Congresso delle famiglie a Verona, Conte prende le distanze poi parte la diffida: "Via il patrocinio"

Il presidente del Consiglio si distacca in maniera ancora più netta dall'iniziativa in programma a Verona. Poi il messaggio degli organizzatori: "C'è la diffida, toglieremo il logo"

Manca una settimana all’inizio del World Congresso of Families di Verona e le polemiche si moltiplicano. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto su Facebook per prendere le distanze, una volta di più e stavolta con ancora maggiore chiarezza, sull’evento in sé e sulla questione del patrocinio di Palazzo Chigi all’iniziativa che è diventata in poco tempo un nuovo terreno di scontro tra Lega e Cinque Stelle. Dopo una mattinata di fuoco, in cui sono arrivate anche le dure parole del sottosegratario con delega all'Editoria Vito Crimi, gli organizzatori hanno fatto sapere di aver ricevuto la diffida ufficiale all'utilizzo del logo. 

La questione del patrocinio di Palazzo Chigi

“È importante chiarire che alla mia attenzione e a quella dei miei uffici non è mai giunta alcuna richiesta di patrocinio da parte degli organizzatori dell’evento e che il patrocinio è stato concesso dal Ministro per la famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana, di sua iniziativa, nell’ambito delle sue proprie prerogative, senza il mio personale coinvolgimento né quello collegiale del Governo - aveva scritto Conte su Facebook da Bruxelles, dove si trova per il Consiglio Europeo - All’esito di un’approfondita istruttoria e dopo un’attenta valutazione dei molteplici profili coinvolti, ho comunicato al Ministro Fontana la opportunità che il riferimento alla Presidenza del Consiglio sia eliminato e gli ho rappresentato le ragioni di questa scelta”.

Da Palazzo Chigi era già arrivato un primo chiarimento qualche settimana fa sulla questione della richiesta di patrocinio, specificando che si era trattato “di un’iniziativa autonoma del ministero per la Famiglia attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio”. Stavolta Conte va anche oltre e ribadisce: “il rispetto della persona è indipendente dall’orientamento sessuale”.

“Questo Governo si propone di tutelare con la massima attenzione ed energia la famiglia fondata sul matrimonio, senza che questo possa in alcun modo compromettere il riconoscimento giuridico e la piena legittimazione delle unioni civili e delle diverse forme di convivenze basate su vincoli di natura affettiva.

Dal canto suo, il ministero della Famiglia Fontana aveva replicato: “Esattamente come annunciato ieri in aula alla Camera, rimane il patrocinio da parte del Ministero della Famiglia. Per quanto riguarda il logo e il suo utilizzo, essi fanno capo ad un altro Dipartimento, e quindi la concessione o il ritiro non sono di mia competenza”.

Sulla questione del logo erano intervenuti anche gli stessi organizzatori del congresso di Verona. “La questione del loghetto non ci ha mai intrigato più tanto – hanno dichiarato Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del Congresso delle Famiglie – conta la sostanza. Conte ha riconosciuto il valore della famiglia fondata sul matrimonio esattamente in linea con il nostro pensiero e ha distinto le altre forme di convivenza basate su natura affettiva come le unioni civili. Quel che ci interessa è che rimanga il patrocinio del Ministro della Famiglia Fontana”.  

In giornata è arrivato poi l'intervento di Vito Crimi, sottosegretario con delega all’Editoria, che ha provato a fare chiarezza su Facebook su cosa è avvenuto negli ultimi giorni: "Già in data 15 marzo il dipartimento per l’Informazione e l’editoria comunicava al dipartimento per la Famiglia l’assenza di presupposti per l’utilizzo del logo della Presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito della manifestazione. Confidavo che il ministro Fontana ne traesse le dovute conclusionima ciò non è avvenuto. Mi risulta, infatti, che gli organizzatori dell’evento continuino ad utilizzare il logo della Presidenza del Consiglio. Ora, alla luce dell’approfondita istruttoria e della valutazione dei molteplici profili non solo di natura tecnica ma anche politica, ho dato disposizioni al capo dipartimento affinché le nostre determinazioni siano comunicate direttamente agli organizzatori, invitandoli a rimuovere il logo istituzionale da tutto il materiale informativo prodotto, sia in formato cartaceo che per la diffusione via web”.

Detto fatto. Poco dopo è arrivata la nota degli organizzatori: "Abbiamo ricevuto la diffida ad utilizzare il marchio di Palazzo Chigi proprio ora. Il cambio del logo è in corso e in più siamo orgogliosi di annunciare il Patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia". 

Verona, lo scontro si acuisce tra Lega e M5s

Intanto a Verona non ci sarà nessun esponente del Movimento Cinque Stelle. Parola del vicepremier Luigi Di Maio, secondo il quale il congresso è “lontano anni luce dal Movimento, ci vede divisi dalla Lega. Non andiamo a festeggiare il Medioevo a Verona come purtroppo fa una parte di questo governo”. “Affermazioni da querela”, secondo gli organizzatori.

Nei giorni scorsi – mentre si stanno preparando moltiplicando le contromanifestazioni – i professori e ricercatori dell’Università di Verona hanno dichiarato pubblicamente la propria ostilità al congresso, con l’appoggio del rettore Nicola Santor.

"Il Congresso Mondiale delle Famiglie ha natura prettamente politica - ha scritto Sartor - Le tematiche proposte nel convegno e le posizioni degli organizzatori sono, ad oggi, prive di fondamento e non validate dalla comunità scientifica internazionale. Per questo, ho declinato la richiesta di utilizzo di spazi universitari per ospitare l'evento. L'università è un luogo di studio aperto al confronto scientifico fondato sulla libertà della ricerca e dell'insegnamento, nonché sui principi di uguaglianza e di solidarietà”.

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Commenti (3)

  • Sartor, hai perso una occasione per stare zitto ...

  • .... precisare i fatti non vuol dire prendere le distanze....

    • Vai a chiedere direttamente di persona alla Redazione di Torino Today e Today, il perché ti ' costringono ' ad aprirti nuovi account - visto che non hai problemi a dire le cose in faccia - così ti daranno le dovute ed esaustive spiegazioni, e/o magari la Polizia Postale e/o Carabinieri che possono/potrebbero spiegarti in maniera più approfondita la motivazione della tua ' costrizione ' a cambi di account - che poi riporterai su questi spazi.

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