Sabato, 8 Maggio 2021
Il punto debole

Perché il pass per spostamenti con tampone negativo nelle 48 ore precedenti non ha senso

Tra i requisiti che dovrebbero dare accesso al passaporto per muoversi tra le regioni di colore diverso c'è anche il test effettuato due giorni prima. Un pericoloso punto debole per il documento su cui sta lavorando l'esecutivo, come dimostra uno studio su un peschereccio di Seattle: 122 marinai negativi e testati alla partenza, 104 positivi al Covid al ritorno

Foto di repertorio Ansa

Da lunedì 26 aprile ci si potrà spostare tra le regioni in zona gialla senza la necessità di presentare l'autocertificazione, mentre per muoversi tra zone di colore diverso l'esecutivo sta lavorando ad un ''pass mobilità''. Una misura ancora in fase di sviluppo, che permetterà di viaggiare tra le regioni alle persone con un certificato medico che attesta la guarigione dal Covid, a quelle che si sono sottoposte al vaccino e a chi è in possesso di un tampone antigenico o molecolare con esito negativo nelle 48 ore precedenti allo spostamento.

Tampone e pass mobilità: tutti i dubbi

Ma se per i primi due casi, ossia i vaccinati e le persone guarite dal coronavirus, il rischio di contagio è sicuramente basso, quello che desta maggiori dubbi è il terzo fattore che dà accesso al pass. Infatti, un tampone negativo nelle 48 ore precedenti alla partenza potrebbe non escludere un contagio successivo all'analisi da parte del soggetto, che poi potrebbe dare luogo ad un focolaio. 

Un'eventualità ''bocciata'' categoricamente da Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che su Twitter ha commentato: "Leggo che si consentirebbe libertà a chi ha un tampone negativo nelle 48 ore precedenti per prevenire il Covid. E' come consentire rapporti sessuali non protetti a chi si è infilato un profilattico nelle 48 ore precedenti per prevenire l'Aids. Non ha alcun senso razionale". 

Lo studio sui marinai di Seattle

Ad avvalorare la tesi secondo cui un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti non costituisce una certezza è anche uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Clinical Microbiology, relativo ad un focolaio di  SARS-CoV-2 esploso nell'agosto del 2020 a bordo di un peschereccio a Seattle, nello Stato di Washington (Stati Uniti). In quell'occasione, 122 marinai vennero imbarcati a bordo della nave dopo essere stati analizzati nelle precedenti 48 ore, sia dal punto di vista sierologico (presenza anticorpi), sia dal punto di vista della ricerca del virus con un tampone. Su 122, sei erano  positivi sierologicamente, ed avevano quindi ali anticorpi contro cil Covid, mentre tutti gli altri sono risultati negativi al tampone. Viste le condizioni, il peschereccio salpò in totale sicurezza. 

Invece, 18 giorni dopo la partenza la nave dovette rientrare perché uno dei marinai stava male. Risultato? Al ritorno il coronavirus aveva colpito l'85,2% dell'equipaggio (104 positivi su 122). Il contagio potrebbe essere partito da un falso negativo o da un paziente con una incubazione prolungata, ma resta il fatto che, nonostante tutte le precauzioni e i test effettuati prima della partenza, il virus è salito sulla nave, contagiando quasi la totalità delle persone a bordo. 

I ricercatori sono anche andati ad analizzare i campioni di sangue prelevati ai sei marinai positivi al sierologico, individuando in tre di questi gli anticorpi in grado di bloccare il virus. Questi tre erano proprio tra le persone che non erano state infettate dal Covid.

"Vi ho citato uno studio - ha aggiunto Burioni su Twitter - ma potrei citarvene altri 20 che dicono la stessa cosa". E sempre rimanendo nel tema del 'passaporto', chi è vaccinato con i vaccini a mRna diminuisce la sua capacità di trasmettere la malattia di almeno il 90% (ma forse pure molto di più, lo sapremo presto). Queste le verità scientifiche, poi la politica decida".

Vedere il pass mobilità già attivo per il 26 aprile, giorno in cui verranno reintrodotte le zone gialle e riapriranno alcune attività, sembra alquanto improbabile. Anche perché i dettagli forniti dall'esecutivo su questo documento sono ancora pochi: una serie di dubbi che va ad aggiungersi alla concessione del pass in caso di tampone negativo nelle 48 ore precedenti, un ''punto debole'' di questa misura che non può passare inosservato.

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