L’impatto devastante della pandemia sul futuro di milioni di bambine e ragazze

L’allarme di Save The Children: a rischio i progressi fatti negli ultimi anni. Come effetto delle conseguenze economiche di questo periodo, crescono i matrimoni forzati e le gravidanze precoci, abbandono scolastico e violenza di genere

La crisi mondiale generata dalla pandemia ha riportato indietro l'orologio dei diritti e delle conquiste per milioni di bambini e ragazze. I progressi fatti sulla parità di genere negli ultimi 25 anni sono a rischio, denuncia un nuovo report di Save the Children, che ha analizzato l'impatto devastante che il Covid-19 sta avendo sul loro futuro di giovani donne tra matrimoni e gravidanze precoci, abbandono scolastico e violenza.

"La pandemia sta spingendo sempre più famiglie verso la povertà, lasciando molte ragazze senza cibo, obbligandole a lavorare per sostenere la famiglia o costringendole ad occuparsi dei familiari malati e ad abbandonare la scuola, con possibilità molto minori di poter riprendere gli studi rispetto ai loro coetanei maschi", dice Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia.

Così la pandemia sta metteno a rischio il futuro di bambine e ragazze

Venticinque anni fa, la quarta conferenza mondiale sulle Donne che si tenne a Pechino nel 1995 sancì un impegno comune di tutti i governi per l’uguaglianza di genere. Gli sforzi nati da quell'incontro, ricorda Save the Children, hanno consentito di prevenire in 25 anni 78,6 milioni di matrimoni precoci. Oggi però questi progressi si sono fermati, invertendo la tendenza. Ogni anno avvengono circa 12 milioni di matrimoni forzati, in un 1 caso su 6 sotto i 15 anni. Nel 2020, come effetto delle conseguenze economiche della pandemia, quasi 500mila adolescenti in più nel mondo potrebbero essere costrette a contrarre un matrimonio forzato, considerato una violenza di genere. Una situazione che riguarda soprattutto le ragazze nell'Asia meridionale (191mila casi), ma anche nell'Africa centrale e occidentale (90mila) e nell'America Latina e nei Caraibi (73mila). Preoccupano anche quel milione di gravidanze precoci in più, causa principale di morte per le ragazze tra i 14 e i 19 anni, concentrate in gran parte in Africa (282mila nell'aerea meridionale e orientale del continente e 260mila in quella centrale o occidentale), e di nuovo in America Latina e Caraibi (181mila). E si tratta comunque di numeri che rappresentano appena la punta di un iceberg come denuncia Save the Children.

“Il rischio sempre maggiore di violenze e sfruttamento sessuale e la crescente insicurezza alimentare, specialmente nelle emergenze umanitarie, fanno sì che i genitori non vedano molte altre alternative a quella del matrimonio forzato, che avviene spesso con uomini molto più vecchi delle loro figlie", spiega Fatarella. Oltre a rappresentare una grave violazione dei diritti di bambini e adolescenti, il matrimonio forzato espone le giovanissime anche al rischio "al rischio di depressioni, continue violenze, disabilità e persino a quello della morte per parto, visto che il loro corpo non è semplicemente ancora pronto per portare a termine una gravidanza".

"Avevo 12 anni quando ho saputo che il mio matrimonio era stato combinato", è la testimonianza di Sunita, una ragazza indiana che oggi ha 16 anni e si batte contro i matrimoni precoci e per i diritti delle ragazze nella sua comunità. "È stato terribile abbandonare la scuola e i miei amici, tutti i miei sogni si sono spezzati in quell’istante. Il mio messaggio per tutte le ragazze della mia età è quello di rimandare il matrimonio e fare qualunque sforzo per raggiungere i propri sogni".

I paesi più colpiti sono quelli più fragili

Nove paesi su dieci tra quelli con la più alta percentuale di matrimoni precoci sono quelli più fragili, perché colpiti da crisi umanitarie, come conflitti, alluvioni, siccità, terremoti o epidemie, e dove le ragazze sono maggiormente esposte a questo rischio, ricorda Save the Children. La chiusura delle scuole per il Covid-19 ha lasciato 1,6 miliardi di bambini senza istruzione, ma, come ha insegnato il caso della recente epidemia di Ebola, le bambine e le ragazze hanno molte meno probabilità di riprendere la scuola per la pressione dei bisogni della famiglia, o a causa di matrimoni o gravidanze precoci. Se una adolescente su 10 nel mondo era già vittima di stupro o violenza sessuale da parte del proprio marito o ragazzo prima del Covid-19, il coronavirus ha portato ad un aumento di questi casi e, per effetto della pandemia, si prevedono 2 milioni di casi di mutilazione genitale femminile in più nei prossimi 10 anni, soprattutto tra chi non ne ha ancora compiuti 14.

“La pandemia sta peggiorando le diseguaglianze di genere e rischia di invertire i progressi fatti negli ultimi anni. Dobbiamo fare ogni sforzo per impedire che questo avvenga", dice Fatarella. Ai leader mondiale che si incontrano oggi all'Assemblea Generale dell'Onu proprio per rilanciare l'impegno sulla parità di genere nel 25esimo anniversario della Conferenza di Pechino, Save the Children, Save the Children chiede che venga data voce a queste ragazze, garantendo la loro partecipazione attiva nelle decisioni relative alla risposta al Covid-19 e a quelle per la ripresa.

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"Ci vogliono azioni concrete per contrastare la violenza di genere e le sue radici, e bisogna porre fine ai matrimoni precoci supportando anche chi li ha subiti, con riforme legislative e piani nazionali per la salute e l’educazione. Abbiamo bisogno di dati più precisi sui matrimoni precoci, sulle condizioni di ogni ragazza, in particolare di quelle più dimenticate nei contesti di emergenza, tracciando l’impatto dei fattori legati al genere, all’età, alla disabilità, alla razza o alla classe sociale. Dobbiamo investire insieme di più e ora sulle bambine e sulle ragazze, con idee nuove e non riciclate, per prevenire le peggiori conseguenze del Covid-19 e imprimere un cambiamento duraturo", conclude Fatarella.

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