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Domenica, 23 Giugno 2024
Il caso

"Frociaggine": bufera su Papa Francesco, cosa ha detto e a chi si riferiva

Un incontro a porte chiuse con la Cei fa da sfondo allo scivolone del Pontefice. Che sia stato un problema di lingua o no, la "questione gay" nella Chiesa non è mai stata tanto aperta

Le indiscrezioni si rincorrevano da giorni, poi la notizia - anticipata da Dagospia - è stata confermata alla stampa da varie fonti vescovili e la polemica è infine e inevitabilmente dilagata. Papa Francesco ha detto "frociaggine". Qualcuno forse non vedeva l'ora, qualcuno plaude, altri giustificano, molti si indignano. Il termine è stato pronunciato da Bergoglio lo scorso 20 maggio durante l'incontro con la Conferenza episcopale italiana (Cei). Si trattava di un incontro a porte chiuse, senza giornalisti, durante il quale doveva essere discussa l'ammissione dei seminaristi omosessuali. Un tema al centro dell'attenzione della Cei da tempo e sul quale Papa Francesco, chiamato ad esprimersi, l'ha fatto a modo suo: "Nei seminari c’è già troppa frociaggine". Insomma, "accogliere tutti", come ripete spesso il Papa, sì, ma quando è troppo è troppo. 

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Le reazioni

Inevitabile che la questione dell'ammissione dei candidati gay al sacerdozio sia passata in secondo piano. Fonti vicine al Vaticano sottolineano come, non essendo l'italiano la sua lingua madre, probabilmente il Papa non era a conoscenza dell'offensività del termine. Ma l'espressione ha inevitabilmente suscitato un'ondata di reazioni, tra chi propone di bloccare i fondi dell'8x1000 e chi invece esulta: "Standing ovation per il Papa. Era ora. Absit iniuria verbis. Giusto pochi giorni prima del Pride. E adesso tutti a farsi benedire", scrive su "X" l'ex senatore leghista e fondatore del Popolo della famiglia Simone Pillon.

Simone Pillon su -2

Per Fabrizio Marrazzo, portavoce del partito gay, andrebbero bloccati i fondi provenienti dall'8x1000 alla Chiesa cattolica: "Ricordiamo che i seminari sono finanziati anche con i soldi dei contribuenti italiani ed anche il clero è pagato anche con l'8X1000, pertanto se tale dichiarazione discriminatoria verrà confermata dalla Chiesa, chiediamo che il governo blocchi i fondi dell'8x1000 alla chiesa Cattolica".

Rosario Coco, presidente di Gaynet, ha commentato: "Ha già detto tutto Francesco. Se va in escandescenze parlando di troppa 'frociaggine' nella Chiesa è perché evidentemente non si sa più dove nascondere le persone omosessuali nel clero, che sono numerosissime e certe politiche repressive sono destinate a finire".

"Non c'è troppa frociaggine, ci sono troppi omofobi", denuncia il deputato del Pd, candidato alle europee e attivista Lgbt Alessandro Zan. Posizione diversa quella di Anna Paola Concia, attivista Lgbt ed ex deputata del Pd che invece difende il pontefice: "Scusate non riesco ad indignarmi, perdonatemi. Lo ha detto male, ma perché vive a Roma e frociaggine si usa nella città eterna, ma non sempre è offensivo. Non ha fatto altro che dire la verità: la maggior parte dei sacerdoti sono gay. Mica vi sarete sorpresi?".

A rigore non si tratta comunque di una novità: durante il suo pontificato Papa Ratzinger vietò il seminario a "coloro che hanno tendenze omosessuali profondamente radicate" in ossequio alle disposizioni di Papa Giovanni Paolo II e alla dottrina del Concilio Vaticano II. La Chiesa Cattolica, pur rispettando le tendenze omosessuali, vieta "l'ammissione al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay" poiché, si legge ancora, "si trovano in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne".  

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In una nota ufficiale il Vaticano ha voluto commentare la notizia spiegando come il Papa non abbia "mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi, e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l’uso di un termine, riferito da altri. Come ha avuto modo di affermare in più occasioni, nella Chiesa c’è spazio per tutti".

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