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Sabato, 18 Maggio 2024
L'avviso

Il pesto ritirato dai supermercati per "sospetta presenza di salmonella"

Ai clienti che lo hanno acquistato viene chiesto di "non consumare il prodotto e di riportarlo presso il punto vendita". Le informazioni sul lotto

La catena di supermercati Esselunga ha ritirato dai banconi il "pesto con basilisco genovese dop senz'aglio biologico" per il rischio salmonella. Nel dettaglio, il prodotto ritirato da mercoledì 15 febbraio corrisponde al lotto "pr 01/02/2023", identificato col marchio dello stabilimento "It 1184 S CE", in una confezione da 14 grammi e con data di scadenza 22 febbraio 2023. L'avviso con il richiamo del prodotto compare anche sul sito del ministero della salute.

Il pesto in questione, stando a quanto spiegato dal supermercato stesso, è stato richiamato perché c'è una "sospetta presenza di salmonella spp". Il prodotto, spiega la catena della famiglia Caprotti, è stato ritirato da tutti i punti vendita e non è più presente sugli scaffali. Ai clienti che lo hanno acquistato viene chiesto di "non consumare il prodotto e di riportarlo presso il punto vendita". Così come deve essere chiaro che il sospetto salmonella riguarda esclusivamente l'articolo con la scadenza indicata e non l'intera gamma.

Il pesto Esselunga ritirato per sospetta salmonella

L'infezione da salmonella

L'infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l'ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui sia presente la salmonella. I principali veicoli di trasmissione sono uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova; latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere); carne e derivati (specialmente se poco cotti); frutta e verdura contaminate durante il taglio. Tuttavia, per poter causare la malattia è necessaria la colonizzazione massiva dell'agente patogeno nell'alimento prima dell'ingestione.

I sintomi da salmonellosi compaiono tra le 6 e le 72 ore dall'ingestione di alimenti contaminati (più comunemente dopo 12-36 ore), si protraggono per 4-7 giorni, e possono variare da semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea), fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali) nei soggetti già fragili (bambini e anziani). Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l'ospedalizzazione, ma talvolta l'infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. 
 

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