Lunedì, 1 Marzo 2021
La discussione

Il passaporto sanitario per ritornare la normalità

In Germania si fa strada la proposta di riaprire cinema, ristoranti, teatri e musei. Ma garantendo l'accesso ai soli vaccinati. E la Grecia ha lanciato l'idea (che piace alla Commissione Ue) di un certificato di vaccinazione per rilanciare il turismo

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha sostenuto che i vaccinati contro la Covid-19 dovrebbero poter andare al ristorante e al cinema, in alcune dichiarazioni pubblicate oggi dalla Bild am Sonntag. "Alle persone vaccinate si deve consentire di esercitare di nuovo i diritti di base", indica Maas. "Ancora non si è acclarato in forma definitiva fino a che punto i vaccinati possono infettare gli altri. Quello che è chiaro è che una persona vaccinata non toglie il respiratore, necessario per trattare i malati gravi, a nessuno. Questo elimina almeno un motivo centrale per limitare i diritti di base".

Il titolare degli Esteri ha fatto riferimento alle aree di attività ancora chiuse, come cinema, ristoranti, teatri e musei. "Hanno diritto a riaprire le loro attività a un certo punto, se esiste la possibilità per farlo. E la possibilità c'è se c'è sempre più gente che è vaccinata. Perché se al ristorante o al cinema ci sono solo persone vaccinate, non possono mettersi in pericolo a vicenda".  Finora in Germania sono state vaccinate circa un milione di persone, cioè circa l'1% della popolazione. La maggioranza sono anziani o malati, personale medico e infermieri. Maas diventa così il primo ministro tedesco a dirsi favorevole a che i vaccinati vengano esentati da determinate restrizioni.

Da parte sua il ministro dell'Interno Horst Seehofer aveva ammonito in precedenza che la società subirà una divisione, se le restrizioni verranno rimosse per i vaccinati. Maas, che è stato ministro della Giustizia, ha espresso il suo disaccordo: "Sì, questo darà luogo a diseguaglianze in un periodo di transizione, ma, se c'è una ragione di fatto, è costituzionalmente giustificabile".

Ma il dibattito è comune a tutti i paesi europei. La Grecia ha lanciato l'idea - ripresa dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen - di un certificato di vaccinazione per rilanciare il turismo in Europa (nonostante l'ostilità dell'OMS). Un tema prematuro secondo il governo di Parigi ma non secondo i francesi.

Contro ogni previsione, i francesi - fino a pochi giorni fa in maggioranza scettici sul vaccino - sono prevalentemente favorevoli al varo di un "passaporto sanitario" che consenta di individuare chi è vaccinato contro il Covid-19. Stando a un sondaggio Ifop per Le Parisien, tra fine novembre e oggi la percentuale dei francesi disposti a farsi vaccinare si è impennata, dal 41% al 54%. Al tempo stesso, 6 persone interrogate su 10 si dicono favorevoli al rilascio di un documento per dimostrare l'acquisita immunità grazie a vaccino. E, in particolare, il certificato del vaccino effettuato - secondo il sondaggio - dovrebbe essere obbligatorio per chi vuole prendere l'aereo e recarsi all'estero (62%), per chi vuole recarsi a far visita a persone vulnerabili o anziani (60%) e per chi vuole utilizzare i trasporti pubblici (52%).

Sul tema del passaporto sanitario, il governo si dice invece "molto reticente" secondo quanto spiegato dal sottosegretario agli Affari europei, Clement Beaune, ai microfoni di France Info: "Se si parla di un documento che autorizza a viaggiare in Europa, credo sia molto prematuro". "E' un dibattito - ha continuato Beaune - che non ha senso e che, in un momento in cui ovunque sta ancora cominciando questa campagna di vaccinazione in Europa, sarebbe scioccante che ci ci fossero più diritti per alcuni che per altri. Non è la nostra concezione della protezione e dell'accesso ai vaccini".

Passaporto sanitario anche in Italia

E nel nostro Paese? Molti esercenti danneggiati dalle restrizioni hanno già proposto una sorta di Qr Code per accedere ai bar e ristoranti mentre il governatore della Campania Vincenzo De Luca aveva proposto una iniziativa regionale per fornire un attestato di vaccinazione Covid-19: una card che reca un chip che nelle intenzioni del presidente della regione potrà aprire le porte di una vita normale a tutti i vaccinati.

Una idea per ora lontana dall'essere realizzata e su cui incombono non solo i timori per i rallentamenti nella consegna dei vaccini, ma anche la paura che il coronavirus possa mutare in forme resistententi agli anticorpi come si teme sia già successo in Brasile

"La variante brasiliana è una cosa pesante purtroppo"

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