Sabato, 19 Giugno 2021
Il caos dei certificati anti Covid

Tutte le regole per viaggiare: dal certificato verde al Green Pass europeo

L'Ue vuole consentire gli spostamenti tra paesi in base ad una nuova mappa e una certificazione che attesti o la vaccinazione o un tampone negativo la cui validità sarà diversa a seconda si tratti di un tampone rapido o molecolare

Le persone completamente vaccinate 14 giorni dopo aver ricevuto l'ultima dose dovrebbero essere esentate dai test per viaggiare o dall'obbligo di quarantena. Lo stesso vale anche per le persone guarite che hanno ricevuto una singola dose di vaccino. Questo uno dei punti principali della proposta di aggiornamento della Commissione Ue alla raccomandazione sul coordinamento delle restrizioni alla libera circolazione nell'Unione Europea in risposta al Covid, presentato dal commissario europeo, Didier Reynders.

Garanzie varrebbero anche per i cittadini extra-Ue che intendono recarsi nei Paesi membri: "Chi entra in Europa con la prova di vaccinazione, sarà in grado di avere anche il certificato digitale Ue Covid e stiamo chiedendo agli Stati membri di usare lo stesso certificato per consentire la libera circolazione".

Come sarà quindi il Green Pass europeo

Il certificato Covid europeo digitale, o Green Pass pertanto, dovrebbe esentare i viaggiatori all'interno dell'Ue dagli obblighi di test e/o quarantene e sarà valido:

  • quattordici giorni dopo l'ultima dose di vaccino anti-Covid approvati dall'Ema  (cioè con due dosi per AstraZeneca Pfizer/BioNTech e Moderna e con una dose per Janssen)
  • per i guariti Covid per 180 giorni a partire dal tapone positivo.
  • per i guariti Covid e che hanno ricevuto una sola dose di vaccino.

Chi invece non è vaccinato né guarito resta l'opzione del test: ovvero dovrà produrre il risultato negativo di un tampone che consentirà

  • 72 ore di libertà nel caso di risultato negativo a un test molecolare;
  • 48 ore per i test rapidi.

Viene previsto un meccanismo di freno d'emergenza: ovvero gli Stati possono reintrodurre le restrizioni anche per le persone vaccinate e guarite, se la situazione epidemiologica si deteriora rapidamente o dove è riportata un'elevata prevalenza di varianti preoccupanti.

In generale, al di là dei titolari del pass, vengono anche proposte la semplificazione, per quanto possibile in un'Unione a 27, e il chiarimento dei requisiti necessari per viaggiare.

La nuova mappa per viaggiare in Europa

Per i viaggiatori che arrivano dalle aree verdi (secondo la mappa aggiornata ogni giovedì dall'Ecdc), non dovrebbero esserci restrizioni.

mappa italia ecdc-2

  • Per chi arriva dalle zone arancioni, è possibile richiedere un test (rapido o molecolare) prima della partenza.
  • Per chi viaggia da una zona rossa, gli Stati possono chiedere una quarantena, in assenza di un test Pcr o rapido negativo.
  • Per i viaggiatori provenienti dalle aree rosso scuro, vale il principio che i movimenti da queste zone andrebbero "fortemente scoraggiati". In questi casi, dovrebbero rimanere i requisiti di test e quarantena.

Secondo le indicazioni dell'esecutivo comunitario per evitare di separare le famiglie alle frontiere, i minorenni che viaggiano con genitori esentati dall'obbligo di quarantena, per esempio perché sono vaccinati, dovrebbero essere esentati anche loro dalla quarantena (in caso contrario, le vacanze all'estero per le famiglie con figli sarebbero impossibili). I bambini sotto i 6 anni di età dovrebbero essere esentati anche dai test.

Inoltre, la Commissione propone di adattare le soglie utilizzate per le mappe dell'Ecdc, che fanno fede per molti Stati Ue e per le raccomandazioni del Consiglio, anche se poi all'interno dei propri confini gli Stati usano la scala cromatica che vogliono (la zona bianca italiana, per esempio, non esiste nella gamma utilizzata in Ue).

Per le zone arancioni (oggi è arancione buona parte d'Italia, fatta eccezione per Valle d'Aosta, Toscana, Campania Puglia, Basilicata e Calabria, che sono rosse) si propone di aumentare la soglia del tasso di notifica cumulativo di nuovi casi negli ultimi 14 giorni da 50 a 75; per le zone rosse il tasso viene alzato dagli attuali 50-150 a 75-150. Infine, per le persone che fanno la prima iniezione di vaccino in uno Stato membro e la seconda in un altro, ciascuno dei due Stati è tenuto a fornire certificazione dell'iniezione, di modo che il titolare può avere un certificato composto dai certificati emessi da due Stati membri diversi.

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Le differenze tra il green pass italiano e il certificato Ue

In Italia sono considerati attualmente Green pass:

  • il certificato vaccinale;
  • il risultato di un tampone antigenico rapido o molecolare negativo effettuato al massimo 48 ore prima di un viaggio;
  • il referto della Asl che certifica la fine di un'infezione da Covid-19

La differenza principale con il certificato Ue è che con quest'ultimo per essere riconosciuti come "vaccinati" potrebbe non bastare ricevere solo la prima dose dei vaccini.

Altra differenza tra il pass italiano e quello Ue è che se l'Italia ha annunciato che i turisti stranieri (vaccinati, immunizzati o con tampone negativo) potranno raggiungere le nostre mete delle vacanze senza dover sottoporsi a quarantena, lo stesso non è assicurato nel resto d'Europa.

Va ricordato che da domani 1 giugno la certificazione verde in Italia è obbligatoria - in zona gialla e in zona bianca - per partecipare a feste o banchetti conseguenti alle cerimonie civili o religiose. Oppure per spostari in regioni arancioni o rosse (che per ora non ci sono).

Il pass elettronico, come spiegato dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, si potrà scaricare anche sulle applicazioni IO e Immuni. Il varo dovrebbe essere intorno a metà giugno. Inoltre fino al varo del pass europeo sarà richiesto per viaggiare all'estero il risultato negativo di un covid test.

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