mondiale della salute, potrebbe essere la data perfetta". Si sta valutando almeno la possibilità di autorizzare esclusivamente le lezioni individuali. Ma il Cts ha sempre raccomandato cautela. I lavoratori del settore temono che tante strutture non abbiano più la forza per ripartire. Fratelli d'Italia prova a intestarsi la battaglia per riaprire. Ma la chiusura per ora resta totale anche in zona bianca

"Riaprire piscine e palestre dove i dati lo consentono. Il 7 aprile, giornata mondiale della salute, potrebbe essere la data perfetta". Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, in un'intervista a "Libero Quotidiano", ribadendo di essere "contrario a un lockdown nazionale". "Bisogna agire a livello locale dove c'è una recrudescenza del virus, ma nelle zone gialle, o nella Sardegna bianca, dobbiamo mandare un messaggio di speranza e pianificare le riaperture".

Le palestre e le piscine sono chiuse da 4 mesi

Sperano di ripartire in qualche modo, dopo mesi e mesi di serrande abbassate. Imprenditori e clienti sono disposti a trovare soluzioni. Le palestre e le piscine sono chiuse da quattro mesi ormai. Quattro lunghissimi mesi, un'eternità per chi deve pagare affitti, stipendi, bollette. A fine ottobre fermare palestre, centri fitness e piscine dopo l'aumento dei contagi in Italia sembrò la soluzione giusta per arginare la seconda ondata. Uno stop temporaneo, che nessuno immaginava così lungo. Il settore impiega circa un milione di addetti complessivamente. Dopo la prima ondata le strutture sportive avevano lavorato duro per adeguarsi a tutti i rigidi protocolli applicati: poi sono state costrette ad alzare bandiera bianca. Va ricordato e sottolineato che nessuna palestra, piscina, centro sportivo è mai ufficialmente risultato essere focolaio di contagi in un anno di pandemia. I numeri di incidenza erano bassissimi, al di sotto dell’1 per mille secondo gli esercenti.

Un settore da 700mila lavoratori dipendenti e 280mila professionisti

Il rischio - inutile girarci intorno - è che molti non riapriranno più. Nessuna attività può resistere all'infinito senza incassare un soldo (ristori a parte, "solo" alcune migliaia di euro, pochi per palestre anche di piccole dimensioni). Basti pensare che il flusso economico nei centri sportivi (palestre, piscine, centri polivalenti)  prima della pandemia era stimato in 12 miliardi l’anno, e nel 2020 la perdita è stata di almeno 6 miliardi di euro. Forse di più. I lavoratori dei centri sportivi, fitness, piscine, attività collaterali per la salute e per le persone portatrici di disabilità sono un comparto importante per l'economia del Belpaese: 180 mila imprese, che danno lavoro ad oltre 700 mila lavoratori dipendenti e 280 mila professionisti, che, di fatto, sono state obbligate a chiudere da circa un anno, a parte un intervallo estivo di operatività. 

Il Cts ha sempre raccomandato la massima cautela

Il Cts ha sempre raccomandato la massima cautela per la ripresa delle attività sportive e dunque anche palestre e piscine continueranno a rimanere chiuse per ora. Si sta valutando la possibilità di autorizzare esclusivamente le lezioni individuali. Finora non se n'è fatto nulla. Restano comunque sempre consentite, anche in zona rossa, le attività motoria e sportiva individuali e all'aperto. Gli auspici di Matteo Salvini sulla riapertura del 7 aprile 2021, per ora, restano tali. La Camera dei deputati dice no alla riapertura di palestre e piscine. L’Aula di Montecitorio ha respinto l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia al decreto Covid-elezioni per la riapertura di piscine, palestre e scuole di danza. Sono stati 217 i voti contrari, 66 i favorevoli e 160 gli astenuti. L’emendamento era stato presentato a prima firma Giorgia Meloni, presidente di Fdi. A votare a favore non solo i deputati di Fratelli d’Italia, ma anche alcuni di Forza Italia, Cambiamo e Azione. Fratelli d'Italia da nord a sud è il partito che più di tutti sembra essersi intestato la battaglia per la riapertura di palestre e piscine.

Palestre e piscine chiuse anche in zona bianca

Il Dpcm di inizio marzo ha sancito che la chiusura di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali resta in vigore fino al 6 aprile. Solo dopo quella data si potrà parlare di riaprire gli impianti sportivi. Tutto dipenderà dall’andamento dei contagi.  Secondo i "riaperturisti" la gran parte delle attività sportive si può svolgere nel pieno rispetto delle norme di prevenzione e sicurezza sanitaria. Staremo a vedere. Intanto piscine e palestre e devono stare chiuse anche in zona bianca. Lo chiarisce la giunta regionale sarda. Chi sperava, alla luce della classificazione di zona bianca per la Sardegna, di poter fare qualche esercizio in sala pesi o riprendere a macinare vasche su vasche in allenamento, rimarrà deluso ancora per un po'. Tecnicamente nell’ultima ordinanza “il presidente non si è discostato dalla permanenza del divieto di apertura per palestre e piscine. Per ora è così”, spiegano dall’ufficio stampa dell’esecutivo ai giornali locali. E se questa è la situazione in zona bianca, facile immaginare che la strada sia (molto) in salita in zona gialla, arancione o rossa. Chissà per quanto tempo. Nessuno ha risposte oggi come oggi.

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