Venerdì, 7 Maggio 2021
Il certificato verde

Il passaporto vaccinale non sarà un passaporto (e forse servirà a poco)

Il 'green pass' europeo non sarà un documento di viaggio e non discriminerà chi non è immunizzato. In attesa di capirne l'utilità restano da concordare anche gli aspetti tecnici: il rischio è che si crei il caos tra le app dei diversi Stati

Foto di repertorio

Tanto rumore per nulla? Il "passaporto vaccinale" diventerà realtà a giugno, ma potrebbe servire a ben poco. Il green pass europeo, stando a quanto stabilito dagli ambasciatori dei Paesi membri, fornirà la prova che una persona è stata vaccinata contro il Covid-19, ha ricevuto un risultato negativo del test o è guarita dall'infezione, in modo da permettergli di passare i controlli quando si entrerà in un'altra Paese Ue. Perché allora potrebbe essere un certificato non proprio indispensabile? Nel testo concordato dagli Stati dell'Unione viene spiegato che il green pass sarà una precondizione per esercitare i diritti di libera circolazione, ma non è un documento di viaggio, nel rispetto del principio di non discriminazione, in particolare nei confronti delle persone non vaccinate. Queste ultime potrebbero essere tenute a sottostare a procedure differenti, anche se questo è ancora tutto da stabilire. In altre parole, il passaporto vaccinale non sarà un passaporto, ma soprattutto non è chiaro quali saranno i vantaggi per chi ha fatto il vaccino o ha superato l'infezione. 

Solo l'altro ieri, ospite di 'Porta e Porta', il ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato che il certificato dovrebbe arrivare "a giugno". "L'impegno dell'Unione europea - e noi siamo tra i Paesi che più stanno spingendo in questa direzione - è di lavorare per la 'green card', non un vero e proprio passaporto. Un certificato verde. Importante - ha detto il ministro - perché consente di guardare con maggiore fiducia agli spostamenti, alla mobilità. L'Italia è impegnata a spingere l'Unione europea a correre su questo terreno. E speriamo che a giugno possa essere un ulteriore strumento nelle nostre mani". Speranza ha quindi sottolineato che alla green card si sta lavorando a livello europeo "ma spero che anche a livello del G7 si possa adottare questo modello. Non solo in Europa, quindi - ha sostenuto - ma anche tra i Paesi più importanti del mondo". Per adesso però non è davvero chiaro quali saranno i benefici di questo strumento. 

Il rischio di un caos tra le app degli Stati Ue

Ci sono poi altre cose da definire. Ogni Paese Ue dovrebbe essere in grado di controllare la validità del codice emesso da un altro Stato, ma come fa notare EuropaToday, il rischio è che ci sia un caos nel riconoscimento dei green pass delle diverse nazioni, "visto che i Paesi membri stano procedendo in maniera autonoma nello sviluppare le app che dovrebbero appunto fornire il certificato dell'avvenuta vaccinazione o test quando si viaggia". L'Estonia ad esempio sta già sviluppando la propria applicazione con una versione pilota in uscita alla fine del mese. Ma questo significa che potrebbe non rispettare gli standard comuni che ancora devono essere concordati. E lo stesso potrebbe avvenire con le applicazioni di altre nazioni. Per adesso sappiamo che il green pass dovrebbe mostrare un codice QR contenente una firma digitale emessa da un'autorità pubblica nazionale che certifichi la vaccinazione, un test negativo o il recupero.

In Italia, il ministro per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, nel corso di un'audizione alla Commissione Trasporti della Camera, ha detto che per digitalizzare il documento potrebbe essere usata l'App Immuni. In sostanza, il certificato verde potrebbe essere salvato nella stessa App che serve a tracciare i contatti delle persone positive e che è finita ormai in disuso: basterà aprirla e mostrare l'attestato per avere il via libera. Ma il via libera per cosa? Nelle ipotesi iniziali, il documento avrebbe dovuto consentire alle persone vaccinate o immuni da Covid-19 di accedere a luoghi e servizi liberamente e spostarsi da un Paese all'altro. Ad oggi però i vantaggi di avere con sé questo documento non sono ancora molto chiari. 

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