Sabato, 8 Maggio 2021
Il piano per salvare l'estate

L'Ue presenta il Pass-covid per tornare a viaggiare

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, insieme a Didier Reynders e Thierry Breton hanno fornito i primi dettagli sul documento che servirà per far ripartire il turismo: ''Potrebbe salvare l'estate''

Foto di repertorio Ansa

Un passaporto vaccinale che consenta di revocare le limitazioni ai viaggi, riattivando così il settore del turismo in totale sicurezza. Questo l'obiettivo del Green Pass-Covid presentato dalla Commissione Ue: il documento servirà a i cittadini per tornare a viaggiare sul territorio europeo, fornendo la prova di essersi sottoposti al vaccino, oppure di essere risultati negativi a un test o di essere guariti dal coronavirus e avere sviluppato gli anticorpi.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il commissario Ue alla Giustizia, Didier Reynders e il commissario Ue per il Mercato unico, Thierry Breton, a capo della task force per accelerare la produzione di vaccini anti-Covid sul territorio europeo, hanno illustrato i dettagli del nuovo pacchetto di misure. Il certificato dovrebbe essere disponibile da giugno in formato digitale o cartaceo, inoltre, sarà legalmente vincolante per gli Stati membri e ammetterà tutti i vaccini disponibili in circolazione.

Secondo il Commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, il Pass Covid potrebbe salvare la prossima estate: ''Nn è un passaporto vaccinale, ma un certificato verde per evitare divisioni e blocchi tra i Paesi Ue, facilitare gli spostamenti dei cittadini europei e far ripartire il turismo in vista dell'estate''. 

"Il pass è interoperabile e vincolante per i Paesi Ue -ha sottolineato Reynders - questo per evitare ogni forma di discriminazione" offre "tre alternative" per tornare a viaggiare: "dimostrare l'avvenuta vaccinazione, la negatività a un test o la guarigione al Covid".

Il certificato sarà redatto nella lingua dello Stato membro e in inglese; coprendo i vaccinati, i guariti dalla malattia e coloro che semplicemente hanno fatto un test (Pcr o rapido) "preverrà le discriminazioni contro le persone che non sono vaccinate". Inoltre, precisa Reynders, a decidere che uso fare del certificato "saranno gli Stati membri" e non l'Ue. Essere vaccinati, specifica la Commissione, "non sarà una precondizione per viaggiare", dato che "tutti i cittadini hanno il diritto fondamentale della libertà di circolazione e questa si applica a prescindere dal fatto che uno sia vaccinato o meno".

Il certificato "renderà più semplice esercitare il diritto" di muoversi da uno Stato membro all'altro, cosa che è oggi molto complicata, non solo per le restrizioni anti-Covid, ma anche perché spesso gli Stati continuano a non riconoscere i risultati dei test condotti in altri Paesi Ue.

Ursula Von der Leyen ha poi fatto il punto della situazione sull'emergenza coronavirus: "La situazione epidemiologica sta peggiorando. L'Ue sta cercando di collaborare con le esportazioni ma le strade corrono in entrambe le direzioni, ci deve essere reciprocità e proporzionalità. Se la situazione non cambia, dovremo riflettere di far dipendere l'export sul livello di apertura dei Paesi riceventi.L'Ue è la regione che ha esportato di più, 41 milioni di dosi a 33 Paesi, ma vogliamo vedere reciprocità. Non sta tornando niente verso l'Ue". 

"Dall'Ue abbiamo esportato dieci milioni di dosi" alla Gran Bretagna, "è il primo Paese per l'export dall'Ue", senza contare che il Regno Unito produce il vaccino AstraZeneca. "Stiamo ancora aspettando che arrivino dosi dal Regno Unito in modo che ci sia reciprocità - ha aggiunto- Con gli Stati Uniti c'è reciprocità: non ci sono export da Ue a Usa e viceversa di vaccini, ma c'è un flusso intenso dei precursori, degli ingredienti, e di tutte le materie che servono per fare i vaccini".

Austria, passaporto vaccinale da aprile

L'Austria introdurrà un passaporto vaccinale da aprile, per consentire agli austriaci di viaggiare e ai turisti di tornare in Austria, ha anticipato il Cancelliere Sebastian Kurz precisando che le questione relative alle basi giuridiche del documento sono state risolte. Il primo passo sarebbe quello di digitalizzare i test per il covid negativi, ha aggiunto il ministro della Sanità, Rudolf Anschober. Il certificato potrebbe essere emesso per chi è stato vaccinato, per chi risulta negativo a un test o per chi è guarito dal covid.

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